The Neighbourhood, nuova data in Italia nel 2027

La band guidata da Jesse Rutherford sarà il 13 luglio al Parco delle Cascine di Firenze per l'unica data del Wourld Tour 2027
Dopo il SOLD OUT all’Unipol Forum di Milano lo scorso maggio, si preparano a tornare in Italia per un’unica e attesissima data: martedì 13 luglio 2027 a Firenze, presso l’Arena delle Cornacchie del Parco delle Cascine.
Con il loro ultimo album (((((ultraSOUND))))) e il tour mondiale tutto esaurito The World Tour , i The Neighbourhood hanno raggiunto un capitolo straordinario della loro carriera. Lungo il percorso hanno costruito una fanbase fedele che si presenta in massa e porta un'energia elettrizzante a ogni spettacolo.
Radiofreccia è la radio ufficiale dei The Neighbourhood
I biglietti saranno disponibili in anteprima per gli utenti My Live Nation dalle ore 12:00 di giovedì 29 ottobre. Per accedere alla presale basterà registrarsi gratuitamente su www.livenation.it. La vendita generale dei biglietti sarà aperta a partire dalle ore 10:00 di venerdì 30 ottobre su www.ticketmaster.it e www.ticketone.it.
Il live sarà l’occasione per rivivere dal vivo i brani che hanno segnato la carriera della band e conquistato milioni di fan in tutto il mondo, da “Sweater Weather” a “Softcore”, passando per “Reflections” e “Daddy Issues”. A questi si aggiungeranno i brani di “(((((ultraSOUND)))))”, l’album pubblicato lo scorso anno e arrivato a cinque anni di distanza dal precedente, che ha segnato il grande ritorno dei The Neighbourhood sulla scena musicale. Inoltre, a febbraio di quest’anno è uscito “((ultraSOUND)))+”: l’edizione deluxe dell’album con cui il gruppo riemerge simbolicamente “in superficie”, ampliando e approfondendo l’esperienza sonora e visiva del progetto originale.
La versione deluxe include cinque brani inediti, tra cui la focus track “Good Grief”, che esplora ulteriormente quelle atmosfere cupe, intime e stratificate che da sempre contraddistinguono il sound della band. Le nuove tracce si integrano naturalmente nel concept di (((((ultraSOUND))))), arricchendone la dimensione narrativa e completando il percorso sonoro e visivo intrapreso con l’album originale.
Il ritorno di The Neighbourhood con (((((ultraSOUND)))))
Dopo cinque anni di assenza, i The Neighbourhood sono tornati con (((((ultraSOUND))))) — un disco che sembra meno un ritorno che una rinascita. La band californiana, che negli anni Dieci ha definito la malinconia pop in bianco e nero, ha ritrovato il colore, o almeno alcune sue sfumature.
Registrato inizialmente ai Conway Studios di Los Angeles con il collaboratore di lunga data Justyn Pilbrow e poi completato in una sala prove angusta di Van Nuys chiamata The Beehive, con Jono Dorr alla produzione, (((((ultraSOUND))))) racconta il riavvicinamento di Jesse Rutherford, Zach Abels, Jeremy Freedman, Mikey Margott e Brandon Fried dopo una pausa di tre anni. «Non eravamo obbligati a fare questo disco», dice Abels. «Siamo tornati perché ne avevamo voglia. Era come essere di nuovo in garage: divertente e meno controllato».
Senza una scadenza imposta dall’etichetta o qualcuno a controllarli, le sessioni si sono svolte in modo spontaneo. «Nessuno ci diceva che dovevamo farlo», racconta Fried. «Per la prima volta decidevamo tutto da soli: niente etichetta, niente contratto, solo noi che sceglievamo di fare di nuovo musica».
Nei suoi quindici brani, la band riduce le sovrastrutture e si affida alle emozioni più che all’effetto. “Private” — la canzone da cui l’album prende il nome — intreccia l’introspezione a un ritmo ipnotico. «A volte non trovavo le parole», spiega Rutherford. «Ci sarebbe voluta un’ecografia per vedere cosa provavo, per guardare dentro e dire: ah, ecco cosa sta succedendo».
Il grigio — il colore che un tempo rifiutavano — attraversa (((((ultraSOUND))))) come una rivelazione silenziosa. Nel 2013 avevano persino scritto “No Grey”, una dichiarazione di assoluti. Ora quella tonalità compare nella copertina e in diversi brani, come metafora delle sfumature e della crescita. «Prima era tutto bianco o nero», dice Rutherford. «Ora è grigio».
(((((ultraSOUND))))) suona come il disco di una band che non ha più nulla da dimostrare e molto da raccontare: cinque musicisti che riscoprono l’equilibrio tra controllo e caos che, fin dall’inizio, li ha resi importanti.
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