Pink Floyd, Meddle torna in vinile arancione: la storia di “Echoes” dentro un’onda
16 ottobre 2026 alle ore 12:40, agg. alle 12:51
Per il National Album Day arriva una nuova edizione di Meddle. Insieme torna restaurata la sequenza di “Echoes” da Crystal Voyager.
In occasione del National Album Day, Meddle dei Pink Floyd torna in una speciale edizione in vinile arancione marmorizzato, chiamata “San Tropez Orange Marble”. Il disco, originariamente pubblicato nel 1971, esce il 17 ottobre attraverso Sony Music.
La ricorrenza riporta l’attenzione anche su “Echoes”, il brano che occupa tutta la seconda facciata dell’album: nella stessa giornata la band ha reso disponibile sul proprio canale YouTube una versione restaurata in alta definizione della sequenza che chiude Crystal Voyager, film sul surf del 1973.
La ristampa e il restauro riportano così al centro Meddle, un disco di passaggio per i Pink Floyd: il sesto album in studio, realizzato tra gli impegni dal vivo e prima dell’affermazione mondiale di The Dark Side of the Moon. La sua composizione più estesa, “Echoes”, dura oltre 23 minuti e attraversa diverse sezioni, da un inizio rarefatto a passaggi strumentali più tesi, fino alla ripresa del tema vocale.
È proprio questa struttura ampia a trovare nel film di George Greenough un corrispettivo visivo: non una semplice illustrazione, ma un viaggio dentro il movimento dell’acqua.
Crystal Voyager, le immagini girate dentro le onde
Greenough era un surfista, fotografo e cineasta californiano trasferitosi in Australia. Per filmare dall’interno delle onde costruì una speciale attrezzatura impermeabile, fissata al corpo, che gli permetteva di riprendere il cosiddetto “green room”, il tunnel formato dall’onda mentre si richiude.
Le immagini confluirono in Crystal Voyager, documentario diretto da David Elfick e uscito nel 1973. Il suo capitolo finale, costruito attorno a “Echoes”, portava sullo schermo riprese subacquee in slow motion che all’epoca offrivano un punto di vista insolito sul surf.
Il legame tra la musica e il film nacque dall’ascolto. Greenough cercava un brano capace di accompagnare la lunga sequenza conclusiva e si imbatté in Meddle: la durata di “Echoes” si adattava quasi perfettamente a quella delle immagini.
Per usare la composizione dei Pink Floyd, il regista e il surfista proposero uno scambio: la band avrebbe concesso il brano per il film e avrebbe potuto utilizzare le riprese di Greenough come sfondo durante i concerti. La musica trovava così una nuova dimensione visiva, mentre le immagini entravano nello spettacolo dal vivo del gruppo.
“Echoes” e il posto di Meddle nella storia dei Pink Floyd
L’incontro tra il brano e Crystal Voyager funziona perché entrambi sembrano seguire una traiettoria fatta di immersioni e riemersioni.
La macchina da presa avanza dentro la curva dell’onda, mentre “Echoes” si sviluppa attraverso cambi di atmosfera e lunghi passaggi strumentali. Il risultato non è un videoclip nel senso contemporaneo del termine, ma una sequenza cinematografica che mette in relazione paesaggio, movimento e musica. Il restauro in alta definizione consente ora di rivederla sul canale ufficiale dei Pink Floyd, a più di cinquant’anni dalla realizzazione del film.
La nuova edizione in vinile offre un’occasione per tornare a Meddle senza fermarsi alla sua importanza come tappa tra la prima fase della band e il successo dei dischi successivi. L’album contiene brani più brevi come “One of These Days” e “San Tropez”, ma è “Echoes” a riassumere la libertà di forma del progetto: una composizione che si concede tempo, deviazioni e spazi aperti. La ristampa “San Tropez Orange Marble” e il restauro di Crystal Voyager riportano insieme due aspetti di quel momento dei Pink Floyd: la sperimentazione in studio e la capacità di far dialogare la musica con immagini e ambienti lontani dal palco.