Pearl Jam, Abe Laboriel Jr. alla batteria: la prova dell’Ohana e il futuro dopo Matt Cameron

Due concerti, un punto interrogativo sulla grancassa e nessuna investitura: il debutto di Laboriel apre la nuova era dei Pearl Jam.
Un grande punto interrogativo sulla grancassa. Per il debutto dei Pearl Jam senza Matt Cameron non poteva esserci immagine più adatta.
Venerdì 25 settembre, durante la serata inaugurale dell’Ohana Festival, il concerto annunciato come Eddie Vedder and Friends è diventato a sorpresa il primo show dei Pearl Jam dopo oltre sedici mesi. Dietro la batteria c’era Abe Laboriel Jr., da più di vent’anni al fianco di Paul McCartney e da tempo indicato dai fan come uno dei candidati più credibili per raccogliere l’eredità di Cameron.
Due sere più tardi Laboriel ha affrontato il vero test: quasi due ore da headliner, diciotto canzoni e una scaletta profondamente diversa. Musicalmente la prova sembra essere stata superata. Sul suo futuro, invece, il punto interrogativo rimane.
Il debutto a sorpresa con i Pearl Jam
L’Ohana non era un palco casuale. Il festival fondato da Eddie Vedder nel 2016 a Dana Point, in California, ha sempre rappresentato un luogo protetto nel quale sperimentare collaborazioni, ospiti e formazioni alternative, legando musica, tutela degli oceani e attivismo ambientale. Ohana Festival 2026
Vedder ha cominciato il concerto del 25 settembre da solo, con una prima parte acustica e un ricordo dell’amico Glen Hansard. Arrivato a Corduroy, ha interrotto l’esecuzione spiegando che per quella canzone avrebbe avuto bisogno di alcuni amici. La tenda alle sue spalle è caduta, mostrando Stone Gossard, Mike McCready, Jeff Ament e Laboriel, con quel punto interrogativo ben visibile sulla cassa.
Il segmento dei Pearl Jam è proseguito per quindici brani, da Hail, Hail e Wishlist fino a Dark Matter, Do The Evolution, Porch, Better Man, Even Flow, Sonic Reducer e Baba O’Riley. Laboriel ha partecipato anche ai cori e ha avuto uno spazio in evidenza durante la parte strumentale di Even Flow, senza trasformarla in un tradizionale assolo di batteria.
"Ci sentiamo benissimo e siamo felici di essere nuovamente insieme su un palco", ha detto Vedder. Nel presentare Laboriel, però, ha scelto una formula prudente: il batterista stava "dando una mano" e sostituendo Cameron per quella serata. Nessuna investitura ufficiale
La seconda serata e quel batterista "preso in prestito"
Domenica 27 settembre Laboriel è tornato dietro il kit per il concerto ufficiale dei Pearl Jam. La band ha aperto con Long Road, preceduta da un video in memoria di Glen Hansard, e ha costruito una scaletta quasi completamente nuova: Given To Fly, Daughter, Why Go, Dissident, Jeremy, Black, Alive e quattro brani di Dark Matter.
Billy Strings è salito sul palco per Elderly Woman Behind The Counter In A Small Town e per la cover di Neil Young Throw Your Hatred Down. Il finale ha unito Setting Sun, Rockin’ In The Free World e una versione abbreviata di Yellow Ledbetter.
Il passaggio più significativo per il futuro della band è arrivato durante Better Man. Secondo le annotazioni raccolte a margine della scaletta, Vedder ha dedicato il ritornello ad Abe, definendolo ancora il loro batterista "preso in prestito". Dopo due spettacoli e circa trentatré canzoni, quindi, i Pearl Jam non hanno annunciato Laboriel come nuovo membro stabile.
Le prime reazioni dei fan sono state comunque molto positive. Sul forum ufficiale della band qualcuno ha scritto semplicemente: "Abe è una bestia", mentre altri hanno sottolineato il groove e l’energia del batterista, arrivando a paragonarne l’impatto a quello di Dave Abbruzzese.
Il vuoto lasciato da Matt Cameron
Matt Cameron aveva annunciato l’uscita dai Pearl Jam il 7 luglio 2025, dopo ventisette anni. Entrato nel 1998 inizialmente come sostituto di Jack Irons, era diventato il batterista più longevo della storia del gruppo e aveva suonato in tutti gli album da Binaural a Dark Matter.
Qualche mese dopo aveva spiegato di avere iniziato a soffrire la dimensione fisica dei concerti: "Avevo qualche problema con gli show di tre ore e con i tour continui". Cameron aveva aggiunto di desiderare set più brevi e intensi, assicurando di avere lasciato il gruppo in buoni rapporti. apnews.com
La sua uscita ha inevitabilmente riaperto il tradizionale "toto batterista" dei Pearl Jam. I primi nomi erano quelli già appartenenti alla famiglia allargata della band. Nel 2022, quando Cameron risultò positivo al Covid, Josh Klinghoffer e Richard Stuverud si divisero le parti di batteria in due concerti a Oakland. A Fresno tornò anche il batterista originale Dave Krusen, che suonò gran parte delle canzoni di Ten.
Molti fan hanno invocato anche Dave Abbruzzese, protagonista di Vs. e di gran parte di Vitalogy. È stato però lui stesso a raffreddare l’ipotesi, spiegando di non avere contatti personali con il gruppo e chiedendo al pubblico di smettere di suggerirgli di chiamare il management dei Pearl Jam.
La band, da parte sua, non ha mai confermato l’esistenza di una vera lista di candidati.
Nel febbraio 2026 Eddie Vedder aveva descritto i Pearl Jam come una band "tra due ere", senza rivelare l’identità del batterista provato durante le sessioni: "Siamo in laboratorio, stiamo lavorando e siamo entusiasti. È bello pensare al cambiamento". au.rollingstone.com
Ad aprile Mike McCready aveva ammesso che il gruppo si trovava ancora in una fase di attesa: "Non abbiamo ancora nessuno da annunciare. Troveremo qualcuno: tutti vogliamo continuare". Il chitarrista aveva anche raccontato di essere rimasto sorpreso e rattristato dalla decisione di Cameron, riconoscendogli un ruolo decisivo nella sopravvivenza stessa dei Pearl Jam. guitarworld.com
La dichiarazione più precisa è arrivata a giugno da Jeff Ament. Il bassista aveva già definito l’Ohana una prova e indicato la vera domanda: capire se il musicista scelto potesse diventare "il nostro batterista del futuro". Ament aveva inoltre spiegato che, prima di registrare un nuovo album, i Pearl Jam avrebbero avuto bisogno di suonare dieci o quindici concerti con il nuovo elemento.
Chi è Abe Laboriel Jr.
Figlio del celebre bassista messicano Abraham Laboriel Sr. e formatosi al Berklee College of Music, Abe Laboriel Jr. è molto più di un turnista abituato ai grandi palchi. Batterista potente, fisico e spettacolare, è anche un ottimo corista e un musicista capace di adattare il proprio suono alle esigenze della canzone.
Prima di entrare nel gruppo di Paul McCartney ha lavorato con Steve Vai, Seal, k.d. lang e Sting. Nel corso della carriera ha inoltre suonato con Eric Clapton, Steve Winwood, Fiona Apple, B.B. King, Jerry Cantrell e numerosi altri artisti.
Con McCartney collabora stabilmente dall’inizio degli anni Duemila. La formazione composta da Laboriel, Rusty Anderson, Brian Ray e Paul Wickens è ormai più longeva sia dei Beatles sia degli Wings.
Il rapporto con Vedder, inoltre, non nasce all’Ohana. Laboriel aveva suonato la batteria e le percussioni in Picture, il duetto con Elton John inserito nell’album solista Earthling del 2022, e nel 2023 aveva sostituito Chad Smith durante un’esibizione degli Earthlings proprio all’Ohana. pearljamonline.it
È questa combinazione a renderlo un candidato particolarmente credibile: conosce Vedder, sa sostenere repertori enormi, possiede l’impatto necessario per Even Flow e Do The Evolution, ma anche la dinamica e l’esperienza per seguire una band che modifica ogni sera scaletta, arrangiamenti e durata delle canzoni.
L’Ohana ha dimostrato che Abe Laboriel Jr. può suonare nei Pearl Jam. Non ha ancora stabilito se sia diventato il batterista dei Pearl Jam. Per ora, il punto interrogativo rimane sulla grancassa.
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