History

Iron Maiden, nel 1981 Bruce Dickinson debuttava a Bologna

Iron Maiden, nel 1981 Bruce Dickinson debuttava a Bologna
Gianluigi RiccardoGianluigi Riccardo
, agg. alle

Al Palasport, Dickinson affrontò il primo live da cantante dei Maiden: 17 brani, tre bis e l’inizio di una nuova fase.

Il 26 ottobre 1981, quarantacinque anni fa, Bruce Dickinson salì per la prima volta sul palco come cantante degli Iron Maiden. Accadde al Palasport di Bologna, all’inizio di una breve tournée italiana di cinque concerti che avrebbe toccato anche Roma, Firenze, Padova e Milano.

Per capire il peso di quella sera bisogna tornare ai mesi precedenti. Gli Iron Maiden arrivavano dal debutto omonimo del 1980 e da Killers, pubblicato nel 1981: due album che avevano già portato il gruppo nella parte alta delle classifiche britanniche.

La band cresceva rapidamente, anche negli Stati Uniti, dove aveva aperto per i Judas Priest: cambiare cantante in quel momento significava rischiare una traiettoria già avviata. 

L’addio a Paul Di’Anno e l’audizione di Dickinson

La separazione da Paul Di’Anno non si spiega con un solo episodio. Di’Anno aveva dato ai primi dischi un timbro ruvido, vicino all’attitudine punk che distingueva i Maiden agli inizi, ma il ritmo del tour e la condizione della sua voce erano diventati un problema.

Harris ha raccontato che il cantante opponeva resistenza a una quantità crescente di date e che alcuni concerti saltarono dopo che aveva perso la voce; il chitarrista Adrian Smith ha ricordato la fatica di reggere cinque serate consecutive. La decisione, ha ammesso Harris, fu difficile anche perché temeva che il cambio potesse vanificare il lavoro già fatto. Bruce Dickinson, allora frontman dei Samson, offriva una voce più ampia e resistente, adatta alle ambizioni vocali e musicali che il gruppo stava sviluppando. Smith sintetizzò la differenza dicendo che Bruce poteva cantare "in alto, forte e a lungo" quanto la band chiedeva. Non era una questione di cancellare il contributo di Di’Anno, ma di trovare una voce che reggesse i ritmi e le nuove direzioni dei Maiden. 

L’incontro decisivo avvenne al Reading Festival il 29 agosto 1981, dove Dickinson si esibì con i Samson. Dopo il concerto, Steve Harris e il manager Rod Smallwood lo invitarono a parlare in privato e gli proposero un’audizione. Bruce ha ricostruito la scena con il suo consueto candore: disse subito che, se avesse fatto il provino, avrebbe ottenuto il posto; aggiunse però di non voler essere una copia di Di’Anno e di avere idee proprie. La prova si svolse a Hackney. All’inizio l’atmosfera gli parve tesa, poi la band si sciolse su alcuni brani di AC/DC e Deep Purple prima di affrontare tre o quattro canzoni dei Maiden, che Dickinson aveva già imparato. La presenza di Clive Burr, batterista dei Maiden che aveva suonato anche con i Samson, aiutò a rendere naturale l’intesa.

Bruce dovette comunque aspettare due settimane, mentre la band completava gli ultimi impegni scandinavi con Di’Anno. Lasciare i Samson comportò anche un contenzioso: Dickinson racconta che la loro gestione gli chiese 250.000 sterline, cifra poi ridotta, e che furono i Maiden a prestargli il denaro per chiudere la questione.


Bologna, il battesimo sul palco

Bologna fu anche il primo concerto di Dickinson fuori dal Regno Unito e una prova immediata davanti a un pubblico che conosceva già i Maiden con Di’Anno. Con i Samson, ha ricordato, non aveva mai suonato oltre i confini britannici: il salto era logistico e professionale.

Il viaggio in pullman, una novità assoluta per lui, durò circa diciotto ore e fu tutt’altro che confortevole: a un certo punto il pavimento si sollevò, perché uno sportello sotto la moquette non era stato fissato e lasciava vedere la strada. Sul palco, Bruce tenne gli occhi chiusi nei primi brani; in una ricostruzione ha detto di non averli riaperti fino a "Killers". La pressione non era soltanto quella del debutto: il cantante sapeva che i fan avrebbero confrontato la sua presenza con quella di Di’Anno e che anche la crew lo stava osservando. Per descrivere il salto rispetto ai piccoli concerti con i Samson, usò l’immagine di un calciatore che passa dai Wycombe Wanderers al Manchester United: una promozione improvvisa alla massima serie. 

La scaletta ricostruita per quella sera conta 17 canzoni e tre bis: "Sanctuary", "Purgatory", "Wrathchild", "Remember Tomorrow", "Killers", "Running Free", "Phantom of the Opera" e "Iron Maiden" erano ancora il centro del repertorio.

L’ultimo brano fu "I Got the Fire", cover dei Montrose, eseguita come terzo encore. Non c’era ancora materiale dal disco che avrebbe definito la nuova fase: The Number of the Beast sarebbe uscito nel 1982 e sarebbe stato il primo album in studio di Dickinson con la band. Le cinque date italiane servirono a presentare il nuovo cantante e a mettere in moto la transizione prima del salto successivo. Harris avrebbe poi ammesso di avere temuto che il cambio di voce facesse perdere ai Maiden il terreno conquistato; guardando indietro, disse che Bruce li aveva portati "a un altro livello". Bologna non consegnò ancora al pubblico quella nuova identità discografica: ne mostrò il momento in cui prese forma, tra un repertorio ereditato, un frontman appena arrivato e una band che aveva deciso di non fermarsi.