Da The Social Network a Cliff Booth: Trent Reznor e Atticus Ross al cinema
05 novembre 2026 alle ore 13:49, agg. alle 14:20
Dal nuovo film di David Fincher a Gone Girl e TRON: Ares: come il duo dei Nine Inch Nails ha trasformato il proprio suono per il cinema.
L’annuncio del nuovo film di David Fincher offre l’occasione per ripercorrere una delle traiettorie più interessanti tra rock e cinema contemporaneo.
Trent Reznor e Atticus Ross firmano la colonna sonora di The Further Mis-Adventures of Cliff Booth, scritto da Quentin Tarantino e interpretato da Brad Pitt, di nuovo nei panni dello stuntman di C’era una volta a… Hollywood. La storia riparte nel 1977, otto anni dopo gli eventi del film del 2019: Fincher dirige e l’album della colonna sonora arriverà in digitale il 25 novembre, giorno dell’uscita IMAX, prima del debutto su Netflix il 23 dicembre.
È il sesto incontro tra il regista e i due musicisti, dopo The Social Network, Millennium – Uomini che odiano le donne, L’amore bugiardo – Gone Girl, Mank e The Killer. Non sono ancora stati diffusi dettagli sul suono della nuova partitura, l’annuncio permette però di ripercorrere la strada che ha portato i due membri dei Nine Inch Nails a diventare tra i compositori più richiesti del cinema.
Prima del duo: Reznor e i collage sonori
Prima di comporre in coppia, Reznor aveva già sperimentato il cinema da una posizione laterale rispetto alla partitura tradizionale. Per Natural Born Killers di Oliver Stone, nel 1994, non scrisse una colonna sonora originale: ideò e assemblò il disco come un montaggio sonoro autonomo, intrecciando canzoni, dialoghi e frammenti del film.
L’idea nacque dal modo in cui Stone usava la musica nel montaggio, sovrapponendo brani e voci per tradurre il sovraccarico percettivo della storia. Reznor lavorò su 27 canzoni, costruendo collage, remix e medley che funzionavano anche fuori dalla sala. Tre anni dopo, per Lost Highway di David Lynch, curò e produsse l’album della colonna sonora. Il disco comprendeva musica originale registrata da Reznor, Angelo Badalamenti e Barry Adamson, oltre a brani di David Bowie, Lou Reed, Smashing Pumpkins, Rammstein e altri; i Nine Inch Nails contribuirono con The Perfect Drug. Una distinzione importante: Reznor non firmò da solo la partitura del film, ma diede forma a un universo musicale condiviso, tra composizioni e canzoni preesistenti.
Fincher, l’inizio di una nuova grammatica
La svolta arrivò nel 2010, quando Fincher chiese a Reznor di comporre la musica per The Social Network. Il musicista coinvolse Atticus Ross, collaboratore dei Nine Inch Nails con esperienza nel cinema, e i due partirono da sceneggiatura, personaggi e sensazioni, prima di lavorare scena per scena sulle immagini.
Ne uscì un paesaggio di piano rarefatto, sintetizzatori freddi e pulsazioni elettroniche: "Il mio compito è essere al servizio dell’immagine", ha spiegato Reznor, distinguendo il lavoro per un film dalla scrittura per la propria band. La musica non illustra semplicemente l’ascesa di Facebook: fa sentire solitudine, ambizione e alienazione, con Hand Covers Bruise come manifesto di quel linguaggio. Il risultato valse ai due l’Oscar per la miglior colonna sonora originale nel 2011 e trasformò una prima incursione in un nuovo mestiere. Subito dopo, Millennium – Uomini che odiano le donne ampliò la tavolozza: quasi tre ore di musica, tensioni industriali e orchestrazioni deformate, con una rilettura di Immigrant Song dei Led Zeppelin affidata a Karen O degli Yeah Yeah Yeahs.
Con Fincher, la coppia ha dimostrato di non avere una formula unica. Per L’amore bugiardo – Gone Girl il regista chiese una musica da spa: Reznor e Ross partirono da quella calma levigata e la fecero incrinare, trasformando piano e ambienti rassicuranti in un sottofondo ambiguo, adatto a una storia costruita su apparenze e manipolazioni. Mank li portò verso una tavolozza legata al cinema classico e alla Hollywood degli anni Trenta, mentre The Killer ridusse la presenza musicale a un disegno essenziale, nervoso e trattenuto. Fuori dal cinema hanno allargato ancora il campo: The Vietnam War di Ken Burns e Lynn Novick usa la musica con discrezione, accanto alle canzoni d’epoca e alle testimonianze; Watchmen, invece, mescola tensione, ironia e richiami a un immaginario rétro. Reznor e Ross non trasferiscono semplicemente il suono dei Nine Inch Nails sullo schermo: ascoltano il punto di vista del regista e cambiano strumenti, densità e grammatica in funzione della storia.
Dall’elettronica per il cinema alla firma dei Nine Inch Nails
Le collaborazioni con altri autori mostrano quanto possa cambiare il loro lessico. In Soul di Pete Docter, Reznor e Ross costruiscono le sonorità astratte dell’aldilà, mentre Jon Batiste firma il jazz legato alla vita terrestre del protagonista: due identità musicali distinte che convivono nella stessa partitura, premiata con l’Oscar nel 2021.
Con Luca Guadagnino, Bones and All ha cercato un’intimità cupa e spoglia; Challengers ha invece virato verso elettronica pulsante, techno e ritmo da club, seguendo la tensione agonistica del triangolo amoroso ambientato nel tennis. Nell’ultimo periodo si sono aggiunti The Gorge e After the Hunt, insieme a TRON: Ares: un passaggio significativo perché, per la prima volta, una colonna sonora cinematografica è stata accreditata ai Nine Inch Nails come band, non soltanto a Reznor e Ross. Il disco conta 24 tracce, con sintetizzatori analogici e distorsioni, senza musica orchestrale. Ora Cliff Booth li riporta da Fincher, con una nuova storia ambientata a Hollywood nel 1977. Quale suono sceglieranno resta da ascoltare; il loro percorso suggerisce però che non basterà aspettarsi un’altra variazione del marchio NIN.