Blondie, il ritorno con High Noon: il nuovo album arriva nel 2027
15 ottobre 2026 alle ore 12:05, agg. alle 13:02
Il dodicesimo album in studio esce il 26 febbraio 2027: il singolo “Spectral Eyes” è firmato da Johnny Marr e contiene l’ultima registrazione di Clem Burke.
I Blondie tornano con un nuovo album in studio: High Noon, dodicesimo capitolo della loro discografia, uscirà il 26 febbraio 2027 per BMG, a nove anni da Pollinator.
Ad anticiparlo è "Spectral Eyes", brano d’apertura scritto da Johnny Marr, che suona anche la chitarra. Il disco è stato prodotto da John Congleton, già al lavoro con la band nel 2017, e ha una gestazione lunga: le sessioni sono cominciate a New York nel 2022.
La scaletta ufficiale conta tredici tracce. Debbie Harry lo definisce "un’amalgama delle nostre influenze e delle nostre epoche in qualcosa di nuovo", aggiungendo che la musica è radicata nel presente e nella vita che il gruppo conduce oggi. Nel 2025 aveva già svelato il titolo: lo aveva ritrovato in un verso di una sua vecchia canzone, una coincidenza che per lei legava il nuovo lavoro al percorso già fatto. Chris Stein ha parlato di "un lungo e strano viaggio" e ha ringraziato i fan per il sostegno ricevuto negli anni.
Le collaborazioni di High Noon e il precedente Pollinator
Le canzoni mescolano rock and roll, punk, dance e ritmi latini, in continuità con il modo in cui i Blondie hanno sempre fatto convivere linguaggi diversi in forma pop. Oltre a Marr, compaiono Glen Matlock, Zach Condon dei Beirut e Jess Wolfe e Holly Laessig dei Lucius. Matlock, bassista dei Sex Pistols e oggi in formazione live con Blondie, ha scritto "Sleepwalking".
Nel 2025 Harry la descriveva come una canzone essenziale, costruita su pochi accordi, con una melodia che resta in testa e un’energia che le ricordava la scrittura di Matlock nei Pistols. "Little Metal Drummer" riporta invece a Jimmy Destri: è una nuova versione di un brano pubblicato dal tastierista nel suo album solista Heart on a Wall del 1981, nel quale suonavano anche Harry e Burke.
Insieme, "Spectral Eyes", "Sleepwalking" e "Little Metal Drummer" tengono in dialogo la collaborazione con Marr, il legame punk con Matlock e una pagina interna alla storia dei Blondie.
L’ultimo album di inediti dei Blondie era stato Pollinator, uscito nel maggio 2017. Anche lì il gruppo aveva aperto la porta a una nuova generazione di autori e musicisti: oltre a Marr, che torna ora con un ruolo più centrale nel singolo, c’erano Joan Jett e Nick Valensi degli Strokes. Da allora sono arrivati il live Vivir en La Havana, il cofanetto d’archivio Against the Odds, che ripercorre gli anni 1974-1982, e diverse ristampe, compresa la nuova edizione deluxe di No Exit, il disco del 1999 che aveva segnato il ritorno della band dopo diciassette anni di pausa.
Nel frattempo Debbie Harry ha continuato a muoversi tra musica e altri linguaggi: nel 2025 ha cantato con Andy Bell degli Erasure in "Heart’s a Liar", inserita nell’album solista Ten Crowns, e ha collaborato a una linea di abiti con il marchio Wildfang. Nel maggio 2026 è apparsa a Saturday Night Live per introdurre Olivia Rodrigo e ha recitato in Maitreya, film in cui interpreterà la madre del personaggio di Pamela Anderson.
Debbie Harry e l’ultima registrazione di Clem Burke
Le dichiarazioni di Harry aiutano a capire che cosa il gruppo cercasse in queste nuove canzoni. In un’intervista del 2025 al Los Angeles Times, la cantante raccontava il metodo di scrittura con Stein: lui le porta spesso una demo e lei gli chiede quali immagini o parole avesse in mente; da quel punto di partenza nascono i testi.
Per il disco aveva citato “Man Who Had No Face”, nato da una di quelle conversazioni, e spiegava che i Blondie continuano a scrivere “cose che parlano delle nostre vite e di oggi”. La varietà non è nostalgia: per Harry è il modo con cui il gruppo registra il proprio presente. In un’intervista del 2026 ha aggiunto che nelle nuove canzoni si riconosce “il filo completo” di ciò che Blondie è stata musicalmente e liricamente, una continuità capace di tenere insieme le diverse stagioni della band. Los Angeles Times
High Noon porta con sé anche il peso della perdita di Clem Burke, batterista fondatore dei Blondie.
L’album è stato completato prima della sua morte, avvenuta nell’aprile 2025, a 70 anni, dopo una battaglia privata contro il cancro: è quindi la sua ultima registrazione con la band. Non era stato concepito come un tributo, perché il lavoro era già terminato; la scomparsa di Burke ne ha però cambiato il significato. Per cinque decenni, il suo drumming ha contribuito a dare forma al suono del gruppo, dal punk alla disco. Nel 2025 Harry aveva detto di non riuscire a immaginarsi ancora “sul palco come Blondie”, dopo la morte di Burke e l’assenza di Stein dalle tournée. In una conversazione con The Observer del maggio 2026 ha però parlato del desiderio di tornare a esibirsi. Per ora l’annuncio riguarda il disco, non un tour: High Noon segna il ritorno discografico dei Blondie e l’ultima occasione di ascoltare Burke in un nuovo album del gruppo.