Eddie Vedder a Seattle: il viaggio che diede una voce ai Pearl Jam

Nell'ottobre 1990 Vedder incontra la futura band e Chris Cornell: dalle cassette di "Alive" alle prime prove di "Hunger Strike".
L'8 ottobre 1990 Eddie Vedder arriva a Seattle da San Diego per incontrare i musicisti con cui formerà i Pearl Jam.
Ha 25 anni e, fino a quel momento, il rapporto con Stone Gossard e Jeff Ament è passato soprattutto attraverso una musicassetta recapitata sulle sponde dell'oceano e alcune telefonate. Appena il giorno prima era tra il pubblico di A Gathering of the Tribes, il festival californiano di Costa Mesa che ospitava i Soundgarden: Chris Cornell e Matt Cameron erano sul palco, lui sotto. Quel viaggio cambia rapidamente la sua posizione all'interno di una comunità musicale che sta cercando di ripartire dopo la morte di Andrew Wood, cantante dei Mother Love Bone.
Ad aspettarlo nella loro sala prove ci sono Gossard, Ament, Mike McCready e il batterista Dave Krusen. Le prime prove confermano un'intesa già evidente nei demo e sviluppano una parte del repertorio destinato a "Ten". Nello stesso periodo, il lavoro dei Temple of the Dog offre a Vedder un'altra occasione decisiva: cantare accanto a Cornell in "Hunger Strike".
La cassetta che portò Eddie Vedder ai Pearl Jam
La ricerca era cominciata dopo la fine dei Mother Love Bone, rimasti senza Wood nel marzo 1990. Gossard aveva ripreso a scrivere e suonare con McCready, coinvolgendo nuovamente Ament.
Il materiale era promettente, ma mancavano una voce e qualcuno capace di trasformare quelle strutture in canzoni complete. Il collegamento con Vedder fu Jack Irons, già batterista dei Red Hot Chili Peppers, attraverso il quale il musicista di San Diego ricevette le basi strumentali.
Eddie aveva lasciato i Bad Radio e lavorava anche di notte: ascoltò il nastro, andò a fare surf e cominciò a costruire testi e melodie. "Stavo letteralmente scrivendo alcune di quelle parole mentre affrontavo un'onda", avrebbe raccontato. Registrò la propria voce su tre brani, diventati "Alive", "Once" e "Footsteps", e rispedì la cassetta a Seattle.
Quel piccolo ciclo narrativo, chiamato "Momma-Son", univa trauma familiare, violenza e conseguenze delle proprie azioni. Due canzoni sarebbero entrate in "Ten"; "Footsteps" avrebbe trovato spazio successivamente come lato B.
Le prime prove e le canzoni che diventeranno "Ten"
A Seattle il gruppo lavorava nel seminterrato di una galleria d'arte, la Potatohead.
Le basi musicali erano già state preparate, ma l'arrivo di Vedder cambiò il ritmo del lavoro: il cantante restava nello spazio delle prove a scrivere anche durante la notte e i compagni tornavano trovando nuove idee.
"Non mi ero mai trovato in una situazione in cui tutto funzionasse così. È successo tutto in sette giorni", ricordò McCready a Spin. Tra i brani sviluppati in quella fase ci furono "Even Flow", "Oceans" e "Release", quest'ultima nata dal contributo dell'intera band.
Vedder aveva inoltre già lavorato al testo di "Black". Il 13 ottobre una registrazione documentava il risultato dei primi giorni insieme, ma la storia non fu una corsa senza interruzioni dal primo incontro al debutto live: Eddie tornò a San Diego, prima di raggiungere nuovamente Seattle.
Il primo concerto arrivò il 22 ottobre all'Off Ramp, con il nome Mookie Blaylock, preso dal giocatore di basket. Il nome Pearl Jam sarebbe arrivato nel 1991.
"Hunger Strike": l'incontro con Chris Cornell
In quelle settimane Gossard, Ament e McCready stavano lavorando anche con Cornell e Cameron ai Temple of the Dog. Il progetto era nato per ricordare Wood, amico ed ex coinquilino del cantante dei Soundgarden, a partire da "Say Hello 2 Heaven" e "Reach Down".
"Hunger Strike" trovò la propria forma durante le prove condivise da quei musicisti. Cornell stava cantando entrambe le parti quando Vedder si avvicinò al microfono e iniziò a sostenere quella più bassa. Il contrasto tra il suo registro e la voce di Chris suggerì un arrangiamento diverso: la canzone acquistò forza proprio attraverso il dialogo tra i due cantanti. "Non c'era ego, non c'era stress", spiegò Cornell a Rolling Stone Australia, ricordando quanto fosse naturale coinvolgere una persona appena conosciuta in un lavoro così importante per il gruppo. Quell'intervento spontaneo diventò quindi una collaborazione da portare in studio. L'incisione fissò su disco un rapporto nato mentre Vedder cercava il proprio posto a Seattle.
Dai Temple of the Dog al debutto dei Pearl Jam
Le due storie procedettero insieme, con tempi distinti. L'album dei Temple of the Dog fu registrato ai London Bridge Studios tra novembre e dicembre 1990 e pubblicato il 16 aprile 1991. Le sessioni principali di "Ten", con Rick Parashar, si svolsero invece dal 27 marzo al 26 aprile 1991; il debutto dei Pearl Jam uscì il 27 agosto. Quella prima settimana di ottobre aveva dunque contribuito a definire canzoni, rapporti e metodo di lavoro, preparando il materiale che il gruppo avrebbe poi inciso.
La fortuna di "Hunger Strike" arrivò gradualmente: il disco dei Temple of the Dog ottenne maggiore attenzione nel 1992, quando il successo dei Pearl Jam e dei Soundgarden portò molti ascoltatori a riscoprirlo. Quei dischi mostrano quanto fossero vicini i due percorsi. Gossard e Ament stavano costruendo una nuova band; Cornell stava trasformando il ricordo di Wood in musica. La voce arrivata da San Diego legò la nascita dei Pearl Jam a una delle collaborazioni più significative della scena.
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