Tate Britain racconta gli anni ’90: dove sono finite le chitarre del britpop?

La mostra curata da Edward Enninful intreccia arte, moda e club culture. Oasis e Blur, però, restano fuori campo: un’assenza che fa discutere.
Alla Tate Britain, The 90s: Art and Fashion rilegge una stagione in cui fotografia, arte, moda e cultura pop si sono influenzate a vicenda.
Curata da Edward Enninful - ex editor di Vogue e tra i principali esperto del campo - la mostra è aperta dall’8 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027 e riunisce oltre cento opere e oggetti di quasi settanta artisti, fotografi e designer.
Nel percorso compaiono immagini di Juergen Teller, David Sims e Corinne Day, accanto ai lavori di Steve McQueen, Damien Hirst, Sarah Lucas e Yinka Shonibare. Per chi guarda agli anni Novanta attraverso il rock, la domanda è inevitabile: quale spazio trovano le band che hanno dato voce a quella Gran Bretagna?
La risposta, almeno per ora, è meno immediata di quanto suggerisca il titolo. La Tate parla di "music culture", ma i riferimenti più espliciti alla musica passano dalla notte, dai club e dalle sottoculture da pista.
Il percorso dà spazio al film di Mark Leckey Fiorucci Made Me Hardcore del 1999 e a fotografie scattate nelle serate dell’Haçienda di Manchester e del Bagley’s di Londra: luoghi e immagini che raccontano la cultura dei club, dalla pista da ballo alle trasformazioni dello stile giovanile. È una scelta coerente con una mostra dedicata all’incrocio fra immagine, abiti e identità, ma lascia in secondo piano la rinascita del pop britannico con le chitarre. Nella sua recensione per il Guardian, Jonathan Jones nota proprio questa sproporzione: c’è una sala di fotografie della scena notturna, scrive, ma non trova spazio per Oasis o Blur. La sua è una valutazione critica che coglie però una domanda interessante per chi ascolta rock: si può raccontare il decennio senza passare anche dai suoi gruppi più popolari?
Il rock c’è nelle immagini, il britpop manca nel racconto
Un ponte più concreto con la musica passa dalla fotografia. La Tate presenta lavori di Teller, Sims e Day, associandoli alla ricerca di un’estetica imperfetta e lontana dalla fotografia patinata. Nel caso di Teller, il legame con il rock precede la sua affermazione nella moda: il fotografo ha realizzato copertine discografiche e nel 1991 è andato in tour con i Nirvana.
La sua presenza aiuta a leggere quanto fossero permeabili i confini fra musica, editoria e fashion photography: le stesse immagini potevano raccontare una band, un abito o un’idea di autenticità. Qui il rock entra soprattutto come grammatica visiva, in particolare attraverso la stagione grunge; non equivale però a una ricostruzione della scena britpop o della sua centralità nel pop britannico di metà decennio.
Eppure il britpop non fu soltanto un suono. Fu anche un modo di presentarsi, di costruire un’immagine pubblica e di discutere cosa significasse essere inglesi negli anni della Cool Britannia. Le differenze tra le band si leggevano anche negli abiti: il look quotidiano e poco studiato associato a Oasis e Blur, la cura eccentrica di Jarvis Cocker, l’estetica di seconda mano dei Suede. Quest’ultima aveva un significato che andava oltre la nostalgia: il guardaroba vintage e accessibile della band si legava a una narrazione di classe che attraversava canzoni come Common People o Animal Nitrate.
Se la mostra si interroga su come arte e moda abbiano abbattuto gerarchie, quel rapporto fra abiti, popolarità e classe sarebbe un’altra strada per raccontare il rock dei Novanta.
Non serve chiedere a The 90s: Art and Fashion di diventare una retrospettiva musicale: il suo centro è altrove, e la selezione di immagini dei club lo chiarisce. Ma l’assenza delle chitarre resta significativa perché mette a fuoco una versione precisa del decennio, in cui la musica appare soprattutto come scena, movimento e stile. Enninful ha descritto quel periodo come "non un singolo movimento, ma un’energia", alimentata dal rifiuto delle gerarchie e dall’incontro fra arte, moda, musica e immagini. È una definizione che include il britpop, anche se la mostra, a quanto pare, non lo mette al centro.
Trending
Leggi anche
Scopri tutte le ultime novità su cinema e serie TV.



