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Rush, 785mila dollari per il memoriale di Neil Peart

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Author image Gianluigi Riccardo

23 settembre 2026 alle ore 12:29, agg. alle 12:39

I Rush completano la raccolta per il monumento a Neil Peart mentre il Fifty Something Tour prepara il ritorno in Italia nel marzo 2027

I Rush hanno compiuto un altro passo importante per custodire la memoria di Neil Peart.

Geddy Lee e Alex Lifeson hanno donato 785mila dollari canadesi alla campagna per la costruzione di un monumento dedicato allo storico batterista e autore dei testi della band.

La somma, ricavata principalmente dalla vendita dei pacchetti VIP del Fifty Something Tour, ha permesso alla raccolta di raggiungere l’obiettivo di un milione di dollari canadesi. Lee aveva inoltre destinato all’iniziativa un dollaro per ogni biglietto venduto durante il tour del 2023 legato alla sua autobiografia My Effin’ Life.

Il memoriale sorgerà all’interno di Lakeside Park, a St. Catharines, in Ontario: non un luogo scelto casualmente, ma uno spazio strettamente legato alla giovinezza di Peart e alla storia dei Rush.


Neil Peart e il significato di Lakeside Park

Neil Peart frequentò il parco durante la sua adolescenza, quando lavorò anche nelle attrazioni presenti nell’area. Quel luogo sarebbe poi diventato il protagonista di Lakeside Park, brano pubblicato nel 1975 all’interno di Caress Of Steel.

La canzone è uno dei primi esempi della capacità di Peart di trasformare esperienze personali, immagini quotidiane e ricordi apparentemente minori in qualcosa di universale. Il parco descritto nel testo non è soltanto uno spazio geografico, ma il simbolo di un’età perduta, osservata da adulto con affetto e malinconia.

"Per molti versi, Lakeside Park era una lettera d’amore indirizzata a questo luogo", ha spiegato Meg Symsyk, presidente della commissione incaricata di realizzare il memoriale.

Il progetto dell’artista Morgan MacDonald e della Newfoundland Bronze Foundry prevede due statue in bronzo. La prima mostrerà un giovane Peart con un libro e le bacchette in mano; la seconda lo rappresenterà in età adulta mentre stringe un rullante. Il completamento dell’opera è previsto, indicativamente, entro la fine del 2027.

Il monumento racconterà così entrambe le anime di Neil Peart: il lettore curioso e il musicista, il ragazzo di St. Catharines e l’artista che sarebbe diventato uno dei batteristi e parolieri più influenti della storia del rock.


Il ritorno dei Rush e la nuova intesa con Anika Nilles

Il contributo arriva mentre Geddy Lee e Alex Lifeson sono tornati sul palco con il Fifty Something Tour, affiancati dalla batterista tedesca Anika Nilles e dal tastierista Loren Gold.

Come avevano raccontato alcuni mesi fa a Radiofreccia, Lee e Lifeson hanno ritrovato gradualmente la voglia di suonare insieme, fino a capire che le canzoni dei Rush potevano continuare a vivere senza trasformare il ritorno in un tentativo di sostituire Peart. La scelta di Nilles è diventata decisiva proprio quando la batterista ha compreso non soltanto gli aspetti tecnici dei brani, ma le dinamiche interne e il particolare respiro della musica del trio. L’intervista di Radiofreccia raccontava quella scintilla ritrovata e il desiderio di rendere il tour realmente speciale.

Con il passare delle date, Nilles sembra essere entrata anche nell’umorismo della band. Durante il finale di Working Man a Detroit, Lee e Lifeson hanno tenuto sospeso l’ultimo accordo aspettando il suo colpo conclusivo. La batterista ha risposto prendendo con calma un sacchetto di patatine, mangiandone alcune e offrendole ai compagni prima di chiudere il brano.

La gag è diventata uno degli appuntamenti ricorrenti dello spettacolo. In altre serate Nilles ha aspettato il momento decisivo leggendo un giornale, scattando una fotografia con Lee e Lifeson o limitandosi a lasciare i due musicisti immobili, costretti a prolungare l’accordo.

Sono episodi leggeri, ma raccontano qualcosa di importante: la nuova formazione non sta soltanto eseguendo correttamente un repertorio difficilissimo. Sta sviluppando una propria complicità.


Il documentario su Neil Peart e il concerto in Italia

Il ricordo di Peart è anche al centro di Neil Peart: No One’s Disciple, il documentario presentato al Toronto International Film Festival. Diretto da Scot McFadyen e Sam Dunn, il film coinvolge Geddy Lee, Alex Lifeson, Chad Smith, Stewart Copeland, Danny Carey e Gavin Harrison.

"Esiste un intero lato di lui che molte persone non conoscono", ha spiegato Lifeson alla presentazione. "Era molto divertente, un amico dolce ed estremamente leale".

Il Fifty Something Tour proseguirà nel 2027 con il ritorno dei Rush in Europa per la prima volta dal 2013. Il concerto italiano è fissato per il 30 marzo 2027 all’Unipol Dome di Milano. Lo spettacolo sarà articolato in due set e costruito intorno a una selezione variabile di oltre quaranta brani.

Il memoriale di Lakeside Park e il tour raccontano quindi la stessa scelta: non provare a occupare il posto lasciato da Neil Peart, ma continuare a fare spazio alla sua presenza. Nei luoghi della sua giovinezza, nei testi, nelle parti di batteria e, adesso, anche nei nuovi scherzi che tengono insieme i Rush sul palco.

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