Mick Jagger risponde a chi critica la scelta di andare in tour dopo la morte di Charlie

Il frontman dei Rolling Stones parla della decisione di andare in tour dopo la scomparsa del batterista
La forza degli Stones
Una sensazione catartica
La perdita di Charlie è stata per gli altri membri della band, specialmente per Jagger e Richards che c'erano dal giorno 1, una perdita enorme. Una perdita in termini musicali, in termini di band e in termini personali. Una perdita che, rispettando la volontà del batterista, Jagger ha deciso di affrontare nell'unico modo possibile: salendo sul palco.
Scelta che, dopo i primi live, è sempre più convinto sia stata quella giusta: "Dopo i primi show mi sono sentito davvero bene e sono felice di averli fatti. So che Charlie avrebbe voluto così e penso che anche il pubblico lo volesse. O almeno è ciò che sembra".
Certo, non avere la presenza di Charlie è strano e difficile, in termini stilistici - Steve Jordan che lo sostituisce è un grande batterista ma molto diverso - sia in termini di dinamica, vista l'importante ruolo di 'equalizzatore' che Watts aveva nel bilanciare gli ego spropositati di due come Jagger e Richards:"E' diverso, ovvio che è diverso per noi. Ovvio che è triste essere senza Charlie. Ma andiamo là fuori, spacchiamo e ci sentiamo meglio. Credo sia una cosa buona, una sensazione catartica".
"E' così strano e così triste" - ha concluso Mick - "Lavori con qualcuno per così tanto tempo, lo conosci così bene in tutti i suoi dettagli e nelle sue idiosincrasie, e lui conosce te. Ci sono dei linguaggi tra musicisti che, dopo così tanto tempo, aiutano la comunicazione. Mi manca davvero tanto".
Trending
Leggi anche
Scopri tutte le ultime novità su cinema e serie TV.



