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Jack Black forma i Jack Sabbath con Roman Morello: il tributo a Ozzy Osbourne diventa una band

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Author image Gianluigi Riccardo

16 settembre 2026 alle ore 16:43, agg. alle 17:20

Jack Black guiderà i Jack Sabbath con Roman Morello e Revel Ian al festival organizzato da Tom Morello. Una storia iniziata nel 2023.

Jack Black ha trovato il nome perfetto per trasformare una serie di tributi in un vero progetto dal vivo: Jack Sabbath. L’attore e cantante dei Tenacious D sarà il frontman di una giovane formazione costruita intorno a Roman Morello, figlio quindicenne del chitarrista dei Rage Against The Machine Tom Morello, e Revel Ian, quattordicenne figlio di Scott Ian degli Anthrax e Pearl Aday. Completano il gruppo la batterista giapponese Yoyoka Soma e il tastierista Hugo Weiss.

Il debutto ufficiale con questo nome è previsto il 3 ottobre al Merriweather Post Pavilion di Columbia, nel Maryland, durante il Power To The People Festival organizzato da Tom Morello. Un evento dedicato a libertà, giustizia, partecipazione politica e rock’n’roll, con una formazione che comprende Foo Fighters, Bruce Springsteen, Dave Matthews, Joan Baez, Public Enemy, Serj Tankian, Dropkick Murphys, Cypress Hill, Killer Mike, Brittany Howard e Taylor Momsen. Parte dei proventi sarà destinata alle organizzazioni VoteRiders e HeadCount.

"Il festival parla del potere che le persone comuni possiedono quando si uniscono attraverso la musica, l’arte, la comunità e l’azione", ha spiegato Morello presentando l’iniziativa. Dentro un programma costruito sull’incontro tra generazioni diverse, i Jack Sabbath rappresentano perfettamente il concetto: un frontman cresciuto con Ozzy Osbourne, i figli di due protagonisti della storia del metal e una sezione musicale formata da giovani talenti.


I Jack Sabbath sono nati al compleanno di Mary Morello

Quella dei Jack Sabbath non è però una formazione assemblata soltanto per il festival. La sua storia comincia nell’ottobre 2023, durante la festa per i cento anni di Mary Morello, madre di Tom, insegnante e attivista scomparsa nel luglio 2026 a 102 anni. Per l’occasione Jack Black cantò "Mr. Crowley" di Ozzy Osbourne accompagnato da una band di musicisti giovanissimi.

Sul palco c’erano Roman Morello alla chitarra, Yoyoka alla batteria, Hugo Weiss alle tastiere e Roya Feiz al basso. Tom Morello pubblicò il filmato presentando l’esibizione come una "travolgente interpretazione" del classico scritto da Ozzy con Randy Rhoads, aggiungendo che Mary aveva apprezzato. Non era una semplice gag in stile School of Rock: la performance mostrava una preparazione notevole, soprattutto nel modo in cui Roman Morello affrontava le parti originariamente registrate da Rhoads.

La formazione si è ricomposta, con Revel Ian al basso, per un’occasione ancora più importante. Nel luglio 2025 Jack Black e i quattro ragazzi hanno realizzato una versione filmata di "Mr. Crowley" trasmessa durante Back To The Beginning, il concerto di addio di Ozzy Osbourne e dei Black Sabbath a Villa Park, Birmingham.

Black ricreò l’immagine del giovane Ozzy del 1981, completo bianco, frange e croce al collo, mentre Roman Morello riprese il ruolo di Randy Rhoads. Nel finale il cantante sollevò il chitarrista sulle spalle, citando esplicitamente la celebre fotografia utilizzata per la copertina di Tribute. Era un omaggio accurato, non una parodia. La stessa formazione torna ora con un’identità precisa e con la prospettiva di un’esibizione dal vivo completa.


Jack Black, Ozzy e una passione che viene da lontano

Il rapporto di Jack Black con la musica di Ozzy e dei Black Sabbath precede di molti anni i Jack Sabbath. Nel 2011, ospite del Tonight Show With Jay Leno per promuovere Kung Fu Panda 2, improvvisò con la band del programma una potente versione di "War Pigs". Anche nei concerti dei Tenacious D ha spesso inserito frammenti del brano, compresi alcuni show del tour del 2023.

Il legame è diventato ancora più evidente nel 2024, quando Black ha introdotto Ozzy Osbourne nella Rock & Roll Hall of Fame per la sua carriera solista. Nel discorso raccontò di avere scoperto Blizzard Of Ozz a tredici anni grazie al consiglio di uno sconosciuto incontrato in un negozio di dischi.

"Blizzard Of Ozz era la cosa migliore che avessi mai ascoltato, un capolavoro heavy metal", dichiarò. Poi ricostruì il percorso a ritroso verso i primi Black Sabbath: "Quando sono arrivato a quei dischi ho pensato: questo uomo ha inventato l’heavy metal insieme a Geezer Butler, Bill Ward e all’immortale Tony Iommi".

Ozzy ricambiava la stima. Ricordando l’invito ricevuto alla première di School Of Rock, lo aveva descritto come "uno dei pochi grandi attori che sono anche autentici rocker e non stanno semplicemente interpretando una parte". La nascita dei Jack Sabbath conferma questa distinzione: dietro l’ironia del nome c’è una conoscenza reale del repertorio e una continuità che attraversa ormai diverse esibizioni.


Tony Iommi, il disco con Andrew Watt rifiutato e il ritorno solista

Mentre una nuova generazione riprende la musica di Ozzy, Tony Iommi continua a confrontarsi con quello che sarebbe potuto essere l’ultimo capitolo discografico dei Black Sabbath. Il chitarrista ha rivelato a Classic Rock di avere respinto, nei primi anni Duemilaventi, la proposta di Andrew Watt per un nuovo album con la formazione originale.

Watt aveva già prodotto gli ultimi due dischi solisti di Ozzy, Ordinary Man del 2020 e Patient Number 9 del 2022, e voleva riunire in studio Osbourne, Iommi, Geezer Butler e Bill Ward. "Avevo conosciuto Andrew mentre produceva Ozzy", ha spiegato Iommi. "Era molto interessato e forse anche un po’ troppo entusiasta. Inoltre non sapeva cosa significasse lavorare con i Sabbath originali, soprattutto con Bill".

Il rifiuto non dipendeva soltanto dal carattere del produttore. Dopo 13, pubblicato nel 2013 con Rick Rubin, Iommi non sentiva l’esigenza di aggiungere automaticamente un altro disco: "Avevamo già realizzato 13 e non mi piaceva l’idea di dire semplicemente: ecco un altro album".

Quel progetto avrebbe avuto un valore storico particolare perché Bill Ward non aveva partecipato a 13 a causa di una controversia contrattuale. In studio era stato sostituito da Brad Wilk dei Rage Against The Machine e degli Audioslave, mentre nei tour successivi aveva suonato Tommy Clufetos. L’ultima registrazione con tutti e quattro i membri originali rimane quindi Never Say Die! del 1978. La reunion completa è arrivata soltanto sul palco di Back To The Beginning, poche settimane prima della morte di Ozzy.

Iommi ha però scelto di guardare avanti con From The Dark, in uscita il 23 ottobre per BMG: il suo primo album solista da Fused del 2005. Il disco è stato scritto con il cantante Jørn Lande e registrato con Becky Baldwin al basso e Karl Brazil alla batteria. Brian May, amico di Iommi da oltre cinquant’anni, compare come unico ospite di rilievo con un assolo in "Death Wake".

"È un album che ci siamo divertiti molto a realizzare", ha spiegato Iommi. "Non stiamo cercando di dimostrare nulla: è un grande album e spacca". Una frase che chiarisce anche il suo rifiuto del disco con Watt. I Black Sabbath non dovevano tornare in studio soltanto perché l’occasione appariva irripetibile. La loro storia richiedeva equilibri, tempi e motivazioni che nessun entusiasmo esterno avrebbe potuto ricreare. Ai Jack Sabbath, invece, spetta ora il compito più leggero ma non meno importante: portare quei brani verso una generazione che non ha mai potuto vedere Ozzy e i Sabbath nel loro momento migliore.

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