Bruce Springsteen pubblica il concerto di Philadelphia: i primi sette brani sono online
10 settembre 2026 alle ore 12:55, agg. alle 13:31
Il Philadelphia Freedom Cut documenta l’ultima data del Land of Hope and Dreams American Tour, la tournée più politica di Springsteen
Bruce Springsteen porta sullo schermo il capitolo conclusivo del suo Land of Hope and Dreams American Tour.
Dal 9 settembre è disponibile gratuitamente in streaming la prima parte di Bruce Springsteen and the E Street Band: Land of Hope and Dreams American Tour (Philadelphia Freedom Cut), il film ricavato dall’ultima data della tournée, tenuta il 30 maggio 2026 alla Xfinity Mobile Arena di Philadelphia.
Il primo segmento comprende l’apertura dello spettacolo e sette brani: “War”, “Born in the U.S.A.”, “Death to My Hometown”, la cover di “Clampdown” dei Clash, “No Surrender”, “Darkness on the Edge of Town” e “Streets of Minneapolis”. Non si tratta, però, di un estratto isolato. L’intero concerto, composto da 27 canzoni, è stato filmato e sarà distribuito in quattro capitoli: gli altri tre arriveranno in sequenza entro la fine dell’anno, in date ancora da comunicare.
“Sono entusiasta di pubblicare il nostro ultimo spettacolo del Land of Hope and Dreams American Tour, registrato nella città natale della libertà americana, Philadelphia”, ha dichiarato Springsteen. “Durante il tour abbiamo fatto tremare tutto il Paese da un’estremità all’altra e, mentre lo facevamo, abbiamo preso posizione ovunque in difesa della nostra Costituzione, della nostra Carta dei Diritti e della nostra sacra democrazia, che sono sotto attacco da parte di un presidente senza legge e del suo regime. È tutto racchiuso nel nostro Philadelphia Freedom Cut. Spero vi piaccia”.
Sette canzoni per raccontare il significato del tour
La sequenza scelta per aprire il concerto riassume con precisione il messaggio della tournée. “War”, canzone scritta da Norman Whitfield e Barrett Strong e resa celebre da Edwin Starr, torna come denuncia diretta della guerra. Subito dopo arriva “Born in the U.S.A.”, uno dei brani più spesso fraintesi del catalogo di Springsteen: non una celebrazione patriottica, ma il racconto amaro di un reduce del Vietnam abbandonato dal proprio Paese.
“Death to My Hometown”, pubblicata nel 2012 in Wrecking Ball, sposta il discorso sulle responsabilità della finanza e sulle ferite lasciate dalla crisi economica. La rilettura di “Clampdown” dei Clash aggiunge un riferimento esplicito alla resistenza contro autoritarismo e conformismo. “No Surrender” e “Darkness on the Edge of Town” riportano invece il concerto dentro il linguaggio classico della E Street Band: solidarietà, resistenza e dignità personale.
A completare il primo capitolo è “Streets of Minneapolis”, il brano scritto e registrato rapidamente da Springsteen nel gennaio 2026 in risposta alle operazioni federali sull’immigrazione nelle Twin Cities e alle morti di Renee Good e Alex Pretti. La canzone era stata eseguita dal vivo per la prima volta durante un’apparizione a sorpresa al benefit Defend Minnesota organizzato da Tom Morello, prima di diventare uno dei momenti centrali della tournée.
Morello ha partecipato a tutte le 20 date del Land of Hope and Dreams American Tour. Nel film di Philadelphia compare nei primi quattro brani, aggiungendo il proprio suono e la propria storia politica a “War”, “Born in the U.S.A.”, “Death to My Hometown” e “Clampdown”.
Il Land of Hope and Dreams American Tour
Il tour era partito il 31 marzo dal Target Center di Minneapolis, una scelta tutt’altro che casuale. Nella serata inaugurale Springsteen aveva ricordato Good e Pretti, invitando il pubblico a non dimenticarne i nomi, e aveva costruito l’inizio dello spettacolo come una dichiarazione politica. “War” tornava in scaletta per la prima volta dal 2003, mentre “Streets of Minneapolis” veniva suonata per la prima volta insieme alla E Street Band.
Le 20 date hanno attraversato gli Stati Uniti passando, tra le altre città, per Portland, Los Angeles, San Francisco, Phoenix, Newark, Austin, Chicago, Atlanta, New York, Pittsburgh, Cleveland e Boston. Il 27 maggio Springsteen ha suonato sotto la pioggia al Nationals Park di Washington, a pochi chilometri dalla Casa Bianca, prima della chiusura di Philadelphia tre giorni più tardi.
“Stiamo vivendo tempi oscuri, inquietanti e pericolosi, ma non disperate: la cavalleria sta arrivando”, aveva annunciato Springsteen presentando la tournée. “Saliremo sul palco per celebrare e difendere l’America, la democrazia americana, la libertà americana, la nostra Costituzione e il nostro sacro sogno americano”.
Questa impostazione sviluppava ulteriormente il percorso iniziato nel maggio 2025 a Manchester, quando Springsteen aveva aperto la parte europea del precedente tour denunciando quella che aveva definito “un’amministrazione corrotta, incompetente e traditrice”. Quelle parole, insieme a quattro registrazioni dal vivo, erano poi confluite nell’EP Land of Hope & Dreams.
Sul palco di Philadelphia, accanto a Springsteen, c’erano Roy Bittan, Nils Lofgren, Garry Tallent, Stevie Van Zandt e Max Weinberg, con Soozie Tyrell, Jake Clemons, Charlie Giordano, gli E Street Horns and Percussion e l’E Street Choir.
Il film è diretto da Chris Hilson e Thom Zimny, che ha curato anche il montaggio insieme a Sam Shapiro. L’uscita è dedicata alla memoria di Dave Marsh, storico critico, biografo di Springsteen e amico della band, morto il 14 agosto 2026.