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Brian May contro l'AI, poi guarda l'eclissi con i Pink Floyd e torna alla chitarra con Tony Iommi

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Author image Gianluigi Riccardo

12 agosto 2026 alle ore 13:04, agg. alle 13:35

Brian May attacca l'intelligenza artificiale, vola in Spagna per l'eclissi e prepara il ritorno in studio accanto a Tony Iommi.

Nell'arco di poche ore Brian May è riuscito a mettere insieme Queen, intelligenza artificiale, Pink Floyd, astronomia e Tony Iommi. Elementi apparentemente lontani che, in realtà, raccontano piuttosto bene il presente del chitarrista: sempre più critico nei confronti dell'AI, ancora profondamente legato alla ricerca scientifica e, contemporaneamente, pronto a tornare su un disco heavy accanto a uno dei suoi amici di più lunga data.

Il punto di partenza è stato quasi comico. May ha chiesto a Meta AI di mostrargli la copertina di "The Game" dei Queen, album pubblicato nel 1980, ottenendo come risposta qualcosa che con l'originale aveva decisamente poco a che fare. Al posto di Freddie Mercury, Brian May, Roger Taylor e John Deacon sono comparsi cinque personaggi difficilmente riconoscibili, una specie di improbabile tribute band proveniente da un universo parallelo. Il chitarrista ha condiviso il risultato per riderne, ma ha rapidamente trasformato l'esperimento in un nuovo e durissimo attacco all'intelligenza artificiale.

Quasi contemporaneamente, May è partito per la Spagna per assistere all'eclissi totale di Sole del 12 agosto, documentando il viaggio sui propri canali e scegliendo una colonna sonora decisamente appropriata: "Set the Controls for the Heart of the Sun" dei Pink Floyd. E mentre l'astrofisico torna a occuparsi del cielo, il chitarrista è pronto a riaffacciarsi anche nel territorio più pesante della sua storia musicale: sarà infatti ospite sul nuovo album solista di Tony Iommi, "From The Dark", in uscita il 23 ottobre.


Brian May contro l'intelligenza artificiale: "Non abbiamo bisogno dell'AI"

La nuova presa di posizione di Brian May è partita dalla copertina sbagliata di "The Game". L'originale, una delle immagini più riconoscibili della fase di svolta dei Queen all'inizio degli anni Ottanta, mostra naturalmente i quattro componenti della band. Meta AI è riuscita invece a restituire cinque uomini praticamente irriconoscibili, abbastanza per permettere a May di aprire il proprio messaggio con evidente sarcasmo.

Poi i toni sono cambiati.

"Forse questo è il momento di capire che in realtà non abbiamo bisogno dell'AI", ha scritto il chitarrista, spostando immediatamente il discorso dalla qualità piuttosto discutibile dell'immagine ai costi sociali e ambientali dell'espansione dell'intelligenza artificiale. May ha criticato in particolare la costruzione dei grandi data center necessari a sostenere queste tecnologie, sostenendo che il prezzo da pagare per uno sviluppo considerato ormai inevitabile sia troppo alto.

Non è una posizione comparsa improvvisamente. Già nel 2023, in un'intervista a Guitar Player, May aveva espresso forti dubbi sull'impatto dell'intelligenza artificiale sulla creatività. Allora aveva previsto un futuro nel quale sarebbe diventato sempre più difficile distinguere un'opera realizzata da una persona da una prodotta attraverso sistemi generativi, arrivando a ipotizzare che il 2023 potesse essere ricordato come "l'ultimo anno in cui gli esseri umani hanno davvero dominato la scena musicale".

La posizione di May, però, non è mai stata semplicemente quella di chi rifiuta ogni nuova tecnologia. Nella stessa intervista riconosceva le possibilità offerte dall'AI nella soluzione di problemi complessi, soprattutto in campo scientifico. Il problema, secondo il chitarrista, riguarda piuttosto la capacità di controllarne gli utilizzi e soprattutto le conseguenze quando l'intelligenza artificiale entra nei processi creativi, politici e sociali.

Da questo punto di vista, il pasticcio prodotto con la copertina di "The Game" è diventato per May un esempio molto semplice da mostrare ai suoi follower: una macchina alla quale viene chiesto di riconoscere una delle immagini più note della storia dei Queen restituisce cinque volti che non appartengono alla band. Fa ridere, ma per May il problema comincia quando sistemi ancora più potenti vengono impiegati per questioni decisamente più serie.


Brian May in Spagna per l'eclissi: la colonna sonora è dei Pink Floyd

C'è poi l'altro Brian May, quello che non ha mai considerato l'astronomia un semplice hobby da rockstar. Prima che i Queen diventassero uno dei gruppi più importanti del mondo, May aveva studiato fisica e astronomia all'Imperial College di Londra; molti anni dopo avrebbe completato il percorso accademico conseguendo il dottorato in astrofisica.

Non sorprende quindi che l'eclissi totale di Sole del 12 agosto 2026 sia diventata per lui un appuntamento quasi irrinunciabile. May è volato in Spagna, uno dei territori europei attraversati dal percorso della totalità, e ha iniziato a documentare il viaggio già il giorno precedente. Sul proprio sito ufficiale ha descritto la partenza come l'inizio di una nuova avventura, ricordando soprattutto ai fan di non osservare mai direttamente il Sole con normali occhiali da sole e di utilizzare esclusivamente protezioni certificate per le eclissi.

Il dettaglio rock è nella musica scelta per accompagnare i video: "Set the Controls for the Heart of the Sun" dei Pink Floyd, brano scritto da Roger Waters e pubblicato originariamente su "A Saucerful of Secrets" nel 1968. Una scelta difficilmente migliorabile per un chitarrista-astrofisico in viaggio verso un'eclissi.

May ha continuato a pubblicare aggiornamenti dalla Spagna anche nella mattina del 12 agosto e ha annunciato l'intenzione di provare a trasmettere in diretta l'eclissi nel corso della giornata. Anche sul sito ufficiale, il nuovo aggiornamento è nuovamente accompagnato dalla versione live del brano dei Pink Floyd.

Brian May sul nuovo album di Tony Iommi: l'unico grande ospite di "From The Dark"

Se l'intelligenza artificiale rappresenta per Brian May uno dei grandi interrogativi della musica futura, il suo prossimo progetto discografico nasce invece da qualcosa di molto più tradizionale: due amici, due chitarre e quasi sessant'anni di rapporto personale.

May sarà infatti presente in "From The Dark", il nuovo album solista di Tony Iommi, il primo del chitarrista dei Black Sabbath dopo 21 anni. Il disco uscirà il 23 ottobre e vedrà Iommi affiancato da Jørn Lande alla voce, Becky Baldwin al basso e Karl Brazil alla batteria. Il primo singolo, "World Alone", è già stato pubblicato.

Brian May comparirà invece in "Death Wake", sesta traccia del disco, aggiungendo un assolo di chitarra a quello che Iommi ha descritto come uno dei brani più doom dell'album, costruito attorno a un riff particolarmente insolito. La parte è stata registrata nello studio di casa di Iommi e May sarà, di fatto, l'unico grande ospite esterno dell'intero progetto.

Iommi gli aveva anche proposto di intervenire su altre canzoni, ma il chitarrista dei Queen ha preferito lasciare spazio all'amico. "No, no. I tuoi assoli sono belli. Non ho bisogno di suonare", è stata, secondo Iommi, la risposta di May.

La collaborazione prosegue una relazione nata nei primi anni Settanta, quando Queen e Black Sabbath stavano costruendo, in modi completamente diversi, una parte fondamentale del linguaggio dell'hard rock britannico. Iommi ha raccontato che i due si conobbero frequentando studi di registrazione vicini e che il rapporto si trasformò rapidamente in un'amicizia destinata a durare per decenni. May aveva già partecipato all'album solista "Iommi" del 2000, comparendo in "Flame On" e "Goodbye Lament", quest'ultima insieme a Dave Grohl.

Tre storie concentrate in pochissimi giorni che mostrano bene le diverse anime di Brian May. Quello che guarda con enorme sospetto all'intelligenza artificiale, quello che continua a inseguire un'eclissi come lo studente di astronomia di sessant'anni fa e quello che, quando Tony Iommi gli mette davanti un riff doom, prende ancora in mano la Red Special.


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