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U2, il tour negli stadi e i dubbi di Larry Mullen: "Un’ora sul palco può bastare"

U2, il tour negli stadi e i dubbi di Larry Mullen: "Un’ora sul palco può bastare"

Photo Credits: Viviane Sassen

Gianluigi RiccardoGianluigi Riccardo
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Gli U2 hanno iniziato le prove di un tour negli stadi, ma Larry Mullen non sa ancora se potrà sostenere un intero concerto.

Gli U2 hanno cominciato a provare in vista di un nuovo tour negli stadi, ancora non annunciato ufficialmente. Il progetto dovrebbe accompagnare Carnaval De Luz, il sedicesimo album della band in uscita il 13 novembre, ma resta legato alle condizioni fisiche di Larry Mullen Jr.

Il batterista è tornato a suonare con Bono, The Edge e Adam Clayton dopo un grave problema al collo e un intervento chirurgico che avrebbe potuto mettere definitivamente fine alla sua carriera. Le prime prove sono cominciate e Mullen ha ripreso in mano anche il vecchio repertorio, ma non sa ancora se sarà in grado di sostenere ogni sera uno spettacolo completo.

"Anche se non riuscissi a suonare per due ore e mezza, se riuscissi a farlo per un’ora sarebbe abbastanza", ha spiegato. "Ho avuto talmente tanto che posso accettarlo".

Larry Mullen, l’intervento al collo e il rischio di non suonare più

Mullen soffriva da tempo per una fusione congenita in un’articolazione della colonna cervicale, una condizione che probabilmente avrebbe avuto un impatto limitato nella vita quotidiana, ma che è stata aggravata da decenni trascorsi a suonare la batteria con grande intensità.

La situazione era peggiorata durante il Joshua Tree Tour del 2019. Il batterista riusciva a salire sul palco grazie a trattamenti medici quotidiani che, nel lungo periodo, stavano però creando ulteriori problemi. Durante la pandemia smise completamente di suonare e comprese che il danno non sarebbe passato con il semplice riposo.

"Durante il Covid mi sono reso conto di essere fisicamente danneggiato oltre ogni possibilità di recupero", ha raccontato. "Il mio corpo mi stava dicendo: ne hai avuto abbastanza".

Mullen aveva inizialmente accettato di partecipare alla residency degli U2 alla Sphere di Las Vegas, ma il fisioterapista gli disse che non sarebbe riuscito nemmeno a completare le prove. Nei quaranta concerti venne quindi sostituito dal batterista dei Krezip Bram van den Berg. Larry assistette soltanto al penultimo show, evitando fino a quel momento di attirare l’attenzione sulla propria presenza.

Dopo avere rinunciato alla Sphere, decise di sottoporsi a un’operazione complessa. Diversi specialisti gli avevano consigliato di ritirarsi: esisteva infatti un rischio, limitato ma reale, di paralisi. Un giovane neurochirurgo di Dublino accettò infine di intervenire e, dopo tre o quattro mesi, Mullen tornò dietro alla batteria. Il suo corpo, però, non rispondeva più come prima e fu costretto a semplificare la tecnica, ripartendo dai movimenti essenziali.


Il nuovo tour degli U2 è ancora un progetto

Gli U2 hanno ora iniziato a provare le vecchie canzoni e a sviluppare il concept dello spettacolo. Il tour negli stadi resta però non annunciato: non esistono ancora calendario, città o conferme sulle modalità con cui Mullen potrebbe essere coinvolto.

The Edge avrebbe inserito nella prima ipotesi di scaletta circa undici canzoni tratte da Carnaval De Luz e dai due EP pubblicati nel 2026, Days Of Ash ed Easter Lily. Bono è più prudente sulla quantità di nuovo materiale da portare negli stadi e ha accennato alla possibilità di affiancare ai grandi concerti alcuni appuntamenti in spazi più piccoli, dedicati proprio alle nuove composizioni.

La questione centrale rimane la resistenza fisica di Mullen. Il gruppo potrebbe adattare durata, scaletta o presenza del batterista, ma al momento non è stata indicata una soluzione. "Prego soltanto che stiamo tutti bene", ha detto Bono, "e che Larry, più di tutti noi, riesca a mantenere la propria forma fisica".

Il ritorno del batterista è stato decisivo anche per il nuovo disco. "Non credo che avremmo realizzato un album se Larry non fosse stato in grado di suonare", ha ammesso The Edge. "Ci saremmo chiesti: perché fare un disco senza Larry Mullen? Non sarebbe sembrato giusto". 


Carnaval De Luz, Silencio e la canzone dedicata a Rosalía

Prodotto da Jacknife Lee, Carnaval De Luz sarà il primo album di inediti degli U2 dopo nove anni e uscirà il 13 novembre. Le dodici tracce sono nate nello stesso ciclo creativo dei due EP pubblicati a sorpresa nei mesi scorsi e affrontano spiritualità, amicizia, libertà e resistenza.

Il nuovo singolo Silencio è un brano di due minuti e 35 secondi costruito su un riff recuperato da The Edge dalle sessioni di Songs Of Innocence. La band cercava una canzone più rapida e aggressiva per equilibrare il tono del disco. Nel testo, il silenzio viene presentato sia come spazio di riflessione sia come forma pericolosa di censura e autocensura. 

Fra i brani più curiosi c’è The Mirror Maker (Rosalía). Contrariamente alle prime interpretazioni, Rosalía non canta nella canzone: il pezzo è dedicato alla sua capacità di utilizzare l’arte per oltrepassare la propria immagine.

"Di solito scriviamo di persone morte o in prigione", ha scherzato Bono. "Questa volta celebriamo qualcuno semplicemente perché è un’artista straordinaria". Prima di pubblicarla, il cantante ha chiesto consiglio a Penélope Cruz e poi il permesso della stessa Rosalía: "Pensavo: sembrerò uno stalker". 

Gli U2 tornano dove tutto era cominciato

Il ritorno di Larry Mullen è coinciso con il cinquantesimo anniversario degli U2.

Il 25 settembre la band ha suonato nel cortile della Mount Temple Comprehensive School di Dublino, dove nel 1976 il batterista aveva affisso il celebre annuncio: "Batterista cerca musicisti per formare una band".

Gli U2 hanno eseguito I Will Follow, Vertigo, Beautiful Day, Out Of Control, il nuovo singolo Silencio, One insieme agli studenti di Music Generation e una versione più raccolta di With Or Without You. Qualche ora dopo sono ricomparsi sul balcone del Bewley’s Café, a Grafton Street, per un secondo concerto a sorpresa.

Cinquant’anni dopo quel foglio appeso a una bacheca, il futuro degli U2 dipende ancora dal musicista che lo aveva scritto. Questa volta, però, la domanda non è se Larry Mullen riuscirà a formare una band, ma quanto a lungo il suo corpo gli permetterà di continuarne a essere il motore