Different Class dei Pulp:l’altra faccia del Britpop

Uscito nel 1995, il disco trasformò anni di gavetta in un ritratto pop di classe, desiderio e marginalità, consacrando Jarvis Cocker e i Pulp.
Pubblicato il 30 ottobre 1995, Different Class è il quinto album dei Pulp e il punto d’arrivo di una lunga rincorsa. Jarvis Cocker aveva fondato il gruppo a Sheffield nel 1978, quando aveva quindici anni: per oltre un decennio la band cambiò formazione, pubblicò dischi senza sfondare e rimase ai margini del circuito pop.
His ’n’ Hers, nel 1994, aveva finalmente portato i Pulp nelle classifiche e aperto loro le porte del grande pubblico, ma il salto arrivò con Common People: il singolo si fermò al numero due nel Regno Unito e nell’estate del 1995 il gruppo fu chiamato all’ultimo momento a sostituire gli Stone Roses come headliner di Glastonbury.
Quando uscì Different Class, l’attesa era già enorme. L’album raggiunse il numero uno britannico e vinse il Mercury Prize del 1996: per una band che aveva inseguito il successo per diciassette anni, non era soltanto una consacrazione, ma una svolta improvvisa, difficile da assorbire.
Il disco uscì nel pieno della stagione del Britpop, mentre giornali e televisioni alimentavano la rivalità tra Blur e Oasis e raccontavano una nuova fiducia nella cultura britannica. I Pulp appartenevano a quella scena, ma la guardavano da un’angolazione diversa. Nelle loro canzoni non c’erano soltanto inni da cantare in coro e riferimenti alla tradizione pop inglese: c’erano il desiderio di cambiare vita, la vergogna, le differenze di classe, le occasioni mancate e i personaggi che di solito restavano fuori dall’inquadratura.
Il titolo funziona come una dichiarazione ambigua: parla delle distanze sociali che attraversano il disco e, insieme, della singolarità della band. Al centro c’era Jarvis Cocker, magro, impacciato, con gli occhiali e una presenza scenica tutta sua: un frontman lontano dal modello della rockstar muscolare, capace di trasformare lo sguardo di chi si sente fuori posto in una voce popolare, ironica e riconoscibile.
Scrittura collettiva, produzione e personaggi
La band si ritrovava sopra il magazzino di ceramiche della famiglia del batterista Nick Banks e si assegnava una specie di compito per la prova successiva: portare un’idea, una frase, un ritmo, una situazione. Poi i musicisti si scambiavano gli strumenti, così che ogni brano potesse prendere una direzione diversa. Jarvis scriveva i testi, ma l’identità sonora dei Pulp era costruita insieme. Dopo il successo di Common People serviva un album all’altezza dell’occasione: per produrlo scelsero Chris Thomas, già al lavoro con Beatles, Roxy Music e Sex Pistols. Le sessioni si svolsero ai Townhouse Studios di Shepherd’s Bush. Il chitarrista Mark Webber ha raccontato che il gruppo registrò una prima metà del disco, capì che alcune canzoni non funzionavano abbastanza, tornò a scrivere e completò il lavoro con una sensazione di slancio quasi naturale. Durante la registrazione di Common People, Thomas uscì infuriato dallo studio perché qualcuno stava passando l’aspirapolvere nel corridoio urlando "Stiamo cercando di fare un fottuto disco di successo!". La band, fino a quel momento immersa nella noia degli overdub, si rese conto all’improvviso della portata di ciò che stava facendo.
Different Class raccoglie dodici brani che passano con naturalezza dal ritornello da stadio al dettaglio scomodo. Common People nasce da un incontro di Cocker con una studentessa greca conosciuta alla Central Saint Martins di Londra, attratta dall’idea di vivere come una persona comune; la distanza tra la sua fantasia e la realtà quotidiana diventa il motore della canzone. La base melodica, costruita da Jarvis su una tastiera Casio, all’inizio lasciò perplessi alcuni compagni: la tastierista CandidaDoyle ne intuì invece subito la forza.
Mis-Shapes apre l’album come un richiamo agli esclusi, mentre Disco 2000 trasforma una cotta adolescenziale per l’amica Deborah in una fantasia sul ritrovarsi da adulti, con un suono luminoso che deve qualcosa alla disco e al pop di Laura Branigan. La scrittura non idealizza mai i suoi protagonisti: Pencil Skirt e Underwear osservano il sesso e il potere con una miscela di humour e disagio;
I Spy spinge il risentimento di classe verso una fantasia di intrusione e vendetta; Live Bed Show affida a un letto il racconto di una relazione finita. In Something Changed, invece, una scelta casuale sembra deviare il corso di una vita.
Anche la scaletta tiene insieme registri che raramente venivano accostati così: pianoforte e tastiere, chitarre asciutte, basso elastico, ritmi da ballo e arrangiamenti d’archi. Sorted for E’s & Wizz guarda alla cultura rave dal giorno dopo: l’euforia collettiva lascia spazio alla disillusione e alla solitudine del ritorno a casa. Monday Morning racconta il vuoto dopo il fine settimana;
Bar Italia, che chiude l’album, porta i personaggi verso l’alba in un caffè notturno di Soho, rifugio reale e non mitizzato. La copertina prosegue questo gioco fra finzione e quotidianità. Il progetto di Blue Source, con fotografie di Rankin e Donald Milne, offriva immagini alternative e sagome ritagliabili dei musicisti; la foto scelta mostra una vera festa di matrimonio, con i Pulp presenti sotto forma di figure di cartone a grandezza naturale. Niente pose da divinità del rock: il gruppo entra per scherzo nella vita di persone comuni, proprio come i narratori delle sue canzoni.
Le polemiche e l’eredità di Jarvis Cocker
La controversia più rumorosa arrivò prima dell’album, con il doppio lato A Mis-Shapes / Sorted for E’s & Wizz. Il secondo brano raccontava l’esperienza delle feste rave e il rovescio dell’euforia legata all’ecstasy; la copertina del singolo conteneva un diagramma per piegare un involucro di carta, pensato come una battuta visiva sul gergo della scena e diventata nota come un prontuario per nascondere le pasticche. Il Daily Mirror lo trasformò in uno scandalo con il titolo "Ban This Sick Stunt", accusando il gruppo di promuovere le droghe. Cocker rispose che la canzone non era un invito a prenderle e accettò che il giornale pubblicasse il testo per mostrarne il senso. La polemica fece esplodere l’attenzione attorno al singolo, che arrivò al numero due. Nel 1996, ai Brit Awards, Jarvis divenne il volto di un’altra scena destinata a seguirlo per anni: durante Earth Song di Michael Jackson, circondato da una messa in scena messianica, salì sul palco e fece un gesto di protesta comico e provocatorio. La sua irruzione trasformò il frontman dei Pulp in un personaggio da prima pagina e rese ancora più sottile il confine tra celebrità desiderata e celebrità subita.
L’eredità di Different Class sta nel modo in cui allargò il campo del Britpop. L’album non cancellava il piacere del ritornello, della melodia e della festa: li usava per raccontare una società divisa, in cui la classe non è solo reddito ma anche sicurezza, aspettative e possibilità immaginate. Cocker scriveva di sesso, gelosia, rave, provincia e desiderio senza elevarsi sopra i suoi personaggi e senza fingere che fossero tutti eroi. Per questo il disco resta più di una fotografia del 1995: è il lavoro che rese i Pulp centrali in una scena spesso raccontata come una sfida tra due band, e che diede alla musica britannica una delle sue voci più personali. La traiettoria di Jarvis — dall’adolescente che sognava di diventare una popstar al frontman travolto dall’attenzione — è già tutta lì, dentro un album che canta il desiderio di entrare nel mondo e insieme la diffidenza verso le sue regole.
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