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Violet Grohl annuncia il debutto: il primo album Be Sweet To Me e il singolo “595”

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Author image Gianluigi Riccardo

12 marzo 2026 alle ore 12:28, agg. alle 12:48

La figlia di Dave Grohl pubblicherà il 29 maggio il primo album Be Sweet To Me. Con il singolo “595” inizia ufficialmente la sua carriera solista.

Violet Grohl non è più soltanto “la figlia di Dave Grohl”. Dopo anni passati tra palchi giganteschi, studi di registrazione e collaborazioni live con il padre, la giovane musicista statunitense compie il passo decisivo verso una carriera autonoma annunciando il suo primo album in studio, "Be Sweet To Me".

L'album uscirà il 29 maggio 2026 per Auroura Records/Republic Records. L’annuncio è arrivato insieme alla pubblicazione del nuovo singolo 595 accompagnato da un videoclip diretto da Nikki Milan Houston. Il brano è la terza anticipazione del progetto dopo i brani THUM e Applefish.

Il brano ha un’origine piuttosto curiosa. In un’intervista a Radio X, Violet Grohl ha raccontato che l’idea è nata da una vecchia maglietta acquistata online che pubblicizzava una hotline telefonica erotica degli anni ’90. Il padre Dave Grohl, dopo aver ricevuto il pacco, aveva nascosto la maglietta nel suo studio per qualche mese prima che lei la ritrovasse. Da quell’episodio è nata la scintilla creativa che ha portato alla canzone.

Il disco segna un momento simbolico: Violet Grohl, appena diciannovenne, decide di uscire definitivamente dall’ombra di uno dei cognomi più iconici del rock contemporaneo e raccontare una propria identità musicale.

Il percorso di Violet Grohl

Una strada che, paradossalmente, ha iniziato a prendere forma proprio sui palchi dove la giovane cantante si è fatta conoscere accanto al padre.

Le prime apparizioni pubbliche arrivano già da giovanissima. Nel 2018 inizia a salire sul palco con i Foo Fighters come corista e negli anni successivi partecipa a numerosi momenti memorabili della band. Tra i più ricordati c’è il concerto tributo a Taylor Hawkins allo stadio di Wembley nel 2022, quando interpreta Last Goodbye di Jeff Buckley, e diverse esibizioni condivise con il padre, compresa la partecipazione al festival di Glastonbury e a piccoli live sul Sunset Strip di Los Angeles.

Nel frattempo Violet affina la propria identità artistica. Scrive canzoni, sperimenta con la chitarra e con il songwriting e sviluppa una sensibilità musicale molto diversa da quella del padre. In varie interviste ha raccontato di essere cresciuta ascoltando alternative rock degli anni ’80 e ’90 – da Pixies e Cocteau Twins fino a PJ Harvey e L7 – oltre a generi molto distanti tra loro, dal folk acustico degli anni ’70 al black metal scandinavo.


I primi singoli e la costruzione dell’album

Il percorso verso il debutto discografico inizia concretamente tra il 2024 e il 2025, quando Violet Grohl entra in studio con il produttore Justin Raisen, noto per il lavoro con artisti come Kim Gordon e Charli XCX. Le sessioni di registrazione si svolgono in gran parte nella casa-studio del produttore a Los Angeles, dove viene assemblata una sorta di collettivo di musicisti sul modello delle storiche session band degli anni Sessanta e Settanta.

Il primo segnale arriva con il singolo “THUM”, seguito poi da “Applefish”, due brani che iniziano a delineare il suono del progetto: chitarre abrasive, atmosfere alternative e una scrittura emotiva spesso influenzata dal cinema e dalla cultura pop.

Parallelamente la cantante continua a pubblicare altri brani e progetti collaterali, come What’s Heaven Without You, traccia ispirata all’opera del regista David Lynch e distribuita come singolo speciale.

In diverse interviste Violet ha raccontato che la scrittura nasce spesso da esperienze personali e immagini visive, più che da una struttura narrativa tradizionale. “Avevo iniziato scrivendo poesia e a un certo punto ho capito che volevo trasformare certe emozioni in musica”, ha spiegato la cantante parlando delle origini del suo processo creativo.

Questo approccio impressionistico diventa la cifra stilistica di "Be Sweet To Me", un album di undici tracce che oscilla tra alternative rock, momenti più eterei e improvvise esplosioni sonore.


Dave Grohl: “Non ho avuto nulla a che fare con il suo disco”

Uno degli aspetti più sorprendenti della nascita dell’album riguarda proprio il ruolo – o meglio, il non ruolo – di Dave Grohl.

Il leader dei Foo Fighters ha raccontato in un’intervista radiofonica di non aver avuto “assolutamente nulla a che fare” con la realizzazione del disco della figlia. Violet ha lavorato autonomamente con il produttore Justin Raisen e ha perfino firmato il contratto discografico senza informarlo.

Grohl ha spiegato di aver scoperto la notizia soltanto durante una cena in famiglia, quando la figlia gli ha annunciato di aver appena firmato con Republic Records. “Sono completamente fuori da tutto questo. Sta facendo tutto da sola ed è fantastico”, ha raccontato il musicista.

Nonostante la distanza professionale, il padre resta uno dei primi fan del progetto. Lo stesso Grohl ha dichiarato che l’energia con cui Violet ha realizzato il disco lo ha addirittura ispirato durante la lavorazione dell’ultimo album dei Foo Fighters.

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