Venezia 83 presenta il programma e ci sono anche gli Oasis
23 luglio 2026 alle ore 13:54, agg. alle 16:10
Il documentario sulla reunion di Liam e Noel Gallagher sarà presentato fuori concorso alla Mostra del Cinema di Venezia 2026.
Don't Look Back In Anger, il documentario che racconta il ritorno degli Oasis nel 2025 per il tour della reunion sarà presentato in anteprima alla Mostra del cinema di Venezia.
La prossima edizione - siamo a quota 83 - dell'attesissima kermesse cinematografica che si terrà in Laguna dal 2 al 12 settembre 2026, ha svelato il programma.
Per gli appassionati di musica i riflettori sono tutti puntati sul documentario dedicato ai fratelli Gallagher che, stando a quanto dichiarato dal direttore artistico della Biennale Cinema Alberto Barbera, saranno presenti a Venezia per l' 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia.
"Don't Look Back In Anger", diretto da Dylan Southern e Will Lovelace e prodotto da Steve Knight, arriverà nelle sale IMAX di tutto il mondo il prossimo 10 settembre, prima di sbarcare poi sulla piattaforma Disney+.
Gli Oasis a Venezia83
La Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia apre una finestra importante anche sulla musica rock. Nel programma dell’edizione numero 83, in calendario al Lido dal 2 al 12 settembre 2026, trova infatti spazio "Oasis: Don’t Look Back In Anger", il documentario dedicato alla reunion di Liam e Noel Gallagher e al tour mondiale che nel 2025 ha riportato gli Oasis sul palco dopo sedici anni.
Il film, diretto da Dylan Southern e Will Lovelace, sarà presentato nella sezione Open – Fuori Concorso, tra le opere non fiction. Non competerà quindi per il Leone d’Oro, ma si candida ugualmente a diventare uno degli eventi con maggiore richiamo mediatico dell’intera Mostra. La possibilità di vedere Liam e Noel Gallagher sul red carpet veneziano, aggiunge inevitabilmente ulteriore attenzione a un progetto costruito intorno a uno dei ritorni più discussi e seguiti nella storia recente del rock.
Venezia 83 si svolgerà dal 2 al 12 settembre sotto la direzione artistica di Alberto Barbera. La Mostra, fondata nel 1932, resta il festival cinematografico più antico del mondo e continua a muoversi lungo una linea che unisce cinema d’autore, industria, sperimentazione, documentario e grandi produzioni internazionali.
Il programma della Mostra del Cinema di Venezia
L’edizione 2026 sarà aperta da "Ink" di Danny Boyle, presentato in concorso il 2 settembre nella Sala Grande del Palazzo del Cinema.
Tratto dall’omonima opera teatrale di James Graham, racconta l’acquisizione del quotidiano britannico "The Sun" da parte di Rupert Murdoch nel 1969 e il successivo lavoro dell’editore Larry Lamb per trasformarlo in un fenomeno popolare e commerciale. Nel cast figurano Guy Pearce, Jack O’Connell e Claire Foy.
Boyle ha sottolineato quanto il progetto permetta di tornare alle origini di un cambiamento nel rapporto tra informazione, politica e pubblico: "Questo film offre la possibilità di osservare il momento in cui molte delle forze che oggi dominano i media hanno cominciato a prendere forma". Alberto Barbera ha invece evidenziato la forza della sceneggiatura e l’attualità di un racconto che, pur essendo ambientato alla fine degli anni Sessanta, parla direttamente del presente.
A presiedere la giuria internazionale sarà Maggie Gyllenhaal, attrice, sceneggiatrice e regista statunitense. La Mostra assegnerà inoltre i Leoni d’Oro alla carriera a George Clooney ed Ellen Burstyn, due figure molto diverse ma centrali nel cinema americano degli ultimi decenni.
La competizione per il Leone d’Oro comprende venti lungometraggi in prima mondiale e riunisce autori affermati, registi internazionali e una presenza italiana particolarmente consistente. Tra i titoli più attesi figura "Bucking Fastard" di Werner Herzog, interpretato da Kate Mara, Rooney Mara, Orlando Bloom e Domhnall Gleeson. Il cinema asiatico è rappresentato, tra gli altri, da Hirokazu Kore-eda con "Look Back", dal sudcoreano Lee Chang-dong con "Possible Love" e dal giapponese Shinya Tsukamoto con "Mr. Nelson, Did You Kill People?".
Grande attenzione anche per Martin McDonagh, autore di "In Bruges" e "Gli spiriti dell’isola", che torna con "Wild Horse Nine". Il cast riunisce John Malkovich, Sam Rockwell, Steve Buscemi, Parker Posey e Tom Waits, in uno dei progetti più riconoscibili dell’intera selezione. Florian Zeller, regista di "The Father", presenta invece "Bunker", interpretato da Penélope Cruz, Javier Bardem, Stephen Graham e Paul Dano. Tra i titoli statunitensi figura inoltre "Company", diretto da Casey Affleck con Nick Nolte, Ben Mendelsohn e Scoot McNairy, mentre Robert Pattinson e Phoebe Bridgers compaiono nel cast di "Primetime" di Lance Oppenheim.
La presenza italiana nel concorso non si limita a un singolo titolo. Nanni Moretti torna al Lido con "Succederà questa notte", una produzione interpretata da Louis Garrel, Jasmine Trinca, Angela Finocchiaro e dallo stesso regista. Edoardo De Angelis presenta "Il fuoco che ti porti dentro", con Vanessa Scalera e Lino Musella, mentre Marco Bechis concorre con "Ritorno a Buenos Aires". Completano la rappresentanza italiana "L’estranea" di Paolo Strippoli, con Jasmine Trinca e Valeria Bruni Tedeschi, e "The Echo Chamber" di Andrea Pallaoro, che riunisce Luca Marinelli, Alicia Vikander e Susan Sarandon.
Oasis, "Don’t Look Back In Anger" racconta dall’interno la reunion
Per il pubblico rock, però, il titolo più immediato è inevitabilmente "Don’t Look Back In Anger". Il documentario ripercorre il ritorno degli Oasis attraverso il Live ’25 Tour, iniziato il 4 luglio 2025 a Cardiff e concluso dopo 41 concerti tra Regno Unito, Irlanda, Nord America, Asia, Australia e Sud America.
Non si tratta semplicemente della registrazione di uno spettacolo. Il progetto utilizza materiale realizzato durante le prove, nel backstage, sul palco e negli spostamenti della band, cercando di ricostruire il significato umano e culturale della reunion. Al centro rimane naturalmente il rapporto tra Liam e Noel Gallagher, tornati a lavorare insieme dopo la rottura del 2009.
Il film è diretto da Dylan Southern e Will Lovelace, già autori di "Shut Up and Play the Hits", documentario dedicato all’ultimo concerto degli LCD Soundsystem prima della loro prima separazione. La produzione creativa è affidata a Steven Knight, ideatore di "Peaky Blinders", che ha descritto il progetto come qualcosa di più strutturato rispetto a un normale concert movie.
"È un documentario con una trama. Ha davvero una storia e poi l’abbiamo ampliata", ha spiegato Knight mentre il montaggio era ancora in corso. Parlando dei fratelli Gallagher, ha aggiunto: "Sono fantastici con cui lavorare. Tirano fuori una dichiarazione memorabile dopo l’altra. Sono davvero molto divertenti". Il produttore ha poi definito il materiale raccolto semplicemente fenomenale".
L’elemento più atteso è rappresentato dalle interviste congiunte di Liam e Noel, le prime realizzate insieme dopo oltre vent’anni. La loro presenza permette al film di andare oltre la cronaca del tour, tornando inevitabilmente sulla separazione, sul lungo silenzio e sulla decisione di rimettere in moto una band che sembrava definitivamente consegnata alla storia.
"l tour mondiale degli Oasis ha unito generazioni, culture e Paesi, parlando di riconciliazione a un mondo frammentato. ‘Don’t Look Back In Anger’ non è solo il tuo biglietto per lo spettacolo: è un pass backstage e un posto al tavolo quando Liam e Noel si siedono insieme per la prima volta dopo 15 anni e raccontano le cose come stanno e come sono state", ha aggiunto Knight.