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Spider-Man e il rock: dai Ramones agli U2, tutti i legami musicali dell’Uomo Ragno

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Author image Gianluigi Riccardo

22 luglio 2026 alle ore 19:43, agg. alle 19:58

In attesa di Spider-Man: Brand New Day, cinque fili collegano Peter Parker a punk, hard rock, alternative e grandi colonne sonore.

Spider-Man torna al cinema con Spider-Man: Brand New Day, il nuovo capitolo della saga interpretata da Tom Holland, in arrivo nelle sale il 29 luglio 2026. Diretto da Destin Daniel Cretton, già dietro la macchina da presa per Shang-Chi and the Legend of the Ten Rings, il film riparte dalle conseguenze radicali di No Way Home: il mondo non ricorda più Peter Parker, che vive solo e ha trasformato Spider-Man nella propria occupazione a tempo pieno.

È una condizione che riporta il personaggio alle sue coordinate essenziali. New York, una vita privata ridotta al minimo, la responsabilità da sostenere senza riconoscimenti e un’identità pubblica che finisce per divorare quella personale. Elementi che spiegano anche perché, nel corso dei decenni, Spider-Man abbia trovato nella musica rock un interlocutore particolarmente naturale.

Non si tratta soltanto di canzoni inserite nelle colonne sonore. L’Uomo Ragno è stato reinterpretato dai Ramones e dagli Aerosmith, ha attraversato il post-grunge e l’alternative rock dei primi anni Duemila, è diventato il protagonista di un musical scritto da Bono e The Edge e ha generato una propria incarnazione punk, Hobie Brown. Anche all’interno dei film, il rock è stato utilizzato per descrivere generazioni, caratteri e rapporti tra i personaggi.

Spider-Man non è necessariamente il più competente ascoltatore rock dell’universo Marvel. Potrebbe però essere il supereroe che più ne condivide le tensioni: alienazione, ironia, trasformazione fisica, conflitto con l’autorità, doppia identità e difficoltà nel gestire ciò che arriva insieme al successo.

La sigla di Spider-Man, dai Ramones agli Aerosmith

Il primo collegamento parte dalla televisione. La sigla della serie animata di Spider-Man del 1967, scritta da Paul Francis Webster e Bob Harris, è diventata uno dei temi supereroistici più riconoscibili della cultura popolare americana. Un brano semplice, immediato e costruito su una scansione ritmica che, molti anni dopo, si sarebbe adattata perfettamente al linguaggio del punk.

Nel 1995 i Ramones ne registrarono una versione per Saturday Morning: Cartoons’ Greatest Hits, compilation nella quale alcuni protagonisti della scena alternative reinterpretavano i temi dei cartoni animati.

Joey Ramone trasformò quelle poche frasi descrittive Spider-Man fa tutto ciò che può fare un ragno — in una canzone essenziale dei Ramones, senza bisogno di modificarne profondamente la struttura.

Una recensione del Los Angeles Times osservò all’epoca che, ascoltando la loro versione, era possibile rendersi conto di quanto la sigla originale fosse già vicina al linguaggio dei Ramones, nonostante fosse stata composta prima che Dee Dee iniziasse a contare i suoi celebri “one, two, three, four”.

Il rapporto non si esaurì con quella cover. Il cinema avrebbe utilizzato più volte i Ramones nell’universo di Peter Parker: Blitzkrieg Bop compare in Spider-Man: Homecoming, mentre I Wanna Be Your Boyfriend accompagna Far From Home. La scelta funziona anche geograficamente. I Ramones appartengono a New York e al Queens quanto Spider-Man: niente mitologia distante, ma metropolitana, marciapiedi, quartieri, adolescenza e velocità.

Nel 2002 furono invece gli Aerosmith a rileggere il tema classico per la colonna sonora del primo Spider-Man di Sam Raimi. La loro versione sostituiva l’immediatezza punk con chitarre hard rock, armonica e la voce di Steven Tyler. Il tema entrò così nella soundtrack insieme a una generazione molto più giovane di musicisti, creando un ponte tra classic rock e nuovo mainstream.

Anche Joe Perry aveva già incrociato l’Uomo Ragno: il chitarrista degli Aerosmith aveva partecipato alla sigla della serie animata degli anni Novanta, dominata da chitarra elettrica, sintetizzatori e talk box. Spider-Man, quindi, aveva iniziato a suonare hard rock in televisione prima ancora di arrivare sul grande schermo con Tobey Maguire.


Le colonne sonore rock: Chad Kroeger, Stone Sour e gli anni Duemila

Se le cover della sigla rappresentano il legame storico, la colonna sonora di Spider-Man del 2002 è la fotografia più chiara dell’incontro tra Peter Parker e il rock commerciale di inizio millennio.

L’album Spider-Man: Music from and Inspired By riuniva alternative rock, post-grunge, pop punk e hard rock. Il brano principale era Hero, scritto e interpretato da Chad Kroeger dei Nickelback insieme a Josey Scott dei Saliva. La canzone divenne un grande successo internazionale e finì per rappresentare musicalmente non soltanto il film, ma un’intera stagione del cinema dei supereroi.

Nel video, Kroeger e Scott suonavano sul tetto di un edificio mentre Spider-Man attraversava New York. Era una sintesi perfetta del linguaggio promozionale dell’epoca: chitarre, montaggio cinematografico, eroismo sofferto e quella voce post-grunge che nei primi anni Duemila dominava radio musicali e televisioni.

La raccolta comprendeva inoltre Bother degli Stone Sour, brano scritto da Corey Taylor. Nelle prime edizioni della soundtrack il pezzo venne inizialmente accreditato al cantante, prima di essere ricondotto ufficialmente alla band. Non era una canzone metal nel senso più diretto del termine, ma portava dentro l’universo di Spider-Man uno dei frontman più importanti della scena pesante contemporanea.

Attorno a quei due brani comparivano Sum 41, Alien Ant Farm, The Hives, The Strokes, Theory of a Deadman, Black Lab e Injected. Più che un accompagnamento al film, l’album era un catalogo del rock giovanile del 2002: una fase in cui pop punk, garage revival, nu metal e post-grunge potevano ancora convivere nella stessa programmazione. La tracklist ufficiale includeva inoltre la versione della sigla realizzata dagli Aerosmith.

Il meccanismo proseguì anche con i film successivi, sebbene in forme diverse. Spider-Man 2 utilizzò artisti come Dashboard Confessional, Train, Hoobastank, Jet, Yellowcard e Taking Back Sunday.

Spider-Man 3 si spostò verso l’indie e l’alternative con Snow Patrol, The Killers, Yeah Yeah Yeahs, The Flaming Lips e Wolfmother.

Queste raccolte raccontavano Spider-Man come personaggio adolescenziale anche quando Peter Parker stava entrando nell’età adulta. Il rock funzionava perché traduceva la sua instabilità: energia e senso di colpa, esaltazione e insicurezza, capacità straordinarie e incapacità di organizzare una vita normale.


Spider-Punk: quando la musica diventa parte del personaggio

Con Spider-Punk il rapporto non riguarda più una colonna sonora o una campagna promozionale. Il punk entra direttamente nella costruzione narrativa.

Hobie Brown, proveniente da Terra-138, debuttò nel crossover a fumetti Spider-Verse nel 2014. In quella realtà alternativa è un musicista, un anarchico e il leader di una rivolta contro un sistema autoritario controllato da Norman Osborn. Combatte portando con sé una chitarra elettrica e si muove insieme a una formazione di eroi descritta dalla Marvel come una “caotica band di eroi punk rock”.

Non è quindi Peter Parker con una giacca di pelle aggiunta per ragioni estetiche. Spider-Punk nasce da un’idea politica del punk: rifiuto dell’autorità, organizzazione dal basso, opposizione alle corporazioni e diffidenza verso qualsiasi struttura che chieda obbedienza in cambio di protezione.

La sua Terra-138 è segnata dall’abuso di potere. Hobie ottiene le proprie capacità dopo essere stato spinto dalla polizia in un fiume contaminato da rifiuti tossici, dove viene morso da un ragno irradiato. La sua trasformazione personale è dunque collegata direttamente alla violenza istituzionale e all’inquinamento industriale.

Nella serie Spider-Punk del 2022, scritta da Cody Ziglar e disegnata da Justin Mason, Hobie combatte insieme alla Spider-Band contro nemici come Kraven and the Hunters, esplicitamente presentati come un gruppo di “Nazi punks”. La musica non è un dettaglio laterale: definisce alleanze, linguaggio e struttura dell’intero racconto.

Il personaggio ha raggiunto un pubblico molto più ampio grazie a Spider-Man: Across the Spider-Verse, dove è doppiato in originale da Daniel Kaluuya. Anche nel film Hobie rifiuta le gerarchie e mette in discussione la Spider-Society di Miguel O’Hara. È punk non perché distrugge tutto, ma perché non accetta che un’istituzione possa stabilire dall’alto quale sacrificio sia inevitabile.


Bono e The Edge portano Spider-Man a Broadway

Il progetto più grande, ambizioso e problematico dell’incontro tra Spider-Man e il rock rimane Spider-Man: Turn Off the Dark, il musical di Broadway con musiche e testi di Bono e The Edge.

Lo spettacolo venne sviluppato come una produzione fuori scala, con Julie Taymor alla regia e Reeve Carney nel ruolo di Peter Parker. Dopo una lunga serie di anteprime, modifiche, incidenti e cambiamenti creativi, aprì ufficialmente nel giugno del 2011. Il progetto divenne noto anche per i suoi costi eccezionali e per una lavorazione molto più complicata del previsto.

Bono aveva spiegato che la scelta non nasceva da un’improvvisa passione per il teatro tradizionale: "Eravamo aperti all’idea del musical, ma Spider-Man è qualcosa di diverso, perché riguarda i fumetti. Esiste da anni un’intera rete di rapporti tra punk rock, gruppi rock e comic book".

Il cantante degli U2 aveva individuato nel personaggio una figura sorprendentemente vicina alla rockstar. Peter Parker è un ragazzo normale che riceve poteri straordinari, diventa una celebrità mascherata e deve imparare a gestire ciò che accompagna quella trasformazione

L’idea era fondata. Peter possiede una doppia identità, come chi sul palco appare invulnerabile e fuori dal palco torna a essere una persona molto meno sicura. La maschera amplifica ciò che è già presente, ma crea anche aspettative impossibili da sostenere.

Turn Off the Dark rimane un capitolo controverso nella storia di Broadway, ma il collegamento immaginato da Bono e The Edge non era artificiale. Spider-Man funzionava come protagonista rock proprio perché il suo problema non era conquistare il potere: era riuscire a sopravvivere alle conseguenze del potere.


AC/DC, Ramones e gli altri riferimenti rock nei film

Il rock entra nei film di Spider-Man anche attraverso scene brevi, battute e associazioni generazionali.

Uno dei momenti più ricordati arriva in Spider-Man: Far From Home. Happy Hogan mette Back in Black degli AC/DC mentre Peter sta lavorando a un nuovo costume. Il ragazzo riconosce l’energia del brano, ma non l’autore: "Adoro i Led Zeppelin", esclama convinto.

La battuta funziona perché Peter non viene trasformato artificialmente in un esperto di classic rock. Quel linguaggio apparteneva soprattutto a Tony Stark, personaggio accompagnato per anni dagli AC/DC, e passa ora a Peter attraverso Happy. La musica segnala un’eredità, ma anche una distanza generazionale: il ragazzo può indossare una tecnologia simile a quella di Iron Man senza condividere necessariamente i riferimenti culturali del suo mentore.

Il risultato è un catalogo musicale molto diverso da quello di altri supereroi. Iron Man ha costruito un’identità soprattutto sull’hard rock classico; i Guardiani della Galassia sulla nostalgia pop; Spider-Man ha attraversato più generazioni, dal tema televisivo anni Sessanta al punk, dal post-grunge all’indie, seguendo le trasformazioni dello stesso pubblico.


Spider-Man: Brand New Day, il trailer e la minaccia invisibile

Spider-Man: Brand New Day riporta ora Peter Parker al centro di una storia nella quale l’identità personale sembra nuovamente destinata a entrare in conflitto con quella supereroistica.

La sinossi ufficiale presenta il film come un autentico “nuovo giorno” per il protagonista. Peter combatte il crimine a tempo pieno in un mondo che non si ricorda più di lui. Nel frattempo osserva i vecchi amici andare avanti con le proprie vite, senza conoscere il ruolo che lui ha avuto nel loro passato. La pressione innesca una trasformazione che potrebbe non riuscire a controllare, ma che potrebbe rappresentare anche l’unico modo per fermare una nuova minaccia alla città e alle persone che ama: un nemico potente che nessuno riesce a vedere.

Il trailer ufficiale chiarisce che sono trascorsi quattro anni dagli eventi di No Way Home. Peter è ormai adulto, vive completamente solo e ha accettato le conseguenze della decisione di cancellarsi dalla memoria di MJ, Ned e delle persone a lui più vicine. Marvel descrive il film come l’inizio di un capitolo completamente nuovo, non come una semplice continuazione delle precedenti avventure.

Il cast comprende Tom Holland, Zendaya e Jacob Batalon, insieme a Jon Bernthal, Mark Ruffalo, Sadie Sink, Michael Mando e Tramell Tillman. La presenza di Bernthal segna l’ingresso del Punisher nella saga cinematografica di Spider-Man interpretata da Holland, mentre Ruffalo riporta in scena Bruce Banner.

La frase che chiude la sinossi riassume bene il nuovo punto di partenza: il mondo può avere dimenticato Peter Parker, ma Peter non ha dimenticato nessuno.


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