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Rolling Stones, la tracklist di “Foreign Tongues” parla tutte le lingue del mondo

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Author image Gianluigi Riccardo

14 maggio 2026 alle ore 11:29, agg. alle 12:26

Tracklist in tutte le lingue del mondo, Charlie Watts ancora presente e una cover di Amy Winehouse: così gli Stones lanciano “Foreign Tongues”.

I Rolling Stones continuano a muoversi con lucidità dentro la campagna di "Foreign Tongues", il nuovo album in uscita il 10 luglio, è già diventato un caso prima ancora della pubblicazione completa. Stavolta Mick Jagger, Keith Richards e Ronnie Wood hanno scelto una strategia semplice ma efficace: presentare la tracklist traducendo ogni titolo in una lingua diversa.

Un gioco concettuale coerente con il titolo del disco e con l’idea di una band che, dopo oltre sessant’anni, continua a parlare a pubblici differenti senza cambiare pelle.

Le prime due tracce restano in inglese, perché sono già note: "Rough and Twisted" e "In The Stars", i due singoli che hanno anticipato il progetto. Dal terzo brano in poi, invece, la tracklist diventa un viaggio linguistico che attraversa francese, giapponese, portoghese, olandese, spagnolo, italiano, polacco, svedese, danese, norvegese, indonesiano e filippino. Un’operazione di marketing intelligente, ma anche un modo per dare un’identità immediata al disco.

Fermo restando che, andando sui social della band, la tracklist è stata poi proposta in versione originale per consentire a tutti quelli che masticano l'inglese di scoprire davvero cosa si cela dietro le 14 tracce del disco.

La tracklist di "Foreign Tongues": dagli anticipi già usciti alla cover di Amy Winehouse

La scaletta ufficiale conferma 14 brani. Si parte con "Rough and Twisted", blues sporco e diretto già distribuito inizialmente in vinile sotto il nome fittizio The Cockroaches, una mossa che ha alimentato settimane di speculazioni online. Subito dopo arriva "In The Stars", il vero primo singolo ufficiale: un pezzo costruito su una dinamica classica Stones, con un ritornello aperto e un lavoro di produzione moderno ma non invasivo firmato da Andrew Watt.

Poi la tracklist entra nel territorio "multilingue". "Jealous Lover" compare in francese come "Amante Jalouse", mentre "Mr. Charm" viene presentata in giapponese. "Divine Intervention" appare in portoghese, "Ringing Hollow" in olandese e "Never Wanna Lose You" in spagnolo. Una scelta che trasforma l’annuncio della scaletta in un evento social globale e che ha immediatamente acceso il dibattito tra i fan.

Tra i brani più attesi c’è sicuramente "You Know I’m No Good", la cover del classico di Amy Winehouse tratto da "Back to Black". La notizia è emersa durante le apparizioni televisive promozionali della band e ha subito attirato l’attenzione, anche perché il legame tra Amy Winehouse e gli Stones non è mai stato casuale. Nel 2007 la cantante salì sul palco con loro all’Isle of Wight Festival per una versione di "Ain’t Too Proud To Beg". Oggi quella connessione ritorna dentro un disco che sembra voler mettere insieme memoria, blues, rock e soul senza inseguire tendenze contemporanee.

C’è poi "Some Of Us", cantata da Keith Richards, altro dettaglio che conferma il classico equilibrio interno della band: Jagger guida il disco, ma Richards continua a ritagliarsi il suo spazio vocale nei momenti più ruvidi e diretti. In chiusura compare "Beautiful Delilah", storica cover di Chuck Berry che gli Stones avevano già affrontato agli inizi della carriera e che ora torna come omaggio alle radici più pure del loro rock’n’roll.

Tracklist di Foreign Tongues

  1. Rough and Twisted
  2. In the Stars
  3. Amante Jalouse ("amore geloso" in francese)
  4. ミスター・チャーム ("signor fascino" in giapponese)
  5. Intervencao Divina ("intervento divino" in portoghese)
  6. Rinkelende Holte ("cavità risonante" in olandese)
  7. No quiero perderte nunca ("non voglio perderti mai" in spagnolo)
  8. Colpiscimi in testa (titolo in italiano)
  9. Wiesz, ze jestem do niczego ("Lo sai che non sono buono" in polacco)
  10. Nagra av oss ("alcuni di noi" in svedese)
  11. Daekket i dig ("coperto da te" in danese)
  12. Bivirkninger ("effetti collaterali" in norvegese)
  13. Kembali ke dalam hidupmu ("tornare nella tua vita" in indonesiano)
  14. Magandang Delilah ("bella Delilah" in filippino)

“Hit Me In The Head”, Charlie Watts e le altre rivelazioni dalla conferenza stampa

Uno dei momenti più discussi della conferenza stampa di presentazione riguarda “Hit Me In The Head”, comparsa nella tracklist con il titolo italiano “Colpiscimi in testa”. Dietro il gioco linguistico c’è però un dettaglio molto più importante: il brano contiene una delle ultime registrazioni di Charlie Watts alla batteria. Una presenza che trasforma automaticamente la canzone in uno dei punti emotivi del disco, pur senza scivolare nella celebrazione retorica. Gli Stones hanno parlato di Watts con il tono asciutto che li ha sempre caratterizzati, sottolineando soprattutto il valore musicale di quelle sessioni recuperate e un inedito piglio 'punk rock'.

Dalla conferenza sono emersi anche altri dettagli importanti. “Foreign Tongues” è stato registrato a Londra in meno di un mese, mantenendo però alcune tracce provenienti dalle sessioni di “Hackney Diamonds”. Alla produzione torna Andrew Watt, figura ormai centrale nel suono recente della band: energia moderna, ma rispetto totale della struttura classica Stones.

Gli ospiti confermati aumentano ulteriormente il peso specifico dell’album. C’è Paul McCartney, ci sono Robert Smith dei Cure, Steve Winwood e Chad Smith dei Red Hot Chili Peppers. Jagger ha raccontato che la partecipazione di Robert Smith è nata quasi per caso negli studi di registrazione londinesi: il cantante dei Cure era lì, si è fermato e ha finito per incidere delle backing vocals. Una dinamica spontanea che restituisce l’idea di un disco costruito velocemente ma senza rigidità.

Anche l’artwork sta facendo discutere. La copertina realizzata da Nathaniel Quinn mostra un collage volutamente deformato dei volti della band, in continuità con quell’estetica sporca e irregolare che gli Stones hanno sempre saputo usare bene. Non nostalgia vintage, ma un’immagine volutamente inquieta e contemporanea.

Tutti i dettagli su “Foreign Tongues”: data d’uscita, produzione e direzione sonora

“Foreign Tongues” sarà il venticinquesimo album in studio dei Rolling Stones e arriverà il 10 luglio per Polydor/Universal. È il primo lavoro dopo “Hackney Diamonds” del 2023 e conferma una continuità precisa: niente rivoluzioni, ma un affinamento del suono costruito negli ultimi anni.

Mick Jagger ha spiegato che il gruppo non voleva ripetersi, pur restando fedele alla propria identità. Nel disco convivono blues, rock classico, country e perfino sfumature punk. Keith Richards ha parlato invece della naturalezza con cui gli Stones continuano ancora oggi a lavorare insieme in studio, mentre Ronnie Wood ha descritto la band come una tessitura antica dove ogni musicista aggiunge il proprio filo.

Intanto la promozione continua a ritmo alto. Dopo il lancio dei due singoli, gli Stones hanno disseminato indizi nelle principali città del mondo attraverso cartelloni con il celebre tongue logo tradotto in varie lingue. Un’operazione globale coerente con il concept dell’album e perfettamente calibrata per alimentare attesa e conversazione online.

A sessant’anni dall’inizio della loro storia, gli Stones sembrano aver capito una cosa fondamentale: non serve inseguire il presente per restare centrali. Basta continuare a fare dischi con identità chiara, suonati bene e promossi con intelligenza. “Foreign Tongues” nasce esattamente così.

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