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Rolling Stones, il ritorno segreto? L’ombra dei “Cockroaches” riaccende il mito

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Author image Gianluigi Riccardo

01 aprile 2026 alle ore 16:58, agg. alle 17:37

Tra poster misteriosi e nuove registrazioni, i Rolling Stones alimentano il ritorno: live segreti e un nuovo album sembrano sempre più vicini

C’è qualcosa che si muove sotto la superficie. E quando si parla dei Rolling Stones, anche il più piccolo segnale diventa materia da indagine globale. Negli ultimi giorni, un dettaglio apparentemente marginale ha riacceso l’attenzione: il ritorno del nome “The Cockroaches”. Non una trovata casuale, ma un richiamo diretto a uno dei momenti più mitologici della band.

Nel 1977, infatti, gli Stones usarono proprio quell’alias per esibirsi in due concerti segreti al El Mocambo, locale da appena 300 posti a Toronto. Un’operazione clandestina, quasi punk nell’approccio, che trasformò uno show “minore” in leggenda, anche grazie al contributo dell'aresto di Keith Richards per droga.

Il pubblico credeva di assistere a un concerto qualunque, salvo scoprire che dietro i Cockroaches si nascondeva la più grande rock band del pianeta.

Oggi, quasi cinquant’anni dopo, quella stessa sigla ricompare in modo misterioso.

Poster apparsi a Londra, un sito criptico, un countdown e un messaggio provocatorio: “Who the fuck are The Cockroaches”, con lo stesso font del celebre "Who The Fuck Is Mick Jagger?" Il collegamento con gli Stones è tutt’altro che casuale. Le tracce portano dritte all’universo Universal/Polydor, la stessa galassia discografica della band. E soprattutto c’è una frase chiave: “ritorno dopo 49 anni”.

Esattamente gli stessi anni che sono trascorsi da quel disastroso febbraio del 1977.

l fantasma del nuovo album dopo Hackney Diamonds

Se il mistero live accende la fantasia, è sul fronte discografico che le certezze iniziano a prendere forma. Hackney Diamonds non è stato solo un ritorno discografico dopo quasi vent’anni: è stato un punto di ripartenza. Uscito nel 2023, ha segnato la prima raccolta di inediti dal 2005 e ha conquistato pubblico e critica, arrivando al numero uno in numerosi Paesi.

Ma soprattutto ha lasciato dietro di sé una promessa implicita. Durante le sessioni, la band aveva accumulato molto più materiale del necessario. Secondo dichiarazioni interne, un seguito era già in stato avanzato, circa al 75% al momento dell’uscita del disco.

Da allora, le voci non si sono mai fermate. Produttori coinvolti, come Andrew Watt, hanno confermato nuove registrazioni senza entrare nei dettagli e fonti vicine alla band, come il figlio di Keith Richards, hanno parlato di sessioni prolungate.  Solo pochi mesi fa era stato addirittura Ron Wood, chitarrista degli Stones, a confermare che il disco era praticamente ultimato


Il ritorno live ?

Sul versante live, la situazione è ancora più sfuggente. Il tour legato a Hackney Diamonds nel 2024 ha dimostrato che la band è tutt’altro che un’istituzione nostalgica: gli Stones restano una macchina da palco formidabile, capace di riempire stadi e dominare la scena.

Eppure, proprio mentre il successo live sembrava aprire la strada a nuove date globali, qualcosa si è fermato. Nel 2026 si è parlato di una pausa dai grandi tour, anche per via delle resistenze interne a lunghe tournée negli stadi.

Nel frattempo, però, le indiscrezioni non sono mai cessate. Anzi, si sono moltiplicate. In Italia, in particolare, le voci di possibili concerti – soprattutto a Roma – sono circolate più volte negli ultimi anni, salvo poi dissolversi senza conferme ufficiali. Un copione ormai familiare: rumors insistenti, attese crescenti, e poi silenzio.

È qui che il ritorno dei “Cockroaches” assume un significato diverso. Non solo nostalgia, ma possibile strategia. Gli Stones potrebbero scegliere una dimensione più intima, lontana dagli stadi, recuperando proprio lo spirito degli show segreti del ’77? Concerti a sorpresa, location ridotte, annunci last minute. Un modo per ribaltare ancora una volta le regole del live mainstream.

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