Rock Hall 2026: Oasis sì, Maiden no? E poi il rebus New Order. Chi ci sarà?
23 aprile 2026 alle ore 12:19, agg. alle 12:43
Tra ironie, assenze e tensioni irrisolte, la cerimonia della Hall of Fame 2026 rischia di perdere i suoi protagonisti più attesi
La cerimonia della Rock & Roll Hall of Fame 2026 è attesa per l’autunno, come da tradizione, al Rocket Mortgage FieldHouse di Cleveland, casa storica dell’istituzione.
Ogni anno, la serata di gala si trasforma in qualcosa di più di una semplice premiazione: è un crocevia di storie musicali che si riannodano.
Non è raro assistere a reunion inattese, formazioni allargate che mettono insieme diverse epoche della stessa band o addirittura riappacificazioni che sembravano impossibili.
Nel 2014, ad esempio, i Nirvana portarono sul palco più cantanti per omaggiare Kurt Cobain, mentre nel 2019 i The Cure si presentarono con una line-up capace di abbracciare più fasi della loro carriera. Ancora più emblematico il caso dei Guns N' Roses nel 2012, quando la mancata presenza di Axl Rose alimentò tensioni ma anche aspettative mai del tutto sopite. La Hall of Fame, in questo senso, è da sempre un teatro dove il passato torna a dialogare con il presente, spesso con esiti imprevedibili.
L'edizione del 2026, però, porta tanti dubbi anche tra i tanti nomi illustri: gli Iron Maiden, pare, non parteciperanno perché impegnati in tour, gli Oasis sono sempre un punto interrogativo (anche se Liam Gallagher ha promesso a mamma Peggy di fare il bravo) e la frattura tra Peter Hook e i New Order sembra ancora lontana dal risanarsi in vista dell'introduzione congiunta di New Order e Joy Division.
Tra ironia, assenze e tensioni: il caso Oasis, Maiden e New Order
L’edizione 2026 si presenta però più incerta del solito. Il primo nodo riguarda gli Oasis e, in particolare, Liam Gallagher. Dopo aver inizialmente snobbato la manifestazione con il suo consueto sarcasmo, il cantante ha corretto il tiro con una battuta che ha fatto il giro dei media: "Mia madre mi ha detto di smetterla di fare lo stupido e di andarci". Una dichiarazione ironica che però lascia intendere una possibile apertura, anche se non chiarisce se il fratello Noel Gallagher sarà coinvolto in un’eventuale apparizione congiunta, pensiamo di sì. E chissà che non sia la volta di rivedere la band sul palco, contro ogni dissapore o disinteresse, anche con la partecipazione di membri nell'ombra da tempo come Tony McCarroll, Alan White o Guigsy.
Situazione opposta per gli Iron Maiden, che – secondo quanto riportato – non saranno presenti alla cerimonia a causa di impegni già fissati nel loro tour mondiale. Con la cerimonia prevista per il 14 novembre, la leggendaria band metal britannica ha due show in Australia programmati per il 13 e il 15 del mese.
"Come i più attenti avranno già notato, la band sarà in tour in Australia intorno alla data di novembre della cerimonia di introduzione nella Rock and Roll Hall of Fame a Los Angeles", ha dichiarato a Billboard il manager Ron Smallwood "Accettando l'invito, gli Iron Maiden hanno chiarito alla Rock and Roll Hall of Fame che i fan vengono sempre prima di tutto e che i concerti si terranno regolarmente".
Quindi, al di là di piroette logistiche di difficile realizzazione, i Maiden non faranno in tempo a ritirare il premio personalmente.
Ancora più complesso è il caso legato a Joy Division e New Order.
Peter Hook, bassista fondatore, non è in rapporti con i suoi ex compagni dal 2007. In merito alla possibile partecipazione, Hook ha dichiarato in un'intervista:
"No. No. Non dopo quello che hanno fatto a me e alla mia famiglia, non ci sarò. Non me ne frega niente. Non mi interessa. Bisogna avere dei principi morali".
Le cose potrebbero però cambiare se i suoi compagni di band si mettessero in contatto per fare pace e sistemare le cose e che sia per sempre, non per una sera.
"Dovrebbero essere loro a farsi avanti e cercare di instaurare una sorta di rapporto. Non si può semplicemente fare una 'tregua per una notte' dopo quello che abbiamo passato", ha insistito. "Se sapeste cosa abbiamo passato, non lo proporreste nemmeno. Il punto è questo. Nessuno sa cosa abbiamo passato. C'è una sorta di leggerezza in tutto ciò."
In questo contesto, qualcuno ipotizza persino un ruolo diplomatico dei fratelli Gallagher, concittadini e protagonisti di una delle rivalità più celebri del rock, come possibile ponte simbolico verso una riconciliazione.
E, ovviamente, non bisogna mettere da parte gli ormai ben noti problemi di salute di Phil Collins che, per inciso, nella Hall Of Fame era stato già introdotto con i Genesis nel 2010.
Classe 2026: tra nuovi ingressi, polemiche e riconoscimenti tardivi
La classe 2026 della Rock & Roll Hall of Fame si preannuncia dunque come una delle più discusse degli ultimi anni. Accanto a Oasis, Iron Maiden, Joy Division e New Order, figurano altri nomi di rilievo che rappresentano diverse anime del rock e della musica generale in tutte le sue derivazioni. L’istituzione continua così il suo percorso di ampliamento del canone musicale, includendo artisti che hanno segnato epoche e generi differenti.
Resta però il dubbio principale: chi salirà davvero su quel palco? La Hall of Fame non è solo un riconoscimento, ma un momento performativo che vive della presenza fisica degli artisti. Senza reunion, senza sorprese, senza tensioni risolte – o almeno messe in scena – il rischio è che la cerimonia perda parte del suo fascino. Ma se la storia insegna qualcosa, è che proprio nei momenti di maggiore incertezza possono nascere gli episodi più memorabili.
Ecco tutti i nomi che saranno inseriti nella classe 2026 della Rock & Roll Hall Of Fame:
categoria Performer
Iron Maiden
Oasis
Joy Division / New Order
Wu-Tang Clan
Phil Collins
Billy Idol
Sade
Luther Vandross
Early Influence Award
Celia Cruz
Fela Kuti
Queen Latifah
MC Lyte
Gram Parsons
Musical Excellence Award
Linda Creed
Arif Mardin
Jimmy Miller
Rick Rubin
Ahmet Ertegun Award
Ed Sullivan