Robert Plant: la morte del figlio, i Led Zeppelin e la libertà di andare avanti

La perdita di Karac cambiò il rapporto di Robert Plant con i Led Zeppelin. Oggi il cantante racconta la vita di paese e le sue scelte musicali.
Robert Plant ha raccontato quanto la morte del figlio Karac abbia cambiato il suo rapporto con i Led Zeppelin, facendo passare in secondo piano la band.
"Non avevo bisogno del gruppo dopo aver perso mio figlio", ha spiegato in un'intervista al Times. Karac morì il 26 luglio 1977, a cinque anni, per un'infezione gastrointestinale, mentre il padre era negli Stati Uniti in tournée.
Il tour venne interrotto e gli Zeppelin non avrebbero più intrapreso un tour americano. Nel ricordo del cantante, dopo quella perdita anche la quotidianità del gruppo assunse un altro significato: le attese interminabili nei backstage, con persone frequentate ininterrottamente dal 1968, erano diventate tempo dal quale cercava di allontanarsi.
La musica e il successo non bastavano più a rendere desiderabile quella vita. La band proseguì fino alla morte di John Bonham, nel 1980, ma Plant colloca già negli anni precedenti il cambiamento delle proprie priorità: continuare a far parte dei Led Zeppelin non corrispondeva più a ciò di cui aveva bisogno.
"Non c'era una mappa, nessuna istruzione per i Led Zeppelin, e noi siamo semplicemente andati avanti", ha detto. "Ma non avevo bisogno del gruppo dopo aver perso mio figlio. Queste storie d'amore musicali sono fantastiche quando tutto va bene. Quando le cose prendono una brutta piega, chi ha voglia di stare dietro le quinte per ore e ore con persone con cui è bloccato dal 1968? Non si gioca a carte, non si va al cinema, si aspetta e basta. Io cercavo sempre un modo per andarmene. Volevo stare con la mia famiglia.”
La reunion dei Led Zeppelin e il rapporto con Jimmy Page
Quella distanza aiuta a leggere anche la posizione di Robert Plant sulle reunion dei Led Zeppelin.
Il concerto del 2007 alla O2 Arena di Londra, organizzato in memoria di Ahmet Ertegun con Jason Bonham alla batteria, per lui doveva restare un evento unico.
Il cantante conferma che questo era il suo progetto fin dall'inizio e ricorda la tensione di un appuntamento che, andando male, avrebbe potuto compromettere il ricordo del gruppo. Il successo della serata non cambiò quella decisione. A chi continua a domandarsi perché abbia rinunciato a riportare in tour gli Zeppelin, Plant risponde rivendicando la persona che è diventato, senza voler prolungare a ogni costo una fase conclusa.
Riconosce quanto lavorare con Jimmy Page abbia arricchito la sua vita, ma ricorda anche le differenze di carattere con cui confrontarsi. Citando Roger Daltrey e la libertà di esibirsi da solista, riassume la propria condizione con poche parole: "Sono libero da anni". Resta la riconoscenza per ciò che gli Zeppelin hanno reso possibile, insieme alla scelta di decidere autonomamente come vivere e con chi suonare. thetimes.com
Robert Plant, la vita tranquilla tra bingo e pub
A 78 anni, la dimensione nella quale Plant dice di trovarsi a proprio agio è quella di Shatterford, nel Worcestershire, lontano dall'attenzione che accompagnava ogni spostamento dei Led Zeppelin.
Il martedì sera si gioca a bingo, con la possibilità di vincere 25 sterline; il mercoledì, al pub, ci sono i musicisti di Birmingham che commentano le occasioni perdute. Il cantante racconta con ironia quanto poco conti, da quelle parti, essere stato la voce degli Zeppelin: i vicini gli chiedono semplicemente se faccia ancora qualcosa e i Grammy conquistati con Alison Krauss non impressionano tutti.
Una familiarità che gli era mancata durante il periodo vissuto ad Austin con Patty Griffin, quando perfino una passeggiata poteva attirare attenzioni. Anche nel ripensare agli anni degli Zeppelin, Plant ridimensiona la versione più scintillante del mito. Dietro gli eccessi raccontati per decenni c'erano anche serate in albergo passate a leggere e la necessità di proteggere la voce. La normalità che descrive oggi è una parte precisa della vita che ha scelto dopo quel periodo.
Saving Grace, il nuovo EP e la ricerca musicale
Questa dimensione si ritrova nei Saving Grace, il gruppo nato nel 2019 con musicisti dell'area in cui Plant vive e con la cantante Suzi Dian. Il progetto ha preso forma attraverso un interesse comune per folk, blues, gospel e country, passando anche da registrazioni informali e concerti in piccoli locali.
L'album Saving Grace, pubblicato il 26 settembre 2025, raccoglie riletture di autori e repertori diversi, da Memphis Minnie e Blind Willie Johnson ai Moby Grape e ai Low. Il 9 ottobre 2026 è arrivato in digitale anche l'EP Saving Grace: All That Glitters..., già uscito in vinile per il Record Store Day: quattro brani che comprendono i tradizionali The Blackest Crow e Two Coats, Orphan Girl di Gillian Welch e Poison di Bert Jansch. L'attività è proseguita con il tour americano Up the Sharp End, in calendario dal 18 settembre al 15 ottobre. È un percorso che sviluppa l'interesse di Plant per le radici musicali americane, già centrale nei dischi con Alison Krauss, Raising Sand del 2007 e Raise the Roof del 2021. Nonesuch Records
Perché Robert Plant fatica a scrivere nuove canzoni
Il ritorno continuo alle canzoni altrui si accompagna a una difficoltà che Plant affronta apertamente: trovare parole nuove che gli sembrino all'altezza del presente.
Carry Fire, uscito nel 2017, resta il suo ultimo album prevalentemente composto da materiale originale. Il desiderio non è scomparso: "Ho davvero voglia di scrivere", dice. A frenarlo è la sensazione che, davanti alla vastità delle crisi attuali, all'impotenza diffusa e al clima di allarme che avverte negli Stati Uniti, ciò che potrebbe raccontare rischierebbe di risultare banale.
Già nel 2024 aveva descritto esperimenti domestici con un registratore digitale e una voce trattata attraverso un pedale per chitarra: il suono funzionava, mentre le parole continuavano a mancargli. Oggi concentra le energie sul canto e sui concerti, cercando di divertire il pubblico, scherzare e prendersi in giro. È anche un lavoro di adattamento fisico: per affrontare un tour deve dosare la voce diversamente da quando apriva gli spettacoli con Immigrant Song. Plant continua a scegliere la musica in base a ciò che sente di poterle dare adesso.
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