Ritchie Blackmore torna con i Deep Purple: "Smoke On The Water" insieme dopo 33 anni
13 agosto 2026 alle ore 11:24, agg. alle 11:47
A Jones Beach lo storico chitarrista è tornato sul palco con Gillan e soci. Il momento chiude oltre trent'anni di distanza dai Deep Purple.
Alla fine è successo davvero. Ritchie Blackmore è tornato a suonare con i Deep Purple, condividendo nuovamente il palco con la band per la prima volta dal 1993.
Il momento atteso da oltre trent'anni è arrivato mercoledì 12 agosto al Northwell at Jones Beach Theater di Wantagh, nello Stato di New York, quando il chitarrista è entrato in scena per "Smoke On The Water".
Difficile immaginare un brano diverso per chiudere un cerchio rimasto aperto per più di tre decenni: Blackmore ha ripreso in mano uno dei riff più riconoscibili della storia del rock insieme alla formazione attuale dei Deep Purple, compreso l'uomo che oggi occupa stabilmente il suo vecchio posto, Simon McBride.
L'apparizione era stata anticipata appena ventiquattro ore prima dallo stesso Blackmore durante una diretta Instagram insieme alla moglie Candice Night. Non una reunion programmata né l'inizio di un progetto più ampio, ma una proposta partita direttamente dal chitarrista, che aveva contattato Ian Gillan chiedendo la possibilità di salire sul palco per un solo pezzo, "per i vecchi tempi", senza interferire con la formazione attuale. Gillan aveva portato l'idea agli altri Deep Purple e la risposta era stata positiva.
Il risultato ha avuto un peso che è andato molto oltre la durata di una canzone. Subito dopo "Smoke On The Water", Gillan ha voluto sottolinearlo davanti al pubblico presentando Blackmore con tutti gli onori del caso, prima di ringraziarlo e chiudere con un molto più informale invito a vedersi al bar
"Un paio di giorni fa ho ricevuto un messaggio da un ragazzo del posto. Ho ricevuto una lettera da quest'uomo che diceva: 'Abito proprio qui vicino. Ti dispiace se vengo a suonare con te?' E vi dico, è stato un vero piacere riavere sul palco il membro fondatore, la grande leggenda, l'immortale Ritchie Blackmore", ha detto il cantante.
Ritchie Blackmore e i Deep Purple: dalla rottura del 1993 al ritorno con "Smoke On The Water"
L'ultima volta di Blackmore con i Deep Purple era stata nel novembre 1993, durante il tour di "The Battle Rages On...". La seconda vita della Mark II, ricominciata nel 1984 con "Perfect Strangers", aveva restituito alla band parte della formazione più celebrata – Blackmore, Ian Gillan, Roger Glover, Jon Lord e Ian Paice – ma aveva anche riportato in superficie tensioni mai completamente risolte.
Il rapporto tra Blackmore e Gillan era stato uno dei grandi motori creativi dei Deep Purple e, contemporaneamente, una delle principali fonti di instabilità. Dopo album come "Perfect Strangers", "The House Of Blue Light" e "The Battle Rages On...", la situazione diventò definitivamente insostenibile. Blackmore lasciò durante il tour europeo del 1993 e da quel momento le strade si separarono.
Non era neppure la prima uscita del chitarrista. Blackmore aveva già abbandonato i Deep Purple nel 1975, insofferente alla direzione più funk intrapresa dalla formazione con David Coverdale e Glenn Hughes, per dare vita ai Rainbow. A sostituirlo era stato Tommy Bolin, protagonista di "Come Taste The Band" e di una breve Mark IV terminata con lo scioglimento del gruppo nel 1976. I Deep Purple sarebbero rimasti inattivi fino alla reunion del 1984.
Quella del 1993 fu però la separazione definitiva. Dopo l'ultima uscita di Blackmore, i Deep Purple chiamarono Joe Satriani per completare gli impegni dal vivo tra la fine del 1993 e il 1994. Il chitarrista americano si trovò così a ricoprire uno dei ruoli più difficili dell'hard rock, sostituendo direttamente uno dei suoi riferimenti, ma decise di non entrare stabilmente nel gruppo per non rinunciare alla propria carriera solista.
Da Steve Morse a Simon McBride
Nel 1994 arrivò Steve Morse. Non un clone di Blackmore e neppure un chitarrista scelto per ricostruire artificialmente il passato. Il musicista dei Dixie Dregs portò un linguaggio completamente diverso, capace di mescolare hard rock, jazz, fusion, country e tecnica virtuosistica. La scelta si rivelò decisiva: Morse rimase nei Deep Purple per 28 anni, diventando il chitarrista più longevo nella storia della band e partecipando a otto album in studio.
Il primo, "Purpendicular" del 1996, chiarì immediatamente che i Deep Purple avevano scelto di continuare a evolversi invece di cercare un nuovo Blackmore. Quella stabilità accompagnò la band anche attraverso un altro cambiamento fondamentale, l'uscita di Jon Lord nel 2002 e l'ingresso alle tastiere di Don Airey.
Morse lasciò definitivamente nel 2022 per restare accanto alla moglie Janine, gravemente malata. A quel punto i Deep Purple trovarono la soluzione in Simon McBride, chitarrista nordirlandese già inserito nell'universo Purple grazie al lavoro con Don Airey e alle collaborazioni con Ian Gillan.
McBride ha riportato la chitarra verso un approccio più asciutto, diretto e basato sul riff. Gillan ha descritto il suo stile come molto compatibile con quello delle origini dei Deep Purple, proprio per la capacità di andare dritto al punto senza trasformare il ruolo in una semplice gara di tecnica.
Il dettaglio rende ancora più interessante ciò che è avvenuto a Jones Beach. Blackmore non è tornato per sostituire qualcuno, né McBride ha dovuto farsi da parte simbolicamente. Il vecchio e il nuovo chitarrista dei Deep Purple hanno condiviso lo stesso palco, una situazione che Blackmore aveva affrontato con grande rispetto già alla vigilia dell'evento definendo McBride "un ottimo chitarrista" e riservando parole positive anche a Steve Morse.
È forse proprio questo elemento a distinguere l'apparizione del 2026 dalle classiche reunion nostalgiche: i Deep Purple non hanno cancellato trent'anni di storia per ricostruire il passato. Hanno semplicemente fatto entrare Blackmore, per una sera e per una canzone, dentro una band che nel frattempo ha continuato a cambiare.
"SPLAT!", Simon McBride e i Deep Purple di oggi
Il ritorno di Blackmore arriva inoltre in una fase tutt'altro che celebrativa per i Deep Purple. La band ha pubblicato il 3 luglio 2026 "SPLAT!", ventiquattresimo album in studio e secondo lavoro della formazione con Simon McBride dopo "=1" del 2024. Il disco è stato nuovamente prodotto da Bob Ezrin ed è stato costruito con un approccio deliberatamente fisico: i musicisti hanno suonato insieme in studio per recuperare dinamica, interazione e spontaneità.
Ian Gillan ha spiegato che l'attuale incarnazione della band gli ricorda, nello spirito, quella dei Deep Purple degli anni Settanta. Parlando del materiale di "SPLAT!", il cantante ha indicato esplicitamente "Highway Star", "Smoke On The Water" e "Lazy" come riferimento in termini di dinamica, equilibrio e divertimento nel suonare.
Un concetto emerso anche quando Ian Paice e Simon McBride sono stati ospiti di Radiofreccia nel maggio scorso per presentare il disco: "SPLAT!" è stato raccontato come un album diretto, umano e soprattutto nato dal suonare realmente insieme, con la volontà di recuperare il lato più viscerale dei Deep Purple.
Prima dell'uscita erano arrivati "Arrogant Boy", "Diablo" e "Guilt Trippin'", mentre il tour mondiale collegato al disco prevede decine di concerti tra Europa, Nord America e altre aree del mondo. Il gruppo ufficialmente parlava, già alla presentazione dell'album, di 86 spettacoli in 28 Paesi e tre continenti nel corso del 2026.
In questo senso il ritorno di Blackmore è quasi una parentesi dentro una band ancora operativa, non la conclusione della sua storia.
SPLAT! è stato anche raccontato a Radiofreccia dagli stessi Simon McBride e Ian Paice durante un'intervista e un approfondimento per il format On Track.
Deep Purple in Italia: dopo Pisa ed Este il ritorno all'Unipol Forum
Il pubblico italiano ha già potuto vedere i Deep Purple dal vivo questa estate. La band ha suonato il 16 luglio in Piazza dei Cavalieri a Pisa, per Pisa Summer Knights, e il giorno successivo al Castello Carrarese di Este, nell'ambito dell'Este Music Festival.
Ma il tour italiano del 2026 non è ancora finito.
Il prossimo appuntamento è fissato per sabato 17 ottobre all'Unipol Forum di Milano, unica data italiana attualmente presente nella parte autunnale del calendario ufficiale dei Deep Purple. Il concerto arriverà all'interno di un lungo tratto europeo che toccherà, tra le altre, Atene, Zurigo, Barcellona, Madrid, Parigi, Copenaghen, Stoccolma, Berlino e Amsterdam prima delle date britanniche di novembre.
Radiofreccia è la radio ufficiale del concerto.
A Milano arriveranno quindi i Deep Purple di oggi: Ian Gillan, Roger Glover, Ian Paice, Don Airey e Simon McBride, forti di un nuovo album e di una formazione che ha trovato un'identità precisa. Ma dopo quello che è successo a Jones Beach, "Smoke On The Water" avrà inevitabilmente un significato in più.
Perché il 12 agosto 2026 Ritchie Blackmore ha dimostrato che, dopo 33 anni di distanza, una porta poteva ancora riaprirsi. Non per cancellare Satriani, Morse, McBride e tutto ciò che i Deep Purple hanno costruito senza di lui, ma per rimettersi per qualche minuto al centro di un suono che aveva contribuito a inventare.