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Radiohead, Kid A Mnesia diventa esperienza totale: debutto al Coachella e tour immersivo

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Author image Gianluigi Riccardo

09 aprile 2026 alle ore 12:45, agg. alle 13:02

Non un concerto ma un viaggio sensoriale: la band reinventa il proprio mito tra arte, suono e memoria

I Radiohead tornano a sorprendere con "Kid A Mnesia", passando dalla dimensione live riscoperta nel 2025 a qualcosa che sfugge alle categorie tradizionali: un’installazione audiovisiva, un film, un ambiente immersivo che si attraversa più che si guarda.

Il progetto, intitolato “Motion Picture House featuring Kid A Mnesia”, debutta al Coachella 2026 dentro un bunker sotterraneo di oltre 17.000 piedi quadrati, concepito come spazio totale, quasi museale.

L’idea nasce da lontano. Già nel 2021, in piena pandemia, Kid A Mnesia Exhibition aveva preso forma come esperienza digitale: una sorta di videogioco-esplorazione che permetteva ai fan di muoversi dentro un museo astratto fatto di suoni, immagini e frammenti visivi .


L'esperienza immersiva dei Radiohead

Oggi quella visione diventa fisica, concreta, tangibile. Il visitatore entra, cammina, ascolta: non c’è una narrazione lineare, ma un flusso sensoriale in cui le canzoni di Kid A e Amnesiac vengono remixate e diffuse in audio spaziale, accompagnate dalle opere visive di Thom Yorke e Stanley Donwood.

Il risultato è un’esperienza di circa 75 minuti che rompe il confine tra cinema, arte contemporanea e concerto.

Yorke stesso l’ha descritta come un “mostro intrappolato in un museo abbandonato”, un’immagine che restituisce perfettamente il senso di straniamento e memoria deformata che attraversa il progetto.

Dopo il debutto californiano, l’installazione intraprenderà un tour internazionale che toccherà città come Brooklyn, Chicago, Città del Messico e San Francisco fino al 2027.

Non è un semplice evento collaterale, ma una nuova forma di live experience: i Radiohead non salgono sul palco, ma costruiscono uno spazio in cui lo spettatore diventa parte dell’opera.


l cuore del progetto: i dischi, i temi e l’eredità di Kid A

Per capire davvero Kid A Mnesia, bisogna tornare all’origine: Kid A (2000) e Amnesiac (2001), due dischi gemelli nati dalle stesse sessioni e diventati il manifesto della svolta elettronica dei Radiohead. Lontani dal rock chitarristico degli esordi, questi lavori esplorano territori fatti di glitch, ambient, jazz destrutturato e alienazione digitale.

La compilation del 2021 ha riunito quei due album insieme a materiale inedito (Kid Amnesiae), offrendo una nuova chiave di lettura di quel periodo .

Ma è soprattutto nei temi che il progetto continua a risuonare: identità frammentata, disconnessione, ansia tecnologica, perdita di memoria. Non è un caso che il titolo stesso giochi sull’idea di amnesia.

L’esperienza immersiva amplifica tutto questo, decompone le canzoni e le ricompone nello spazio. I brani diventano architettura sonora, mentre le immagini – schizzi, paesaggi distorti, figure inquietanti – costruiscono un immaginario che è insieme intimo e universale. È come entrare nella mente dei Radiohead durante uno dei momenti più radicali della loro carriera.

Eppure, a distanza di oltre vent’anni, quei dischi suonano ancora contemporanei. Forse perché avevano già intuito il mondo che sarebbe arrivato: un mondo frammentato, iperconnesso e allo stesso tempo isolato. 

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