Quando il palco impazzisce: cinque incidenti assurdi nella storia del rock
23 luglio 2026 alle ore 13:20, agg. alle 13:48
Piccioni, api, aerei bloccati e scenografie diventate trappole: cinque volte in cui un grande spettacolo rock è sfuggito al controllo.
Il palco può essere tante cose per un artista: alleato ma anche nemico. Specialmente quando diventa scenario di incidenti più o meno bizzarri che finiscono per compromettere la buona riuscita di un live.
Nelle grandi produzioni tutto deve filare via liscio e funzionare alla perfezione ma non è infrequente che, vuoi per un problema tecnico, vuoi per agenti esterni, non sempre le cose vanno come dovrebbero andare.
Più lo spettacolo diventa grande, però, più aumentano anche le variabili capaci di far saltare il programma.
È qui che il rock rischia di diventare This Is Spinal Tap, il film che nel 1984 aveva anticipato con precisione quasi documentaristica molte delle assurdità dei grandi tour. La realtà, però, è riuscita spesso ad andare oltre la parodia.
Un esempio arriva dai Kings Of Leon che, il 23 luglio del 2010, si trovarono obbligati ad interrompere il loro show a St.Louis dopo essere stati attaccati da uno stormo di piccioni con evidenti problemi di incontinenza.
Ecco una raccolta di alcuni concerti finiti male ma che, in alcuni casi, potevano anche rischiare di finire peggio.
Kings of Leon, il concerto interrotto dopo tre canzoni dai piccioni
Il 23 luglio 2010 i Kings of Leon salirono sul palco del Verizon Wireless Amphitheater di Maryland Heights, nell’area di St. Louis. Il problema era già evidente prima del loro ingresso: numerosi piccioni vivevano nelle strutture sopraelevate dell’anfiteatro e avevano iniziato a colpire con i propri escrementi le band di apertura, The Postelles e The Stills.
Nonostante gli avvertimenti, i Kings of Leon decisero di esibirsi ugualmente. Annullare all’ultimo momento sarebbe sembrato irrispettoso nei confronti delle persone arrivate per assistere al concerto. Il tentativo durò appena tre brani.
Il più colpito fu il bassista Jared Followill. Secondo il comunicato diffuso dal management, venne centrato più volte già durante le prime due canzoni. Alla terza, una nuova scarica lo colpì sulla guancia, arrivando vicino alla bocca. A quel punto la band abbandonò il palco e lo spettacolo fu definitivamente cancellato. Il promoter Live Nation annunciò successivamente il rimborso dei biglietti.
Andy Mendelsohn, della Vector Management, spiegò: "Sono sorpreso che siano rimasti sul palco per così tante canzoni. Jared era già stato colpito diverse volte. Non era soltanto disgustoso, ma rappresentava anche un rischio sanitario".
Nathan Followill affidò invece a Twitter un commento decisamente meno diplomatico: "Ci dispiace, St. Louis. Abbiamo dovuto andarcene, i piccioni stavano defecando nella bocca di Jared. Era troppo poco igienico per continuare". Aggiunse poi: "Magari a voi piace essere ricoperti di merda, a noi no".
Il caso diventò immediatamente una delle cancellazioni più assurde nella storia del rock. Non c’erano problemi vocali, guasti tecnici o dispute interne: per una sera, una delle più grandi rock band americane del periodo fu letteralmente cacciata dal palco dagli animali che abitavano nel tetto del locale.
Matchbox Twenty, migliaia di api tengono il pubblico fuori dall’arena
Un altro imprevisto animale colpì i Matchbox Twenty il 3 agosto 2017, durante una tappa del tour insieme ai Counting Crows all’AVA Amphitheater del Casino Del Sol di Tucson, in Arizona.
Poco prima dell’apertura delle porte, gli organizzatori scoprirono uno sciame composto da alcune migliaia di api raccolto vicino alla zona del palco e all’ingresso dell’anfiteatro. La presenza degli insetti rendeva impossibile far entrare in sicurezza le circa cinquemila persone attese per il concerto. La serata fu quindi sospesa mentre un apicoltore, protetto dall’attrezzatura necessaria, interveniva per rimuovere lo sciame.
Il ritardo superò l’ora e in alcune ricostruzioni venne quantificato in circa 75 minuti. Il pubblico rimase all’esterno fino a quando la zona non fu considerata nuovamente sicura. A differenza dei Kings of Leon, però, i Matchbox Twenty riuscirono infine a esibirsi.
Rob Thomas documentò l’attesa sui social, pubblicando anche l’immagine dell’uomo incaricato di occuparsi degli insetti. Il suo aggiornamento riassumeva perfettamente l’assurdità della situazione: "Stiamo tenendo chiuse le porte a Tucson. Scusate. Api. Davvero. Non sto scherzando".
Il caso è particolarmente curioso perché non furono gli insetti ad arrivare durante lo spettacolo. Lo sciame si sistemò nel punto esatto in cui migliaia di spettatori avrebbero dovuto transitare, trasformando una normale procedura di ingresso in un problema di sicurezza.
La musica live può adattarsi a un temporale, a un cambio di orario e perfino a un guasto parziale dell’impianto. Contro migliaia di api aggressive, invece, anche una grande produzione deve fermarsi e aspettare.
Iron Maiden, lo Spitfire di “Aces High” rimane incastrato
Gli Iron Maiden hanno costruito una parte fondamentale della propria identità dal vivo attraverso scenografie monumentali, mascotte gigantesche e continui riferimenti visivi ai loro album. Nel Legacy of the Beast Tour, uno dei momenti più spettacolari arrivava durante Aces High, quando una replica di uno Spitfire britannico appariva sospesa sopra il palco.
Il 17 ottobre 2022, al DCU Center di Worcester, Massachusetts, il velivolo non seguì però il percorso previsto. Mentre la band eseguiva il brano, lo Spitfire rimase bloccato a un’altezza inferiore rispetto a quella stabilita, visibilmente inclinato e trattenuto dal sistema di movimentazione.
Bruce Dickinson, che durante il pezzo indossava casco e occhiali da aviatore, si voltò verso la scenografia e rimase per un istante sorpreso. Continuò comunque a cantare, mimando poi il movimento di un aereo con le braccia, quasi a integrare il guasto nella performance. Intanto alcuni tecnici cercavano di liberare la struttura e di trascinarla fuori dalla scena senza interrompere il concerto.
La band riuscì a terminare Aces High, che in quella fase del tour chiudeva lo spettacolo. L’incidente produsse una delle immagini più involontariamente comiche della storia recente degli Iron Maiden: un aereo da combattimento costruito per dominare il palco che finisce per essere lentamente recuperato dal personale tecnico.
L’episodio dimostra anche il rischio delle grandi produzioni contemporanee. Più un elemento scenico è spettacolare, più diventa evidente quando qualcosa non funziona. Un microfono può essere sostituito in pochi secondi; uno Spitfire a grandezza naturale, sospeso sopra cinque musicisti, richiede una soluzione molto meno discreta.
U2 intrappolati nel limone gigante del PopMart Tour
Il PopMart Tour degli U2, realizzato tra il 1997 e il 1998, era stato concepito come una gigantesca parodia della cultura dei consumi. Il palco comprendeva uno schermo LED lungo circa 50 metri, un arco dorato e un enorme limone meccanico ricoperto di specchi, utilizzato dalla band per raggiungere la parte centrale della scena prima dell’encore.
L’idea era volutamente eccessiva. Bono, The Edge, Adam Clayton e Larry Mullen Jr. entravano nel limone, la struttura si muoveva e infine si apriva, consentendo ai quattro di emergere davanti al pubblico. Durante il concerto al Valle Hovin Stadium di Oslo, il 5 agosto 1997, il meccanismo smise però di funzionare proprio nel momento decisivo.
Il limone non si aprì e gli U2 rimasero bloccati all’interno. Il gruppo fu costretto a uscire utilizzando un piccolo portello posteriore, mentre l’ingresso trionfale preparato per l’encore si trasformava in una fuga poco spettacolare dal retro della scenografia.
Il malfunzionamento non rimase un episodio isolato. La struttura ebbe nuovi problemi a Sydney e soprattutto a Osaka, dove la band rimase nuovamente intrappolata senza riuscire a utilizzare immediatamente l’uscita posteriore.
Il limone misurava circa 12 metri ed era diventato uno dei simboli della produzione, ma anche il suo elemento più esposto al ridicolo. Nel tentativo di creare uno spettacolo talmente grande da trasformare lo stadio in un supermercato pop, gli U2 finirono dentro una gag che sembrava scritta appositamente per Spinal Tap.
Bono avrebbe comunque difeso in seguito l’idea generale del tour, definendo PopMart «il nostro momento migliore» e sostenendo che fosse più coerente di Zoo TV dal punto di vista estetico e artistico. Il limone bloccato, però, resta la dimostrazione che anche la più ambiziosa delle intuizioni sceniche può diventare una trappola.
Alice Cooper e l'impiccagione quasi reale
Alice Cooper ha trasformato il concerto rock in teatro dell’orrore molto prima che le grandi produzioni diventassero una consuetudine. Ghigliottine, sedie elettriche, serpenti e impiccagioni erano parte di una rappresentazione nella quale il protagonista veniva simbolicamente condannato e ucciso ogni sera.
La finta impiccagione era stata progettata con l’aiuto dell’illusionista James Randi. Cooper indossava un’imbracatura collegata alle strutture superiori attraverso un resistente filo da pianoforte. Il sistema sosteneva il suo peso, mentre il cappio rimaneva apparentemente stretto intorno al collo senza esercitare una pressione pericolosa.
Il 7 aprile 1988, durante una prova generale alla Wembley Arena di Londra per il tour di Raise Your Fist and Yell, il filo di sicurezza si spezzò. Il peso del cantante passò improvvisamente sul cappio vero. Non era presente il pubblico, dunque non si trattò propriamente di un incidente avvenuto durante il concerto, ma la dinamica fu quella di uno show completo e il rischio fu assolutamente reale.
Cooper raccontò di aver sentito la corda colpirgli il mento e di aver reagito immediatamente portando la testa all’indietro. "Sentii il cappio toccarmi il mento e in un istante rovesciai la testa. Fu quello a salvarmi", ricordò descrivendo l’accaduto.
Il problema era nato dall’usura del filo da pianoforte, che non veniva sostituito con sufficiente frequenza. Una componente nascosta, sulla quale poggiava l’intero trucco, aveva ceduto senza preavviso.