Phil Collins aspetta gli Oasis: alla Rock Hall la 'resa dei conti' con Noel Gallagher
15 luglio 2026 alle ore 13:09, agg. alle 13:32
Collins è curioso di incontrare gli Oasis dopo gli attacchi di Noel: la Rock Hall può trasformare una vecchia faida in un confronto diretto.
Phil Collins e gli Oasis nella stessa sala. Non è soltanto una combinazione prestigiosa per la Rock and Roll Hall of Fame, ma l’incrocio tra due idee di pop britannico che negli anni Novanta sembravano inconciliabili. Da una parte un autore, cantante, produttore e batterista capace di attraversare progressive rock, soul e musica da classifica; dall’altra la band che trasformò il Britpop in un fenomeno da stadio, costruendo parte della propria identità anche attraverso dichiarazioni sprezzanti contro la generazione precedente.
Il possibile incontro arriverà in una fase delicata per Collins che ha parlato di essere curioso di scoprire cosa accadrà, considerando che Noel Gallagher lo aveva definito 'l'anticristo'. Negli ultimi anni il musicista ha affrontato gravi problemi fisici, conseguenza di danni alla colonna vertebrale, difficoltà neurologiche, complicazioni alle ginocchia e problemi renali. Durante l’ultimo tour dei Genesis, concluso nel 2022, aveva cantato seduto, lasciando la batteria al figlio Nic. All’inizio del 2026 ha inoltre raccontato di essere assistito giorno e notte da un infermiere convivente, necessario per la gestione delle terapie.
Le dichiarazioni più recenti, però, hanno restituito un quadro meno cupo. Collins ha spiegato di sentirsi "più in salute di quanto non sia stato per parecchio tempo", pur escludendo una partecipazione musicale alla cerimonia. Il ritorno sul palco resta improbabile: servirebbero prove, preparazione fisica e soprattutto la certezza di poter sostenere vocalmente un’esibizione. Non è stata chiusa, invece, la porta alla scrittura e al lavoro in studio. Collins conserva testi, idee e materiale incompleto e ha lasciato intendere che, nelle condizioni giuste, potrebbe valutare un nuovo progetto.
Rock and Roll Hall of Fame 2026: Collins e Oasis nella stessa classe
La cerimonia della Rock and Roll Hall of Fame 2026 è fissata per il 14 novembre al Peacock Theater di Los Angeles.
Phil Collins entrerà come artista solista, sedici anni dopo l’introduzione ottenuta come componente dei Genesis. Gli Oasis saranno premiati nella categoria Performer dopo una reunion che ha riportato Liam e Noel Gallagher sullo stesso palco e ha confermato la dimensione internazionale del loro repertorio.
La classe del 2026 comprende anche Billy Idol, Iron Maiden, Sade, Luther Vandross, Wu-Tang Clan e Joy Division/New Order. Nelle categorie parallele saranno riconosciuti, tra gli altri, Celia Cruz, Fela Kuti, Queen Latifah, MC Lyte, Gram Parsons e il produttore Rick Rubin. È un gruppo volutamente ampio, che tiene insieme heavy metal, hip hop, soul, post-punk, Britpop e pop d’autore.
Il centro mediatico della serata potrebbe però trovarsi fuori dal palco.
Collins ha rivelato che gli artisti introdotti sono stati invitati a un pranzo precedente alla cerimonia: "Sarà interessante, perché sono sicuro che finirò per imbattermi negli Oasis". Non ha presentato l’incontro come una resa dei conti. Il tono è ironico, quasi divertito, ma il riferimento è chiaro: tra lui e Noel Gallagher esiste un conto aperto da circa trent’anni.
Collins ha anche cercato una spiegazione musicale all’ostilità dell’autore di 'Wonderwall'. Noel raccontò infatti di aver assistito negli anni Ottanta a un concerto dei Genesis mentre era completamente alterato, ricavandone un’impressione inquietante.
Secondo Collins, la causa potrebbe essere stata “Mama”, brano del 1983 caratterizzato da un’interpretazione vocale e scenica particolarmente oscura.
"Ci ho pensato. Anche se Noel non ha specificato quale fosse la canzone, credo fosse “Mama”, quando faccio “ha-ha-ha… oww” con la luce sotto il viso", ha spiegato. Da qui la conclusione, volutamente leggera: "Penso che “Mama” sia il motivo per cui Noel mi ha chiamato l’anticristo. Gli concedo il beneficio del dubbio e presumo che non pensi davvero che io sia l’anticristo".
Nella vicenda è entrata anche Lily Collins. L’attrice protagonista della serie 'Emily In Paris' e figlia del musicista, incontrò Liam Gallagher dietro le quinte del Live Earth nel 2007 e gli domandò direttamente: "Perché odi mio padre?". La risposta attribuita al cantante degli Oasis fu molto meno aggressiva dell’immagine pubblica del gruppo: "Io non odio nessuno, tesoro".
Dagli attacchi di Noel Gallagher al nuovo capitolo degli Oasis
L’incontro alla Rock Hall arriva mentre intorno agli Oasis cresce una nuova fase di attesa. Il documentario “Don’t Look Back in Anger”, dedicato al tour della reunion Oasis Live ’25, debutterà nei cinema e in IMAX a settembre, prima dell’arrivo sulle piattaforme Disney. Il film comprenderà prove, retroscena, immagini dal palco e le prime interviste congiunte di Noel e Liam Gallagher da oltre vent’anni.
Parallelamente circolano indiscrezioni su nuove date nel 2027. I progetti riportati dalla stampa britannica comprenderebbero una lunga residenza all’Etihad Stadium di Manchester e un possibile ritorno a Knebworth. Per l'Italia le voci più insistenti portano allo Stadio Olimpico di Roma. Al momento si tratta di informazioni non ancora formalizzate dalla band: l’ipotesi più concreta parla di dodici concerti a Manchester tra maggio e giugno, eventualmente ampliabili.
È in questo clima di rilancio che riemerge l’antica polemica con Collins. Nei primi anni degli Oasis, Noel Gallagher lo definì "l’anticristo della musica" e arrivò a dichiarare di volere "la testa mozzata di Phil Collins nel mio frigorifero entro la fine del decennio".
Nel documentario “Supersonic”, quelle parole compaiono all’interno di un ragionamento nel quale la musica dell’ex Genesis viene liquidata come un prodotto facile, una sorta di “cibo spazzatura” pop.
Noel non ritrattò davvero negli anni successivi. Nel 2006 descrisse l’attacco come "un commento buttato lì sull’anticristo", accusando Collins di essersela presa troppo: "Questi vecchi si offendono per qualsiasi cosa". In un’altra uscita sostenne che la gente avrebbe dovuto detestare Phil Collins. Allo stesso tempo, Gallagher ha più tardi ammesso di apprezzare i Genesis del periodo guidato da Peter Gabriel, tracciando una netta linea di separazione rispetto alla successiva fase commerciale del gruppo.
Collins, da parte sua, non rimase completamente passivo. Descrisse gli Oasis come "maleducati, sgradevoli e meno talentuosi di quanto credano", pur riconoscendo che, una volta superato il loro comportamento, la musica poteva funzionare. Non è dunque una rivalità costruita oggi per promuovere la cerimonia, ma il residuo di uno scontro culturale preciso: il Britpop che cercava un nemico simbolico e Collins che, nel pieno degli anni Novanta, incarnava il successo globale, adulto e radiofonico contro cui Noel voleva definire la propria generazione.