Nirvana, respinta l'accusa per la copertina di Nevermind

Un giudice ha respinto l'accusa di Spencer Elden per la copertina di Nevermind dei Nirvana lasciandogli un'ultima possibilità di riprovarci entro dieci giorni prima di archiviarla definitivamente
La decisione del tribunale su Nevermind

La posizione dei legali di Nirvana
L'accusa di Spencer Elden
L'accusa di Spencer Elden è arrivata circa un mese prima che i Nirvana festeggiassero i 30 anni di "Nevermind", uno dei dischi di maggior impatto culturale nella storia della musica.
La tesi dei legali difensori del ragazzo è che l'aver mostrato le sue parti intime in un'immagine diventata celebre in tutto il mondo, ovviamente senza il suo consenso, avrebbe danneggiato emotivamente per sempre il loro cliente causandogli una lunga serie di disturbi e problematiche. Lo scatto, che mostra Spencer nudo che nuota in una piscina mentre cerca di raggiungere un dollaro utilizzato come esca, è stato inoltre considerato dai legali come rappresentativo di abuso su minori nell'indicare il neonato come un sex worker.
Dopo essersi scagliato contro tutte le persone coinvolte, dai discografici alla band, inclusi membri che nemmeno avevano partecipato alle registrazioni, Elden ha poi preso di mira direttamente Kurt Cobain rivendicando il suo diretto coinvolgimento nella scelta della foto, guidato da una 'visione malata'.
Tra le richieste dei legali c'erano 150.000 dollari per ogni parte coinvolta e la modifica dello scatto in modo da censurare le parti intime nelle successive edizioni di Nevermind.
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