Novità

MTV VMAs 2026, sparisce il rock: per la prima volta dal 2007 non c’è la categoria Best Rock

A placeholder image for the article
Author image Gianluigi Riccardo

19 agosto 2026 alle ore 13:33, agg. alle 15:43

Ai VMAs 2026 sparisce Best Rock: una categoria storica dal 1989. Le nomination raccontano quanto è cambiato il rapporto tra MTV e le chitarre.

Madonna davanti a tutti con undici nomination, Taylor Swift subito dietro con nove, Ariana Grande e Sabrina Carpenter a quota sette. La lista dei candidati agli MTV Video Music Awards 2026 racconta con una certa chiarezza quali siano oggi gli equilibri del pop globale.

Ma, almeno per chi continua a considerare MTV e il rock due pezzi di una storia difficile da separare, la notizia più curiosa è un’altra: tra le categorie annunciate per questa edizione non c’è Best Rock.

È una mancanza che si nota ancora di più pensando a quello che era successo appena un anno fa. Nel 2025 il premio era stato assegnato ai Coldplay per “All My Love”, davanti a Evanescence, Green Day, Lenny Kravitz, Linkin Park e Twenty One Pilots.

Nella stessa serata i VMAs avevano inoltre dedicato uno dei momenti rock più importanti dello show a Ozzy Osbourne, celebrato sul palco da Yungblud, Steven Tyler, Joe Perry, Nuno Bettencourt e Adam Wakeman. Dodici mesi dopo, quella casella semplicemente non compare nell’elenco iniziale delle nomination.

MTV VMAs 2026, che fine ha fatto la categoria Best Rock?

Non è tecnicamente la prima volta in assoluto dal 1989 che il rock rimane fuori dai VMAs. La categoria venne infatti sospesa per un anno nel 2007, quando MTV ridisegnò profondamente la struttura dei premi eliminando diverse sezioni legate ai generi musicali, per poi ripristinarla già nel 2008. Il 2026 rappresenta quindi la prima assenza dal 2007 e interrompe una sequenza di diciotto edizioni consecutive.

La cosa interessante è che, per ora, non esiste una spiegazione ufficiale. Loudwire ha contattato rappresentanti dell’area Paramount chiedendo chiarimenti sull’eliminazione del Best Rock: la richiesta è stata ricevuta, ma non è stata fornita una motivazione.

Anche il Los Angeles Times segnala che dall’annuncio iniziale sono scomparse diverse categorie presenti nel 2025, tra cui Rock e Afrobeats, oltre ad altri premi come Best Album e Video for Good. Le stesse regole ufficiali del voto lasciano inoltre aperta la possibilità che ulteriori categorie vengano aggiunte successivamente. Per questo, almeno allo stato attuale, sarebbe più corretto parlare di assenza dalla lista 2026 che di cancellazione definitiva del premio.

Resta però un segnale piuttosto evidente. Il premio era nato nel 1989 con un nome che oggi sembra appartenere a un’altra MTV: Best Heavy Metal Video. Il primo vincitore fu “Sweet Child O’ Mine” dei Guns N’ Roses.

Dal 1990 al 1995 diventò Best Metal/Hard Rock Video, nel 1996 Best Hard Rock Video e dal 1997 Best Rock Video. Nel 2017, con l’eliminazione della parola “Video” dalle categorie di genere, assunse semplicemente il nome di Best Rock.

Il cambiamento dei nomi dice molto anche dell’evoluzione della musica trasmessa e premiata da MTV. All’inizio dentro quella categoria finivano Aerosmith, Metallica, Guns N’ Roses e altre band che occupavano stabilmente le rotazioni televisive.

Negli anni successivi il campo si è allargato al grunge, all’alternative e poi al nu metal. Più recentemente il Best Rock ha iniziato invece a ospitare con maggiore frequenza nomi provenienti dal pop-rock e dall’alternative mainstream, dai Coldplay agli Imagine Dragons, mentre l’hard rock contemporaneo è diventato progressivamente meno presente. 

Quando il rock era una parte fondamentale dei Video Music Awards

Per capire perché l’assenza faccia rumore bisogna tornare alla funzione originaria degli MTV Video Music Awards. I VMAs nacquero nel 1984 per premiare non semplicemente le canzoni, ma un linguaggio che MTV aveva contribuito a rendere centrale nell’industria musicale: il videoclip. E per almeno due decenni il rock è stato uno dei generi che più ha sfruttato quel linguaggio.

La storia della categoria contiene praticamente una sintesi della trasformazione del rock mainstream americano tra la fine degli anni Ottanta e i primi Duemila. Dopo i Guns N’ Roses arrivarono gli Aerosmith, i Metallica, i Pearl Jam, i Soundgarden, Korn, Limp Bizkit e Linkin Park. Non erano presenze laterali rispetto allo show: in molti casi quelle band erano tra i protagonisti assoluti della cultura di MTV.

Il caso dei Pearl Jam nel 1993 resta uno degli esempi più chiari. “Jeremy” vinse quattro premi, compreso quello più importante dell’intera serata, Video of the Year. Un video grunge poteva quindi battere popstar e grandi produzioni mainstream nella categoria principale, non essere confinato in uno spazio specialistico.

Lo stesso discorso vale per l’alternative. Una categoria dedicata esisteva già alla fine degli anni Ottanta come Best Post-Modern Video, diventando poi Best Alternative Video nel 1991. I Nirvana la vinsero tre volte consecutive tra 1992 e 1994. Dopo il 1998 il premio venne eliminato e molti artisti alternative finirono inevitabilmente nel contenitore rock; MTV lo ha poi riportato in vita soltanto nel 2020.

È anche questo progressivo sovrapporsi delle definizioni a rendere interessante la situazione del 2026. Oggi Best Alternative è l’unica categoria che possa in qualche modo intercettare parte del pubblico rock, ma la sua composizione mostra quanto il significato della parola sia diventato più largo e meno legato necessariamente alle chitarre.

Tra i nominati ci sono i Geese con “Taxes”, mgk insieme a Fred Durst con “FIX UR FACE”, Noah Kahan con “The Great Divide”, Olivia Rodrigo con “the cure”, SOMBR con “Homewrecker”, Tame Impala con “Dracula” e Twenty One Pilots con “Drag Path”. C’è quindi ancora musica che dialoga con il rock, dall’indie dei Geese alla presenza di Fred Durst, ma non esiste più un contenitore specifico per il genere.


MTV VMAs 2026, le nomination principali

La cerimonia dei MTV VMAs 2026 è prevista per il 27 settembre al Peacock Theater di Los Angeles. Madonna guida l’edizione con undici candidature e può avvicinare ulteriormente il record assoluto di premi, mentre Taylor Swift, già a quota 30 vittorie complessive insieme a Beyoncé, diventerebbe la persona più premiata nella storia dei VMAs conquistando anche un solo nuovo Moon Person.

Le principali nomination annunciate sono:

Video of the Year: Ariana Grande – “hate that i made you love me”; Bruno Mars – “I Just Might”; GENER8ION – “STORM starring Yung Lean”; Madonna – “Confessions II - The Film”; Sabrina Carpenter – “Tears”; Taylor Swift – “The Fate of Ophelia”.

Artist of the Year: Ariana Grande; Bruno Mars; Madonna; Morgan Wallen; Sabrina Carpenter; Taylor Swift.

Song of the Year: BTS – “SWIM”; Ella Langley – “Choosin’ Texas”; HUNTR/X: EJAE, Audrey Nuna e REI AMI – “Golden”; Madonna e Sabrina Carpenter – “Bring Your Love”; Olivia Dean – “Man I Need”; PinkPantheress con Zara Larsson – “Stateside”; RAYE – “WHERE IS MY HUSBAND!”.

Best New Artist: Bella Kay; CORTIS; Magnus Ferrell; Malcolm Todd; Myles Smith; Sienna Spiro; Stella Lefty.

Best Alternative: Geese – “Taxes”; mgk & Fred Durst – “FIX UR FACE”; Noah Kahan – “The Great Divide”; Olivia Rodrigo – “the cure”; SOMBR – “Homewrecker”; Tame Impala – “Dracula”; Twenty One Pilots – “Drag Path”.

La fotografia complessiva è abbastanza netta. Il rock non è improvvisamente scomparso dalla musica popolare e nemmeno completamente dai VMAs: alcuni dei suoi linguaggi continuano a comparire nell’alternative e attraverso artisti che lavorano sui confini tra generi. È però scomparso, almeno per questa prima lista del 2026, il suo riconoscimento come categoria autonoma.


Ed è probabilmente questo l’aspetto più significativo. Per una manifestazione nata nell’epoca in cui MTV contribuiva direttamente a trasformare videoclip di Guns N’ Roses, Metallica, Nirvana, Pearl Jam o Aerosmith in fenomeni culturali globali, vedere il Best Rock sparire dalla lista non è soltanto una curiosità regolamentare. È un altro piccolo indicatore di quanto sia cambiato il centro di gravità dell’emittente e, con esso, quello dei Video Music Awards.

Altre storie

Leggi anche