Minutes To Midnight, il punto di svolta dei Linkin Park

Il 14 maggio 2007 i Linkin Park pubblicavano Minutes To Midnight, terzo album e punto di svolta della loro discografia

Il punto di svolta dei Linkin Park
Una band diversa dagli esordi
Il nuovo percorso dei Linkin Park
La risoluzione della querelle nel 2005 portò ad una ripresa dei lavori per una band che era diventata qualcosa di completamente diverso rispetto a soli pochi anni prima, una peculiarità che bisognava mettere in mostra a partire dal titolo.
Minutes To Midnight, un riferimento diretto all'Orologio dell'Apocalisse istituito nel 1947 dagli scienziati del Bulletin Of The Atomic Scientists per indicare l'incombente fine del mondo a cui è sottoposta l'umanità.
"Trovare un titolo è stato difficile ma ho pensato che questo funzionasse", dirà Chester. "Il fatto che l'album sia così diverso dai precedenti e noi più maturi, pronti ad imbarcarci in una nuova era mi sembrava si adattasse bene".
In un primo momento le sessioni dalle quali presero il via le prime canzoni del disco, contenevano molte tracce che ricordavano i vecchi Linkin Park, ne è un esempio QWERTY tra i brani più duri della band, pubblicato ufficialmente solo di recente all'interno della raccolta "Papercuts".
I fan sempre accanto ai Linkin Park
Ma il nuovo percorso prevedeva altro oltre al continuo botta e risposta tra il cantato di Chester e le barre di Shinoda che proprio in questo album prende per la prima volta il ruolo da solista in In Between.
I passaggi hip hop sono messi da parte in favore di un maggiore cantato e, rarità nelle canzoni dei Linkin Park fino a quel momento, compaiono i primi assoli di chitarra. Piccoli dettagli per far capire chiaramente che no, non si trattava della stessa band di Hybrid Theory e Meteora.
Anche l'approccio alle registrazioni si sviluppò in maniera diversa e, invece di lavorare come una band, i Linkin Park cominciarono a buttare singolarmente sul tavolo le proprie idee, centinaia di piccoli tasselli tra i quali scovare gli incastri perfetti per realizzare una figura più grande.
Una metodologia inedita che portò a molte idee lasciate incomplete - circa una sessantina di canzoni presero forma durante le sessioni - ed altrettante sviluppate con una logica quasi da cut and paste che permettesse ad input completamente diversi di amalgamarsi.
Dopo un percorso lungo più di un anno, a chiudere le registrazioni arrivò proprio il singolo che avrebbe presentato al mondo "Minutes To Midnight", quella What I've Done, realizzata a lavoro già finito.
La sterzata dei Linkin Park colpì di sorpresa parte della critica, non ancora pronta ad un cambio di direzione del genere o, al contrario, non soddisfatta dalla quantità di coraggio messo nello sforzo.
Ma nonostante un sound diverso, sebbene sempre unico, i fan decisero di rimanere ancora accanto alla band permettendo a "Minutes To Midnight" di diventare ancora un volta un successo internazionale con circa 3 milioni e mezzo di copie vendute nel giro di un mese dalla release.
Pur non riuscendo a pareggiare i numeri monstre di "Hybrid Theory" e "Meteora", il terzo album dei Linkin Park riuscì anche nell'impresa inedita per la band di piazzare tutti e cinque i singoli estratti all'interno della Billboard Hot 100.
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