Mike Portnoy: tre anime e una sola batteria leggendaria

Virtuoso ma anche improvvisatore e rocker verace: celebriamo Mike Portnoy ripercorrendo tre anime del suo stile con una selezione di brani imperdibili.
In occasione della recente intervista realizzata per Radiofreccia, celebriamo Mike Portnoy con una retrospettiva che ne racconta la straordinaria carriera attraverso le sue tre anime musicali: il virtuoso cerebrale dei Dream Theater, il batterista istintivo e votato all’interplay nei Liquid Tension Experiment, e il rocker verace dei Winery Dogs. Tre approcci diversi, ma tutti firmati dallo stesso stile inconfondibile. Una guida ideale per (ri)scoprire la forza espressiva di uno dei batteristi più influenti degli ultimi decenni, accompagnata da una piccola selezione di brani emblematici.
Quando si parla di batteristi che hanno contribuito a far evolvere suono e linguaggio del progressive metal, citare Mike Portnoy è d’obbligo. La sua avventura con i Dream Theater nasce alla fine degli anni ’80, quando insieme ad alcuni compagni del Berklee College of Music decide di inseguire la passione per la musica senza pensare a contratti, classifiche o successo. «Quando ci siamo ritrovati al Berklee, volevamo solo fare musica per divertirci», ha raccontato in varie interviste. «Eravamo semplicemente ragazzi appassionati di Iron Maiden e Rush, con il sogno di creare musica heavy e progressiva. Ci siamo talmente immersi in quella musica che è diventata il nostro motivo di vita.»
La rivoluzione prog dei Dream Theater
Tre anime
Dream Theater – “The Dance of Eternity” (METROPOLIS PT. 2: SCENES FROM A MEMORY, 1999)
Liquid Tension Experiment – “Paradigm Shift” (LIQUID TENSION EXPERIMENT, 1998)
The Winery Dogs – “Oblivion” (HOT STREAK, 2015)
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