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Lenny Kravitz diventa un Ken: la nuova Barbie rock di Mattel

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Author image Gianluigi Riccardo

18 settembre 2026 alle ore 11:49, agg. alle 12:02

La rockstar entra nella collezione Kenbassadors dopo LeBron James. Il modello riproduce look, tatuaggi e accessori del suo ultimo tour.

Lenny Kravitz è diventato ufficialmente un Ken dall'universo di Barbie.

Mattel ha presentato  una nuova bambola da collezione dedicata al musicista americano, secondo protagonista della linea Barbie Signature Kenbassadors dopo LeBron James. Un ingresso nel mondo di Barbie costruito intorno all’immagine che Kravitz ha portato sul palco durante il Blue Electric Light Tour: maglia in rete color bronzo, jeans scuri a zampa, cintura borchiata, stivali, grandi occhiali da sole e una riproduzione particolarmente accurata dei suoi tatuaggi.

Non si tratta quindi di una generica versione giocattolo della rockstar. Il lavoro di Mattel parte da abiti e accessori realmente utilizzati da Kravitz, compresa una collana appartenuta alla madre Roxie Roker, attrice conosciuta soprattutto per il ruolo di Helen Willis nella serie televisiva I Jefferson. Sul braccio della bambola compare anche il tatuaggio con il ritratto della donna, morta nel 1995.

Il modello costa 70 dollari sul mercato americano ed è distribuito attraverso Mattel Creations e alcuni dei principali rivenditori. È pensato soprattutto per i collezionisti, come dimostrano la cura riservata ai dettagli e il legame diretto con una fase precisa della carriera del musicista.

Lenny Kravitz è il secondo "Kenbassador" dopo LeBron James

"Da bambino crescevo insieme a tutte le mie cuginette e c’erano Barbie ovunque, insieme a G.I. Joe, Ken e tutto il resto", ha raccontato Kravitz a People. "Ti porta a chiederti: quando ero piccolo, avrei mai pensato di avere una figura tutta mia? No".

Il cantante ha partecipato direttamente alla realizzazione della bambola, aiutando Mattel a riprodurre il look utilizzato nel tour legato a Blue Electric Light, l’album pubblicato nel 2024. Gli occhiali derivano da un modello vintage della fine degli anni Sessanta, mentre capelli, piercing al naso, gioielli e tatuaggi trasformano il nuovo Ken in una sintesi immediatamente riconoscibile dell’estetica di Kravitz.

"Abbiamo curato tutti i dettagli, dagli stivali ai jeans, fino alla cintura con i fori e le borchie", ha spiegato. "Sono arrivati persino al tatuaggio di mia madre sull’avambraccio". Una copia finirà anche a Zoë Kravitz: "Gliene manderò una. Sarà divertente per lei vederla, immagino".

Kravitz è il secondo nome della collezione Kenbassadors, creata da Mattel per celebrare uomini considerati influenti non soltanto per il loro lavoro, ma anche per l’impatto prodotto sulla cultura e sulla comunità. Il primo era stato LeBron James nell’aprile 2025. La sua bambola, leggermente più alta rispetto a un Ken tradizionale, evitava la prevedibile divisa da basket per concentrarsi sulla sua immagine fuori dal campo.

LeBron indossava pantaloni a quadri, sneakers Nike, cuffie Beats e un varsity jacket con il numero 23, la scritta "Just a kid from Akron" e riferimenti alla LeBron James Family Foundation. Anche la maglietta con il motto "We Are Family" spostava l’attenzione dall’atleta al suo lavoro nel campo dell’istruzione e del sostegno ai ragazzi della sua città. James era così diventato il primo "Kenbassador" della storia di Barbie, inaugurando una linea che con Kravitz si apre ora alla musica rock.


David Bowie e le altre Barbie arrivate dal rock

Il legame tra Mattel e il rock, però, è molto più antico. Uno dei precedenti più riusciti rimane quello di David Bowie, omaggiato con due differenti Barbie Signature. La prima uscì nel 2019, in occasione dei cinquant’anni di Space Oddity, e trasformava Barbie in una versione di Ziggy Stardust: capelli rossi, trucco glam, stivali con zeppa e tuta metallizzata ispirata ai costumi indossati da Bowie nei primi anni Settanta. 

Nel 2022 arrivò un secondo modello, questa volta basato sull’immagine di Bowie nel video di Life On Mars?: completo azzurro, camicia a righe, cravatta, cappello e il celebre trucco realizzato all’epoca da Pierre La Roche. In entrambi i casi Mattel non cercò semplicemente di riprodurre i lineamenti dell’artista, ma utilizzò Barbie come interprete dei suoi personaggi. Una scelta particolarmente adatta a Bowie, che aveva costruito la propria carriera sull’identità, la trasformazione e il superamento dei ruoli tradizionali.

Nel 2009 la serie Ladies of the ’80s aveva già riunito tre protagoniste molto diverse: Joan Jett, Debbie Harry e Cyndi Lauper. La Barbie di Joan Jett riprendeva il look essenziale della leader dei Blackhearts, con chiodo, pantaloni neri e chitarra; quella dedicata a Debbie Harry recuperava invece il completo rosa asimmetrico indossato dalla cantante dei Blondie nel video di Rapture.

A queste si sono aggiunte nel tempo Cher, Elvis Presley ed Elton John. Nel caso di Elton, la bambola pubblicata nel 2020 non rappresentava direttamente il musicista, ma indossava un costume ispirato al suo universo: bomber arcobaleno, pantaloni svasati, stivali e occhiali rosa, in equilibrio tra glam rock e cultura pop.

Tina Turner è entrata nella Barbie Music Series nel 2022 con il look del video di What’s Love Got To Do With It: minigonna nera, giacca di jeans, tacchi e la caratteristica pettinatura degli anni Ottanta. Nel 2023 è stata invece la volta di Stevie Nicks, riprodotta nell’abito nero della copertina di Rumours, con stivali, collana con la luna e tamburello decorato con nastri. Una bambola che la cantante definì quasi una fusione tra la ragazza dei Fleetwood Mac e la donna che era diventata. Nel 2025 Mattel le ha dedicato un secondo modello, vestito di bianco e ispirato alla fase di Bella Donna

La nuova bambola di Lenny Kravitz prosegue quindi una tradizione ormai consolidata. Ma l’ingresso nella serie Kenbassadors aggiunge qualcosa di diverso: non celebra soltanto un musicista, ma porta dentro l’universo di Barbie un’idea di mascolinità fatta di libertà estetica, contaminazione e assenza di confini rigidi. Esattamente il territorio nel quale Kravitz si muove da quasi quarant’anni.

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