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Led Zeppelin contro Spirit, la lunga battaglia legale su “Stairway To Heaven”

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Author image Gianluigi Riccardo

23 giugno 2026 alle ore 16:15, agg. alle 16:25

Dalle accuse di plagio legate a “Taurus” fino al verdetto del 23 giugno 2016: tutti i passaggi della causa che ha messo sotto esame Jimmy Page e Robert Plant.

Quando si parla di controversie sul copyright nella storia del rock, poche vicende hanno avuto un impatto mediatico e culturale paragonabile a quella che ha coinvolto i Led Zeppelin e gli Spirit. Al centro della disputa c'era “Stairway To Heaven”, uno dei brani più celebri e influenti di sempre, accusato di aver utilizzato elementi appartenenti a “Taurus”, composizione strumentale scritta nel 1967 da Randy California, chitarrista degli Spirit.

Il 23 giugno 2016, dopo anni di discussioni, speculazioni e confronti tra esperti musicali, una giuria federale di Los Angeles stabilì che Jimmy Page e Robert Plant non avevano violato il copyright di “Taurus”. Una sentenza destinata a diventare un precedente importante nella giurisprudenza musicale statunitense.

Dall'amicizia tra le band alle accuse di plagio

La base dell'accusa era rappresentata da un fatto storicamente documentato: alla fine degli anni Sessanta gli Spirit e i Led Zeppelin avevano condiviso alcuni concerti negli Stati Uniti.

I legali della parte attrice sostennero quindi che Page e gli altri membri del gruppo britannico avessero avuto l'opportunità concreta di ascoltare “Taurus” prima della composizione di “Stairway To Heaven”, pubblicata nel 1971.

La causa venne formalmente avviata nel 2014 da Michael Skidmore, amministratore del Randy Craig Wolfe Trust, che rappresentava gli interessi dell'eredità di Randy California, scomparso nel 1997. L'obiettivo non era soltanto ottenere un risarcimento economico, ma anche vedere riconosciuto il nome del musicista tra gli autori del brano dei Led Zeppelin.

Durante il processo, l'avvocato della parte attrice Francis Malofiy sintetizzò la questione con una frase diventata simbolica del dibattimento: "Questo caso riguarda una sola parola di sei lettere: credito". Una dichiarazione che evidenziava come il tema centrale fosse il riconoscimento artistico prima ancora dell'aspetto economico.

L'accusa sosteneva che l'introduzione arpeggiata di “Stairway To Heaven” presentasse somiglianze sostanziali con quella di “Taurus”. Secondo i querelanti, non si trattava di una semplice coincidenza armonica, ma di un utilizzo diretto di un'idea musicale preesistente.


La strategia difensiva dei Led Zeppelin

La difesa costruì invece la propria argomentazione su due punti fondamentali.

Il primo riguardava la natura stessa della sequenza musicale contestata. Jimmy Page sostenne infatti che quella progressione armonica fosse una struttura estremamente comune nella musica occidentale. In tribunale dichiarò che la sequenza di accordi contestata "esiste da sempre", sottolineando come non potesse essere considerata una creazione esclusiva degli Spirit.

Il secondo elemento riguardava l'originalità complessiva di “Stairway To Heaven”. Robert Plant e Jimmy Page descrissero nel dettaglio il processo creativo che portò alla nascita del brano, respingendo qualsiasi accusa di copiatura deliberata. Entrambi negarono di aver utilizzato “Taurus” come fonte di ispirazione diretta.

L'avvocato dei Led Zeppelin, Peter Anderson, definì la causa come un tentativo di "riscrivere la storia", sostenendo che l'obiettivo dei querelanti fosse attribuire una nuova paternità a un'opera ormai entrata nella storia della musica rock.

Un aspetto particolarmente rilevante del processo riguardò la prova musicale stessa. La corte limitò infatti l'analisi alla partitura depositata per il copyright di “Taurus” nel 1967, senza consentire che la registrazione sonora originale diventasse il riferimento principale per il confronto. Una scelta che avrebbe avuto conseguenze importanti anche negli sviluppi successivi della vicenda.

Il verdetto e la vittoria dei Led Zeppelin

Dopo un processo durato sei giorni e caratterizzato da testimonianze tecniche, analisi musicologiche e interrogatori dei protagonisti, il 23 giugno 2016 arrivò il verdetto.

La giuria federale di Los Angeles riconobbe che i membri dei Led Zeppelin avrebbero potuto avere accesso a “Taurus”, ma concluse che le somiglianze riscontrabili tra le due opere non fossero sufficienti per configurare una violazione del copyright. In altre parole, non venne dimostrata una “somiglianza sostanziale” tale da giustificare l'accusa di plagio.

Al termine del processo, Page e Plant diffusero una breve dichiarazione: "Siamo grati per il coscienzioso servizio della giuria e siamo lieti che abbia deciso a nostro favore".

Dal canto suo, Malofiy espresse delusione per l'esito della causa, affermando: "Abbiamo dato l'accesso, ma non hanno mai potuto ascoltare ciò a cui avevano avuto accesso". Una critica diretta alle modalità con cui era stata gestita la prova musicale durante il dibattimento.

La decisione della giuria si basò soprattutto su un principio fondamentale del diritto d'autore statunitense: le idee musicali generiche, le progressioni armoniche comuni e gli elementi tradizionali non possono essere monopolizzati da un singolo autore.

Pur riconoscendo alcune analogie tra i due brani, il tribunale ritenne che tali elementi appartenessero a un linguaggio musicale ampiamente diffuso e non rappresentassero una creazione sufficientemente originale da meritare una tutela esclusiva.

La vicenda non si concluse completamente nel 2016. Seguirono infatti appelli e nuovi passaggi giudiziari. Nel 2018 una corte d'appello annullò temporaneamente il verdetto sostenendo che le istruzioni fornite alla giuria fossero state incomplete.

Successivamente, però, nel marzo 2020 la Corte d'Appello del Nono Circuito, riunita in seduta plenaria, ristabilì integralmente il verdetto favorevole ai Led Zeppelin. Nell'ottobre dello stesso anno la Corte Suprema degli Stati Uniti rifiutò di esaminare ulteriormente il caso, chiudendo definitivamente la controversia.

A dieci anni dall'inizio della battaglia giudiziaria, il risultato resta immutato: per la giustizia americana “Stairway To Heaven” non è un plagio di “Taurus”. Una decisione che ha rafforzato la distinzione tra influenza artistica e violazione del copyright, in un settore dove il confine tra le due cose continua a essere oggetto di dibattito.

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