Il primo libro ufficiale dei Black Sabbath racconta la loro storia
08 luglio 2026 alle ore 17:05, agg. alle 17:13
Annunciato The Masters Of Reality – Why Black Sabbath Matter, il primo volume ufficiale dedicato alla band con gli scatti di Ross Halfin
A un anno dallo storico concerto d'addio Back To The Beginning, i Black Sabbath aggiungono un nuovo capitolo alla propria storia. È stato infatti annunciato The Masters Of Reality – Why Black Sabbath Matter, il primo libro ufficiale mai realizzato con il coinvolgimento diretto della band, un'opera che ripercorre l'intero percorso del gruppo, dalla nascita nella Birmingham industriale degli anni Sessanta fino all'ultimo concerto del 5 luglio 2025, diventato il commiato definitivo di Ozzy Osbourne e della formazione originale.
Curato dal fotografo Ross Halfin, collaboratore storico del gruppo, il volume supera le 500 pagine e raccoglie fotografie in gran parte inedite, memorabilia provenienti dagli archivi della band e nuove interviste realizzate con tutti e quattro i membri della formazione classica: Ozzy Osbourne, Tony Iommi, Geezer Butler e Bill Ward. L'uscita è prevista per ottobre 2026 attraverso Rufus Publications e sarà disponibile in tre edizioni, due delle quali limitate e autografate dall'intera line-up originale.
La pubblicazione avrebbe dovuto essere annunciata subito dopo il concerto di Birmingham, ma i piani sono cambiati dopo la morte di Ozzy. Come ha spiegato Ross Halfin: «Ozzy e Sharon volevano che il libro uscisse poco dopo il concerto finale di Birmingham, ma la sua improvvisa scomparsa ha fermato tutto il mondo della musica. Ozzy era pienamente coinvolto nel progetto e firmò le tavole autografe mesi prima dell'ultimo concerto, così come tutti gli altri membri della band. Un anno dopo Back To The Beginning ci è sembrato il momento giusto per annunciare un libro che celebra sia i Black Sabbath sia Ozzy e racconta quanto siano stati importanti».
Birmingham continua a custodire la storia di Ozzy
Il libro rappresenta anche un viaggio attraverso Birmingham, città che resta il centro simbolico dell'universo Black Sabbath. Proprio qui continua infatti la mostra "Ozzy Osbourne: Working Class Hero" al Birmingham Museum & Art Gallery, prorogata fino al 27 settembre 2026 dopo aver superato i 640.000 visitatori. L'esposizione raccoglie premi, strumenti, fotografie, cimeli e documenti che raccontano l'intera carriera del cantante, dal quartiere operaio di Aston alla consacrazione mondiale.
Da poche settimane la mostra si è arricchita di uno degli oggetti più iconici della fase finale della sua carriera: il trono utilizzato durante Back To The Beginning, progettato appositamente per consentire a Ozzy di esibirsi nonostante i problemi di salute. È stato donato da Sharon Osbourne e oggi è esposto gratuitamente all'interno del museo.
"Mentre ci avviciniamo al primo anniversario di Back To The Beginning, ci è sembrato giusto che il trono di Ozzy, ormai diventato il simbolo della sua ultima esibizione, trovasse posto nel museo, dove potrà essere visto dai fan che lo hanno amato", ha dichiarato Sharon Osbourne.
Secondo i co-direttori del Birmingham Museums Trust, Sara Wajid e Zak Mensah, "questo straordinario oggetto è immediatamente riconoscibile dai fan di tutto il mondo e rappresenta un potente capitolo finale della straordinaria carriera di Ozzy".
Il museo è soltanto una delle tappe del percorso che Birmingham dedica ai suoi figli più celebri. Restano infatti punti di riferimento per gli appassionati il Black Sabbath Bridge, con la celebre panchina in acciaio dedicata alla band, il grande murale di Navigation Street, il Crown Pub considerato il luogo di nascita dei Black Sabbath e il gigantesco toro meccanico Ozzy, collocato davanti alla stazione di New Street e ribattezzato così proprio in onore del cantante. Tutti luoghi che raccontano il legame indissolubile tra la città e il gruppo che ha cambiato per sempre la storia dell'heavy metal.
Dall'Hellfest un monumento al Principe delle Tenebre
L'eredità di Ozzy continua a essere celebrata anche fuori dal Regno Unito. L'Hellfest 2026, conclusosi pochi giorni fa a Clisson, in Francia, ha inaugurato una gigantesca statua alta circa sette metri dedicata al cantante, realizzata dall'artista francese Philippe Pasqua e collocata all'ingresso del festival. Si tratta di uno dei tributi permanenti più importanti mai dedicati al frontman dei Black Sabbath.
La famiglia Osbourne ha partecipato all'inaugurazione del monumento, fortemente voluto dagli organizzatori come omaggio a uno dei musicisti che più hanno contribuito alla nascita e alla diffusione della cultura metal. Sharon Osbourne, impossibilitata a presenziare per motivi di salute, ha comunque definito la scultura «assolutamente splendida», ringraziando il festival per il riconoscimento.
L'iniziativa assume un significato particolare perché Ozzy entra così nella ristretta cerchia di artisti celebrati in modo permanente dall'Hellfest. Prima di lui il festival aveva dedicato un monumento soltanto a Lemmy Kilmister dei Motörhead, la cui statua è diventata negli anni uno dei simboli della manifestazione.
Tra il primo libro ufficiale dei Black Sabbath, la mostra di Birmingham che continua ad arricchirsi di nuovi cimeli e il monumento inaugurato all'Hellfest, il 2026 sta diventando l'anno in cui l'eredità di Ozzy Osbourne viene definitivamente consegnata alla storia. Non più soltanto quella di un cantante o di una band, ma quella di un patrimonio culturale che continua a essere celebrato nei luoghi dove tutto è cominciato e nei festival che, ancora oggi, ne raccolgono l'eredità.