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Florence Road ad Amsterdam: gioia ad alto contatto

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Author image Gianluigi Riccardo

14 luglio 2026 alle ore 12:46, agg. alle 13:33

Un piccolo locale, pochi fortunati e una band destinata ai grandi palchi: il nostro viaggio ad Amsterdam per vivere da vicino il pop up show delle Florence Road.

Il quartiere De Pijp ad Amsterdam è uno di quei posti che ti consegna la dimensione di una città vibrante ma ‘real’, lontana - sebbene non molto in linea d'aria - dalle strade del turismo che raccontano una proverbiale ‘sin city’. 

Proprio in quelle strade ha preso vita una trasferta quasi improvvisa per assistere dal vivo ad uno dei nomi che ha contribuito a trasformare l'Irlanda nell'epicentro della scena alternative mondiale come mai prima d'ora in epoca recente.

Ci arriviamo insieme ad AmbraMarie e Gigi Riccardo in una di quelle giornate che fanno venir voglia di stare fuori fino a tardi. Sole pieno, cielo pulito, una temperatura che ricorda subito quanto Milano sia rimasta indietro insieme alla sua afa.  

L'estate qui ha un altro ritmo: le bici continuano a essere le vere padrone della città, i tavolini sono pieni già dal primo pomeriggio e i canali sembrano rallentare tutto senza fermare niente. Amsterdam riesce in un equilibrio difficile: è rilassata, ma non è mai immobile. 

La destinazione è De Pijp, probabilmente uno dei quartieri che meglio rappresentano questo spirito. Meno cartolina del centro storico, più vissuto, creativo, pieno di locali, piccoli spazi culturali e persone che sembrano avere sempre un motivo per fermarsi a bere qualcosa. 

Tra questi c'è l'Huis Van Iemand Anders, un locale raccolto e carico di personalità che per una sera diventa il punto d'incontro di chi ha deciso di attraversare mezza Europa per vedere da vicino una delle band più interessanti emerse negli ultimi mesi. 

Florence Road, la corsa è appena iniziata

Le Florence Road arrivano da Bray, sulla costa irlandese, e hanno ancora quell'aria di chi non ha perso l'entusiasmo delle prime volte. Eppure basta guardare cosa è successo negli ultimi mesi per capire che il loro nome ha ormai smesso di essere un segreto. 

Il singolo ‘Hanging Out To Dry’, entrato anche nella Top 20 di Radiofreccia accompagnato dall'ormai celebre video con protagonista un coniglio, ha rappresentato uno dei passaggi decisivi nella loro crescita: un pezzo che riesce a tenere insieme immediatezza pop, chitarre alternative e una scrittura capace di restare addosso senza cercare scorciatoie. 

In primavera è arrivato il loro secondo EP "Spring Forward", un lavoro breve ma sufficiente per mettere nero su bianco tutto quello che le quattro ragazze avevano lasciato intuire: personalità, una direzione artistica già riconoscibile e la sensazione di essere davanti a una band che sa perfettamente dove vuole andare 

Nel frattempo i palchi sono diventati sempre più grandi. 

Dal circuito dei club si è passati ai festival europei, con apparizioni recenti in posti come il Rock Werchter, uno degli appuntamenti più importanti dell'estate, fino allo slot da supporter dei Wolf Alice nel loro enorme home show di Finsbury Park, davanti a decine di migliaia di persone.  

Wolf Alice che, per altro, le avevano volute con loro anche nel tour di "The Clearing" che li ha visti esibirsi meno di un anno fa all'Alcatraz di Milano, con Radiofreccia come radio partner. 

Una crescita rapidissima, ma costruita passo dopo passo, concerto dopo concerto. 


Florence Road ad Amsterdam: uno show a contatto con chi c'era

L'appuntamento è fissato per le 19:00, ma è chiaro fin dal nostro arrivo che non sarà una serata qualunque. Il pop up show di Amsterdam è uno dei tre eventi organizzati in Europa dalle Florence Road per incontrare i fan e presentarsi in una dimensione diversa da quella dei grandi festival.  

Davanti all'Huis Van Iemand Anders la fila occupa già buona parte della strada: ragazzi arrivati da tutta Europa, chi con una tote bag della band, chi con un vinile sottobraccio, chi semplicemente con la curiosità di vedere da vicino un gruppo che sta vivendo un momento di crescita evidente. 

Dentro, il locale sorprende. Si sviluppa in profondità, attraversando ambienti che cambiano carattere man mano che ci si addentra. All'ingresso l'atmosfera ricorda quasi un salotto di casa, con arredi che trasmettono calore e intimità. Poi, passo dopo passo, il design lascia spazio a un'estetica più industriale, con insegne al neon e il bancone del bar fanno da cornice all'ultima sala, quella scelta per il concerto. 

È uno spazio minuscolo. Soffitto basso, pochi metri quadrati e pubblico praticamente addosso alla band. Eppure funziona tutto. Anzi, proprio quelle caratteristiche rendono l'esperienza ancora più intensa. Il suono rimbalza sulle pareti senza mai impastarsi e, sorprendentemente, ogni strumento trova il proprio spazio.  

È uno di quei concerti in cui non esiste davvero un palco e non esiste una distanza tra chi suona e chi ascolta. 

Le Florence Road salgono sul palco con l'energia di chi è perfettamente a proprio agio in questo tipo di contesto, pur ricordando a più riprese che la situazione è particolare e divertente anche per loro.

In poco più di mezz'ora mettono insieme otto brani che raccontano bene la loro identità: chitarre che spingono, ritornelli che restano in testa, momenti in cui la tensione si abbassa per lasciare spazio a passaggi più intimi e acustici. È uno showcase breve, ma sufficiente per capire perché il loro nome stia circolando sempre più spesso quando si parla della nuova scena irlandese


Dentro la loro musica convivono alternative rock, e melodie pop che conservano sempre qualcosa della loro Irlanda, nel modo di costruire, nelle armonie vocali e in quell'equilibrio tra energia e malinconia che molte delle migliori band uscite dall'isola negli ultimi anni hanno saputo trasformare in un marchio di fabbrica.

La sala, intanto, sembra muoversi all'unisono. Fa caldo, si suda, si canta spalla contro spalla, ma mai con quel fastidio pseudo claustrofobico che forse il contesto potrebbe telefonare. Al contrario, il pubblico sembra respirare insieme alla band, seguendone ogni cambio di dinamica quasi fosse un unico organismo. 

L'esplosione definitiva arriva verso il finale con Hanging Out To Dry, già nota agli ascoltatori di Radiofreccia. È il momento che tutti aspettavano e le Florence Road lo trasformano in qualcosa di ancora più speciale. Lily Aron scende dal palco, attraversa la sala e raggiunge chi è rimasto nelle ultime file, continuando a cantare e ballare in mezzo alle persone. Per qualche minuto esiste soltanto una stanza piena di gente che condivide la stessa canzone

Finito il concerto, la serata non si chiude. Le quattro musiciste si fermano per un lungo meet & greet con tutti i presenti. Si parla, si raccontano storie di viaggi fatti per arrivare fin lì, si firmano dischi, poster, la bandiera dell'Irlanda che di questo passo sostituirà i quattro mori, si scattano fotografie e si ride. È il momento in cui un pop up show torna ad essere quello che dovrebbe essere: un incontro. 

Anche noi riusciamo a scambiare qualche parola con loro e arriva anche una promessa, pronunciata con il sorriso: quella di passare presto dall'Italia.

Dopo una serata così, viene quasi naturale sperare che la mantengano. 


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