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Falling In Reverse, il nuovo singolo “Joseph” con Corey Taylor e Serj Tankian

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Author image Gianluigi Riccardo

15 settembre 2026 alle ore 11:27, agg. alle 12:21

Ronnie Radke riunisce le voci di Slipknot e System Of A Down in un brano su guerra, morte e fanatismo. È la prima collaborazione tra Taylor e Tankian.

I Falling In Reverse sono tornati con “Joseph”, nuovo singolo pubblicato a sorpresa con due ospiti di primo piano: Corey Taylor degli Slipknot e Serj Tankian dei System Of A Down. Una collaborazione particolarmente significativa perché, nonostante le carriere parallele e l’appartenenza alla stessa grande area del metal contemporaneo, i due cantanti non avevano mai partecipato insieme allo stesso brano.

Il titolo riprende il secondo nome di Ronnie Radke, all’anagrafe Ronald Joseph Radke. Il riferimento personale, tuttavia, non introduce un pezzo autobiografico in senso stretto. “Joseph” affronta temi molto più ampi: la guerra, la paura della morte, le promesse religiose sull’aldilà, il fanatismo e la capacità dell’uomo di ripetere continuamente gli stessi cicli di violenza.

Il brano è stato prodotto da Radke insieme a Tyler Smyth, che si è occupato anche del missaggio e del mastering. Nei crediti di scrittura compaiono inoltre Jason Richardson, Daniel Laskiewicz e Luke Holland, musicisti già coinvolti nella costruzione del suono più recente della band. La produzione vocale è stata affidata a Charles Massabo.


“Joseph”, tre voci e una struttura in continua trasformazione

“Joseph” segue la formula ormai riconoscibile dei Falling In Reverse: non una struttura lineare, ma una successione molto rapida di registri differenti. L’apertura affidata a pianoforte e cori ha il tono di un inno funebre. Radke passa quindi dal canto melodico al recitato, inserendo elementi rap ed elettronici prima dell’esplosione delle chitarre e dei breakdown metalcore.

Il testo contrappone le promesse di salvezza religiosa alla realtà delle guerre contemporanee. “Dicono che andremo tutti all’inferno per l’eternità, mentre sganciano bombe su di noi dalle loro macchine da guerra”, canta Radke nell’introduzione. Più avanti il brano si concentra sulle vittime civili, sulla propaganda e su un sistema che continua a produrre martiri, idoli e nemici.

Corey Taylor entra nella sezione più aggressiva, con una prova che richiama immediatamente il linguaggio degli Slipknot: ritmo serrato, urla e un’interpretazione quasi percussiva. Uno dei passaggi più diretti recita: “Sono stanco del modo in cui viviamo: bombardiamo le scuole soltanto per costruire una prigione”.

Tankian arriva invece durante una momentanea apertura melodica. La sua voce introduce le inflessioni teatrali e gli improvvisi cambi di tono tipici dei System Of A Down, prima che il pezzo torni a crescere. Nel finale le parole “guerra”, “orgoglio”, “sangue” e “genocidio” anticipano una sequenza costruita intorno alla ripetizione della violenza: “Benedici il martire, ama il tuo vicino, uccidi tuo padre, ripeti il ciclo”. 


Il precedente con Corey Taylor e l’interesse di Serj Tankian

Per Ronnie Radke la collaborazione con Corey Taylor non rappresenta una novità assoluta. Il cantante degli Slipknot era già apparso nel 2019 in “Drugs”, ultimo capitolo della trilogia iniziata con “Losing My Mind” e proseguita con “Losing My Life”. Quella serie segnò un passaggio decisivo nella strategia dei Falling In Reverse, sempre più orientata verso singoli autonomi accompagnati da video ad alto budget.

Parlando di quella prima collaborazione, Radke aveva definito Taylor “la persona più gentile in assoluto”, ricordando il suo ingresso nel progetto come uno dei segnali che la nuova formula stava funzionando. “Poi è arrivata ‘Popular Monster’ ed è esploso tutto. Ho capito che dovevo continuare in questa direzione”, aveva spiegato nel 2023. 

Il rapporto con Tankian è più recente e, fino a “Joseph”, non aveva prodotto collaborazioni ufficiali. Esisteva però un interesse dichiarato da parte del frontman dei System Of A Down. Nel 2024, durante un’intervista, Tankian aveva raccontato di avere ascoltato anche Falling In Reverse e Polyphia, definendoli “davvero interessanti”. Aveva aggiunto: “Un mio amico mi sta facendo conoscere molti gruppi particolari e gliene sono molto grato”

“Joseph” trasforma quindi quella curiosità in una collaborazione reale. È anche il primo incontro discografico tra Tankian e Taylor, due cantanti che hanno contribuito a ridefinire il metal tra la fine degli anni Novanta e l’inizio dei Duemila. Gli Slipknot lo hanno fatto puntando su violenza sonora, immaginario horror e una forte identità collettiva; i System Of A Down attraverso cambi di tempo, melodie armene, satira e testi politici. Radke utilizza entrambi come parti funzionali alla canzone, senza limitarsi a inserire due semplici cameo.

Anche il video, diretto da Jensen Noen, segue questa logica. Taylor appare con la maschera degli Slipknot in una sequenza di combattimento, mentre Tankian entra nella parte più sospesa. Intorno a loro si sviluppa il consueto universo cinematografico dei Falling In Reverse, tra incidenti aerei, motociclette, demoni, scheletri e montagne di ossa. 


Da “Popular Monster” ai prossimi progetti dei Falling In Reverse

“Joseph” è il terzo brano pubblicato dopo “Popular Monster”, il quinto album dei Falling In Reverse, uscito nell’agosto 2024 a sette anni di distanza da “Coming Home”. Quel disco aveva raccolto singoli distribuiti nell’arco di diversi anni, confermando l’abbandono del tradizionale ciclo album-tour a favore di uscite trattate come eventi autonomi.

Le collaborazioni hanno avuto un ruolo centrale. In “Ronald” erano presenti Tech N9ne e Alex Terrible degli Slaughter To Prevail, mentre “All My Life” aveva portato la band verso il country rock attraverso l’incontro con Jelly Roll

Dopo l’album sono arrivati “God Is A Weapon” con Marilyn Manson e “All My Women” con HARDY, nuovo esperimento tra hard rock, country e provocazione. “Joseph” riporta invece il progetto su coordinate più pesanti e politiche, ma conserva la stessa impostazione: generi mescolati, ospiti riconoscibili e una componente visiva pensata per amplificare la portata del singolo.

Al momento i Falling In Reverse non hanno annunciato un nuovo album, né chiarito se “Joseph”, “God Is A Weapon” e “All My Women” confluiranno in un progetto più ampio. Il futuro immediato resta quindi aperto, ma la strategia appare consolidata: pubblicare meno musica, concentrare idee e risorse su ogni singolo e trasformare ciascuna uscita in un appuntamento. Con Corey Taylor e Serj Tankian riuniti per la prima volta, “Joseph” rappresenta finora il risultato più ambizioso di questo metodo.

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