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Dave Mustaine sceglie i nuovi Big 4 del thrash: Testament, Overkill, Exodus e il dubbio Trivium

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Author image Gianluigi Riccardo

15 settembre 2026 alle ore 17:31, agg. alle 17:42

Il leader dei Megadeth indica una nuova formazione simbolica del thrash, racconta la sua vita nel nuovo libro e prepara il ritorno in Italia

Dave Mustaine ha provato a immaginare una nuova versione dei Big 4 del thrash metal. Non una generazione di eredi in senso stretto, perché i nomi scelti dal leader dei Megadeth hanno alle spalle carriere lunghe e un ruolo già riconosciuto nella storia del genere. La sua formazione comprenderebbe Testament, Overkill, Exodus e, con qualche dubbio legato alla definizione musicale, Trivium.

Intervistato dal programma Moshpit dell’emittente ceca Ocko TV, Mustaine ha risposto a una domanda sulla possibilità di individuare i Big 4 di una generazione più giovane. Il musicista ha subito corretto l’impostazione: “Non sarebbe una generazione giovane, ma credo che ci siano diversi modi per creare dei nuovi Big 4”.

La scelta è caduta inizialmente su tre gruppi strettamente legati alla scuola thrash americana: “Penso ai Testament, agli Overkill e agli Exodus. Forse anche ai Trivium, non lo so. I Trivium non sono propriamente una band thrash, quindi dovrei pensarci”. Un’esitazione che non riguarda il valore del gruppo guidato da Matt Heafy, ma la sua appartenenza a una scena che nel corso degli anni ha mescolato thrash, metalcore, heavy metal classico e strutture progressive.


Dave Mustaine e i nuovi Big 4 del thrash metal

I Big 4 originali – Metallica, Slayer, Megadeth e Anthrax – non furono scelti attraverso una votazione o in base a criteri puramente artistici. L’espressione servì soprattutto a riunire le quattro band statunitensi che, durante gli anni Ottanta, avevano portato il thrash metal a una dimensione internazionale. Il tour congiunto del 2010 e del 2011, culminato nello show allo Yankee Stadium di New York, trasformò definitivamente quella definizione in un marchio storico.

Mustaine non ha quindi cercato quattro sostituti giovani, ma alcuni gruppi che avrebbero potuto condividere quella posizione già nella fase originaria del movimento. Gli Exodus, nati nella Bay Area prima dei Metallica, sono da sempre considerati i principali esclusi. Già nel 2013 il leader dei Megadeth li aveva indicati come la band più qualificata per un eventuale allargamento dei Big 4.

“Adoro gli Exodus”, ha spiegato Mustaine. “Gary Holt è la persona che conosco da più tempo tra tutte quelle con cui sono rimasto amico nell’industria musicale”. Il rapporto tra i due risale agli anni formativi del thrash californiano e si è mantenuto anche dopo l’ingresso di Holt negli Slayer.

Gli Overkill rappresentano invece la risposta della East Coast alla scena della Bay Area. “Sono davvero importanti per la scena metal della costa orientale”, ha osservato Mustaine. Pur senza aver raggiunto i risultati commerciali dei quattro gruppi principali, la band di Bobby “Blitz” Ellsworth e D.D. Verni ha mantenuto una continuità rara, attraversando oltre quattro decenni senza abbandonare il proprio linguaggio.

I Testament completano il triangolo più prevedibile. Nati come Legacy e arrivati poco dopo la prima ondata del thrash, hanno costruito una discografia nella quale tecnica, aggressività e scrittura sono rimaste centrali. Mustaine ha citato in particolare i chitarristi Eric Peterson e Alex Skolnick: “Sono due musicisti davvero straordinari e mi piace sempre quando abbiamo la possibilità di suonare insieme”.

Il dubbio riguarda i Trivium, più giovani degli altri candidati e lontani da una definizione esclusivamente thrash. Proprio la loro presenza, però, rende interessante la selezione: Mustaine sembra riconoscere alla band un ruolo di collegamento tra la scuola degli anni Ottanta e il metal del nuovo millennio. A gennaio aveva già sostenuto che fosse arrivato il momento di cercare una nuova generazione di Big 4, ammettendo però di non sapere se esistessero davvero quattro gruppi capaci di occupare quello spazio. La nuova risposta restringe il campo, senza chiudere la discussione. 


In My Darkest Hour, Dave Mustaine racconta malattia e rapporti spezzati

Le parole sui nuovi Big 4 arrivano mentre Dave Mustaine sta ripercorrendo il periodo più difficile della propria vita in In My Darkest Hour: A Memoir. Scritto nuovamente con il giornalista Joe Layden, già suo collaboratore per Mustaine: A Heavy Metal Memoir, il libro è incentrato sulla diagnosi di carcinoma alla gola ricevuta nel 2019, sulle cure e sul ritorno alla musica.

Non è una semplice ricostruzione clinica. Mustaine racconta il modo in cui la malattia ha modificato la sua quotidianità, il rapporto con la famiglia e il lavoro in studio durante la preparazione di The Sick, the Dying… and the Dead!. “È stato un viaggio nel quale ho dovuto salvarmi, restare vivo, tenere unita la mia famiglia e continuare a fare musica”, ha spiegato presentando il volume.

Chemioterapia e radioterapia hanno lasciato conseguenze profonde. Mustaine ha parlato del cosiddetto “chemo brain”, una nebbia cognitiva che gli rendeva difficile conservare idee e ricordi: “Provare a sviluppare il concetto di una canzone era particolarmente difficile quando non riuscivo nemmeno a ricordare il mio secondo nome”. Ha raccontato anche i danni provocati ai denti dalle cure, definendoli “il prezzo da pagare per aver combattuto una malattia debilitante e aver vinto”.

Nel libro trova spazio anche la seconda separazione da David Ellefson. Mustaine ricostruisce il momento nel quale, nel 2021, venne a conoscenza online dei video privati che coinvolgevano il bassista. Lo scandalo, secondo la sua versione, accelerò una rottura che era già diventata probabile. “Eravamo tossicodipendenti codipendenti, alimentavamo le rispettive dipendenze. Alla fine ci eravamo allontanati”, scrive parlando di un rapporto durato quasi quarant’anni, segnato da amicizia, musica, scontri e dalla causa intentata da Ellefson nel 2004.

Mustaine precisa inoltre di aver fondato personalmente i Megadeth e di aver successivamente invitato Ellefson a unirsi al progetto, contestando quindi la definizione di “cofondatore” utilizzata dal bassista. È uno dei passaggi più duri del libro, ma anche coerente con il carattere di un musicista che ha sempre raccontato la storia dei Megadeth come un’estensione diretta della propria volontà. 


I Megadeth tornano in Italia nel 2027 con Testament e Black Label Society

Il percorso finale dei Megadeth passerà anche dall’Italia. La band suonerà il 6 aprile 2027 all’Unipol Forum di Milano all’interno del Breakout: Hibernation Of The Nations Tour, la parte europea della lunga tournée d’addio. Il calendario comprende 24 concerti, con partenza il 9 marzo da Belfast e conclusione il 13 aprile a Lisbona.

Ad accompagnare i Megadeth per l’intero tour saranno Black Label Society e Testament. La presenza di questi ultimi crea un collegamento immediato con le dichiarazioni di Mustaine sui nuovi Big 4 e trasforma il concerto italiano in una sintesi di diverse generazioni del metal americano.

“Non si tratta di dire addio”, ha dichiarato Mustaine. “Si tratta di celebrare tutto ciò che abbiamo costruito insieme negli ultimi quattro decenni”. Il leader dei Megadeth ha definito il cartellone “una vera celebrazione del metal”, sottolineando il rispetto che lega la band sia al gruppo di Zakk Wylde sia ai Testament.

Il tour accompagna l’ultimo capitolo discografico dei Megadeth, arrivato con l’album omonimo pubblicato nel gennaio 2026. Mustaine ha chiarito che la tournée potrà svilupparsi per diversi anni: il concerto di Milano sarà dunque parte di un congedo molto lungo, pensato per attraversare i mercati nei quali la band ha costruito il proprio seguito.

A oltre quarant’anni dalla nascita dei Megadeth, il musicista continua così a discutere il futuro del thrash mentre organizza la conclusione della propria band. I suoi nuovi Big 4 non rappresentano un vero ricambio generazionale, ma una rilettura della storia: il tentativo di dare spazio a gruppi che hanno contribuito alla crescita del genere senza essere inclusi nella fotografia più celebre.

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