Blur, Dave Rowntree apre a una nuova reunion: "È una questione di quando, non di se"
12 agosto 2026 alle ore 11:58, agg. alle 12:28
Il batterista è convinto che i Blur torneranno ancora insieme. Intanto Albarn, Coxon, James e Rowntree continuano a moltiplicare i progetti.
Per i Blur il concetto di reunion ha sempre avuto un significato particolare. La band non ha mai annunciato realmente una separazione definitiva, preferendo alternare lunghi periodi di inattività a ritorni che, quasi sempre, sono diventati qualcosa di più di semplici operazioni nostalgiche. È successo nel 2009, poi nel 2012, nel 2015 e ancora nel 2023. Secondo Dave Rowntree, succederà ancora.
Il batterista ha parlato del futuro della band in una nuova intervista, lasciando una porta decisamente aperta dopo l'ultima fase dei Blur, culminata con The Ballad Of Darren, i due concerti sold out a Wembley e terminata, almeno dal vivo, con le discusse apparizioni al Coachella del 2024. Alla domanda sulla possibilità di rivedere insieme Damon Albarn, Graham Coxon, Alex James e Rowntree, il batterista non ha indicato date o programmi, ma ha chiarito la propria posizione: "Penso che ci sarà qualcos'altro". Poco importa che al momento non esista nulla di programmato: secondo Rowntree, con i Blur "non c'è mai niente in agenda" fino a quando improvvisamente qualcosa comincia a muoversi.
Dave Rowntree: una nuova reunion dei Blur è solo una questione di tempo
Il punto più interessante delle dichiarazioni di Rowntree riguarda il clima con cui si è concluso l'ultimo capitolo della band. Il batterista ha ricordato che, dopo quella lunga fase di attività, i quattro si sono separati in condizioni molto diverse rispetto ad altri momenti più complicati della loro storia. All'aeroporto di Heathrow, racconta, si sono salutati con un abbraccio e una frase semplice: "Lo rifaremo". Da qui la sua conclusione: per lui il ritorno dei Blur è "una questione di quando, non di se". Naturalmente, ha aggiunto, gli altri componenti potrebbero fornire una risposta differente.
Una cautela comprensibile considerando il funzionamento dei Blur contemporanei. Nessuno dei quattro sembra più interessato a trasformare la band in un'attività permanente. Anzi, proprio le lunghe pause sembrano essere diventate parte del meccanismo. Rowntree sostiene che incontrarsi soltanto ogni diversi anni abbia restituito al gruppo quella sensazione di scoperta che inevitabilmente si perde quando tour, studio e promozione diventano routine. Nel frattempo tutti continuano a fare musica e quindi, quando tornano insieme, devono nuovamente capire come sono cambiati come musicisti.
Il batterista ha anche scherzato sulla reunion degli Oasis, sostenendo di avere insistito per anni perché Liam e Noel Gallagher tornassero insieme: "Li tormentavo da anni perché lo facessero". E, visto il successo dell'operazione, Rowntree ha aggiunto ironicamente che gradirebbe "una percentuale degli incassi lordi del tour". Una battuta che fotografa bene quanto sia cambiato il rapporto tra le due band protagoniste della guerra del Britpop degli anni Novanta. Secondo Rowntree, quella rivalità finì comunque per trasformare entrambe in nomi conosciuti in tutto il mondo e oggi Blur e Oasis restano inevitabilmente legati nella memoria collettiva.
Nel frattempo Rowntree ha parecchio altro da fare. Le colonne sonore per cinema e televisione sono diventate quello che definisce il suo "lavoro quotidiano": tra i progetti recenti c'è la musica per la serie BBC The Capture, oltre ad altre produzioni televisive. Ad agosto 2026 ha inoltre intenzione di riprendere il lavoro sul secondo album solista, seguito di Radio Songs. Parallelamente sta portando in giro No One U Know, raccolta fotografica nata dal suo archivio personale di immagini scattate durante i primi anni dei Blur. Le fotografie sono anche al centro di una mostra alla Indelible Fine Art di Brighton, aperta dal 7 agosto al 16 settembre 2026.
Blur, dal ritorno del 2009 a The Ballad Of Darren: tutte le reunion
La prima vera rinascita dei Blur arrivò alla fine del 2008.
Graham Coxon aveva lasciato la band durante la lavorazione di Think Tank e, dopo l'uscita dell'album nel 2003, l'attività del gruppo si era sostanzialmente fermata. Il 9 dicembre 2008 arrivò l'annuncio ufficiale del ritorno della formazione originale, seguito nel 2009 da una serie di concerti che riportarono i Blur ai massimi livelli del live britannico, comprese le due serate a Hyde Park e soprattutto il grande ritorno da headliner a Glastonbury.
Il primo nuovo materiale arrivò nel 2010 con Fool's Day, pubblicato per il Record Store Day. Due anni dopo la band tornò nuovamente in attività: premio alla carriera ai Brit Awards, alcuni concerti e soprattutto due nuove canzoni, Under The Westway e The Puritan, presentate nel luglio 2012 e scritte in vista del grande concerto di Hyde Park organizzato in occasione della chiusura delle Olimpiadi di Londra. Nel 2013 il ritorno continuò attraverso diversi festival internazionali, compreso il Coachella.
La trasformazione da reunion live a vera nuova fase discografica arrivò con The Magic Whip. Pubblicato nell'aprile 2015, fu il primo album dei Blur dopo dodici anni e soprattutto il primo dai tempi di 13 del 1999 realizzato interamente dalla formazione classica. Il materiale era nato in maniera quasi accidentale da alcune sessioni effettuate a Hong Kong nel 2013 e successivamente recuperate e sviluppate soprattutto grazie all'iniziativa di Coxon. All'album seguì un nuovo ciclo di concerti e festival, prima di un'altra lunga pausa.
Il quarto grande ritorno è quello iniziato alla fine del 2022 con l'annuncio del concerto di Wembley. Quello che inizialmente sembrava poter essere un evento isolato si trasformò rapidamente in qualcosa di molto più ampio: warm-up show, festival, due serate sold out allo stadio londinese e soprattutto un nuovo album. The Ballad Of Darren, pubblicato il 21 luglio 2023, diventò il settimo disco consecutivo dei Blur capace di raggiungere il numero uno nel Regno Unito. La fase live proseguì fino al 2024, passando anche dal Coachella, prima che i quattro tornassero nuovamente alle rispettive attività.
I Blur degli ultimi quindici anni non funzionano più secondo il tradizionale ciclo album-tour-album. Scompaiono, ritornano quando esiste una ragione concreta per farlo e, almeno nelle ultime due occasioni, finiscono per produrre anche nuova musica.
Damon Albarn con i Gorillaz, Coxon riscopre Castle Park e Alex James suona gli Oasis
Il principale ostacolo a una reunion immediata è molto semplice: Damon Albarn è ancora completamente immerso nell'universo dei Gorillaz. Il progetto creato con Jamie Hewlett ha pubblicato nel febbraio 2026 il nono album The Mountain, lavoro costruito tra differenti culture musicali e numerose collaborazioni, seguito da una nuova fase live. Dopo il grande concerto allo stadio del Tottenham a Londra, il progetto continuerà anche attraverso House Of Kong, con l'esposizione prevista a New York nel settembre 2026.
Graham Coxon, invece, ha finalmente aperto i propri archivi. Il 19 giugno ha pubblicato Castle Park, album registrato nel 2011 durante le sessioni di A+E ma rimasto nel cassetto anche a causa del ritorno in attività dei Blur nel periodo successivo. Il disco ha inaugurato un'operazione molto più ampia di recupero del catalogo solista del chitarrista: Transgressive Records ha programmato una campagna di ristampe che coinvolge nove album in studio e tre colonne sonore. La prima fase ha riportato nei negozi anche The Sky Is Too High e The Golden D, mentre una seconda serie di ristampe è stata annunciata a fine luglio. Coxon sta inoltre lavorando con Rose Elinor Dougall al terzo album dei The WAEVE.
Poi c'è Alex James, che continua a dividersi tra musica, fattoria, formaggi e il suo Big Feastival. Nel 2026 ha portato in tour Britpop Classical, progetto che rilegge con orchestra, band e cantanti alcuni dei brani simbolo della musica britannica degli anni Novanta. Nel repertorio, inevitabilmente, ci sono Blur e Oasis. E proprio studiando Wonderwall James ha scoperto che il basso del brano è meno elementare di quanto possa sembrare: "Ha un groove incredibile. È molto groovy e complicata: mi ci sono volute ore per azzeccarla". Quando lo raccontò al bassista degli Oasis Andy Bell, la risposta fu altrettanto significativa: anche lui, per recuperare esattamente la parte, aveva dovuto consultare le tracce originali separate.
William Orbit, il ricordo di Graham Coxon e quell'incontro con Madonna durante 13
A riportare i Blur al centro dell'attualità c'è infine anche una notizia più triste. William Orbit, produttore britannico fondamentale per la trasformazione elettronica del pop degli anni Novanta e collaboratore di Madonna, U2, All Saints e molti altri, è morto nella sua abitazione il 23 luglio 2026 a 69 anni. La famiglia ne ha annunciato pubblicamente la scomparsa il 7 agosto senza specificare la causa della morte. Per i Blur il suo nome rimane soprattutto legato a 13, album del 1999 con cui la band abbandonò definitivamente qualsiasi limite imposto dall'etichetta Britpop.
Coxon lo ha ricordato come "un genio con una punta di follia", capace di prendere le lunghe improvvisazioni della band, smontarle e ricostruirle trasformandole in canzoni. Orbit incoraggiava il rumore, le distorsioni e gli esperimenti del chitarrista invece di limitarli, un approccio fondamentale per il suono di pezzi come Bugman, Battle, 1992 e per l'assolo quasi improvvisato di Coffee & TV.
Tra i ricordi delle sessioni di 13 c'è anche un incontro surreale con Madonna, che in quel periodo lavorava con Orbit dopo il successo di Ray Of Light. Coxon racconta di essersi accorto improvvisamente della presenza della popstar nella control room mentre stava registrando alcune chitarre.
Durante quelle sessioni i Blur improvvisarono inoltre sopra un beat preparato da Orbit senza riuscire a trasformarlo in un pezzo completo. Tempo dopo, ascoltando Beautiful Stranger di Madonna, Coxon ebbe una sensazione immediata: "Oh, quello è quel pezzo!". Un piccolo cortocircuito nella storia di due degli album più importanti prodotti da Orbit alla fine degli anni Novanta.
Oggi i Blur sono ancora una volta in pausa, ma è una condizione che nella loro storia recente ha significato raramente "fine". Damon Albarn ha i Gorillaz, Graham Coxon i suoi dischi e The WAEVE, Alex James orchestra il Britpop tra un concerto e un formaggio, Dave Rowntree fotografa il passato mentre prepara nuova musica. Poi, prima o poi, i quattro potrebbero ritrovarsi nuovamente nella stessa stanza. Per il batterista, almeno, il dubbio non riguarda più se accadrà. Riguarda soltanto quando.