Billie Joe Armstrong, Heroes e l’eredità infinita di Bowie
30 gennaio 2026 alle ore 18:33, agg. alle 18:59
Da Bowie a Billie Joe Armstrong: Heroes continua a essere un passaggio obbligato per chi vuole misurarsi con la storia del rock.
Billie Joe Armstrong ha pubblicato una cover di Heroes di David Bowie realizzata insieme a suo figlio Jakob, già negli Ultra Q. Un passaggio generazionale che va oltre il semplice omaggio e che riporta al centro una delle canzoni più influenti del Novecento.
La versione, condivisa attraverso i canali social del leader dei Green Day, è essenziale, emotiva, priva di orpelli: una lettura intima che rinuncia alla grandeur originale per concentrarsi sull’idea di fragilità e resistenza.
l brano è stato registrato per il trailer promozionale della 50ª stagione del reality show Survivor.
Registrata appositamente per celebrare la milestone di Survivor, la versione dei due Armstrong è stata pubblicata il 23 gennaio come colonna sonora dello spot che anticipa la premiere del 25 febbraio su CBS. È la prima volta che padre e figlio cantano insieme su una registrazione ufficiale, segnando un momento importante di crossover generazionale nella musica rock.
Jakob, 27 anni, frontman della band Ultra Q e produttore/ingegnere della registrazione, ha definito l’esperienza «una sfida ma un onore»: sui social ha scritto che Heroes è "una canzone difficile a cui fare giustizia, ma sono grato per l’opportunità di provarci".
Heroes, Berlino e l’eredità di un brano che ha cambiato il pop
Pubblicata nel 1977 e incisa ai Hansa Studios di Berlino Ovest, Heroes è uno dei vertici creativi di David Bowie e uno snodo centrale della sua “trilogia berlinese”. Il brano nasce in un contesto storico preciso — la città divisa dal Muro — ma riesce a superarlo, trasformando una storia privata in una metafora universale. Musicalmente è costruita su una tensione progressiva: la voce che cresce, le chitarre di Robert Fripp che si stratificano, la produzione di Tony Visconti che diventa parte narrativa del pezzo.
L’impatto di Heroes sugli artisti successivi è stato concreto e misurabile. Ha influenzato il post-punk, il synth-pop, il rock alternativo e persino certa elettronica, dimostrando che una canzone pop può essere sperimentale senza perdere forza emotiva. Non a caso è uno dei brani di Bowie più reinterpretati in assoluto. Le cover di Heroes non sono semplici tributi: spesso diventano dichiarazioni identitarie, tentativi di confrontarsi con un modello irraggiungibile. Ogni versione dice qualcosa non solo su Bowie, ma su chi la esegue e sul tempo in cui viene eseguita.
Alcune cover famose di Heroes
Peter Gabriel
La versione di Peter Gabriel è forse la più radicale. Pubblicata nel 2010 nell’album Scratch My Back, è costruita su un arrangiamento orchestrale spoglio, privo di batteria e chitarre.
Heroes diventa una preghiera laica, rallentata e solenne.
Gabriel ha più volte dichiarato di considerare Bowie “un artista che ha reso possibile l’azzardo”.
Oasis
Gli Oasis hanno suonato Heroes più volte dal vivo, in particolare a metà anni Novanta e ne hanno registrato una versione studio utilizzata come b-side del singolo di D'You Know What I Mean?.
La loro versione è diretta, rumorosa, quasi arrogante: Bowie filtrato attraverso il britpop.
Noel Gallagher ha citato Bowie come influenza fondamentale, pur mantenendo sempre una distanza critica. Qui Heroes diventa un inno da stadio, meno fragile ma ugualmente carico di tensione emotiva.
Motörhead
La cover dei Motörhead, pubblicata nel 2017 come singolo postumo di Lemmy Kilmister, è una delle più sorprendenti. Ruvida, distorta, fedele nella struttura ma completamente diversa nel tono.
Lemmy era amico personale di Bowie e ha spesso raccontato di considerarlo “uno dei pochi veri innovatori”. La loro Heroes suona come un atto di rispetto, non come una provocazione.
U2 (live)
Gli U2 hanno eseguito Heroes in diverse occasioni live, in particolare a Berlino.
Bono ha sempre riconosciuto il debito verso Bowie, soprattutto per l’uso della voce come strumento drammatico. Dal vivo, la band irlandese accentua l’aspetto epico del brano, trasformandolo in una dichiarazione politica ed emotiva, coerente con la propria estetica.
Depeche Mode
I Depeche Mode hanno reinterpretato Heroes nel 2017 per il progetto benefico Music for Montserrat. La loro versione è scura, sintetica, controllata.
Bowie è stato una figura chiave per la band, soprattutto nella fase di transizione verso sonorità più cupe. Dave Gahan ha definito Heroes “una lezione su come rendere vulnerabile una canzone senza indebolirla”.