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Yungblud: "I Darkness non si sono sentiti invitati alla festa"

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Author image Gianluigi Riccardo

16 dicembre 2025 alle ore 12:33, agg. alle 13:09

Il giovane artista inglese risponde alle critiche dei Darkness dopo la performance con gli Aerosmith ai VMAs di Settembre

Yungblud continua il botta e risposta a distanza con i Darkness dopo che prima il chitarrista Dan Hawkins e poi il fratello Justin Hawkins, con toni più morbidi, avevano criticato la performance del giovane artista inglese con gli Aerosmith agli MTV Video Music Awards.

Durante lo show televisivo andato in diretta lo scorso settembre da New York, Yungblud aveva teaserato la sua collaborazione con Steven Tyler e Joe Perry, esibendosi con Nuno Bettencourt su alcuni classici di Ozzy e poi, insieme agli Aerosmith, su "Mama, I'm coming Home'.

Una performance che non era proprio andata giù a Dan Hawkins, spingendolo a descriverla sui social come "nauseante" e "un altro chiodo nella bara del rock'n'roll", attaccando sia Yungblud che Ariana Grande che, dalla platea, aveva mostrato una reazione entusiasta.

Poco dopo suo fratello Justin Hawkins ha abbassato i toni, pur dimostrando il suo essere ugualmente contrariato per la proposta di Yungblud, descritto come "Instagram rock".


Le critiche dei Darkness a Yungblud

Nell'anno in cui ha centrato ben due primi posti in classifica, sia con il suo album "Idols" che con l'EP in collab con gli Aerosmith "One Last Time", nell'anno in cui ha saputo conquistare anche molti scettici, evidentemente non tutti, dopo la grande prestazione al "Back To The Beginning" di Ozzy e nell'anno in cui si è portato a casa tre nomination ai Grammy, Yungblud ha però rispedito al mittente ogni critica.

Già precedentemente, durante una chiacchierata con Jack Osbourne nel suo podcast, Yungblud aveva definito i commenti dei Darkness come frutto 'amari' e frutto della gelosia dei fratelli Hawkins.

Ora ha rincarato la dose nel corso di una cover story realizzata per Billboard.

"Le critiche per l'esibizione ai VMAs sono arrivate da persone che, diciamo la verità, hanno provato ad essere i buttafuori in una festa alla quale non erano stati invitati. Questa è la dura realtà".

Detto questo, il giovane musicista di Doncaster ha preso le critiche in maniera tutto sommato sportiva spiegando che in qualche modo definiscono l'essere artista: "Se non hai paura di dover dimostrare qualcosa, non sei sulla strada giusta. Se le persone sono indifferenti nei tuoi confronti, vuol dire che non sei niente".


Il rapporto speciale con Ozzy e il supporto di Robbie Williams

In quest'anno speciale, Yungblud ha potuto contare anche ben tre nomination ai Grammy Awards. Una come "Best Rock Album" per Idols, una come Best Rock Song con Zombie e un'altra, tutto merito di Ozzy, quella come "Best Rock Performance" per la cover di Changes dei Black Sabbath realizzata al Villa Park di Birmingham per il concerto di addio della leggendaria band heavy metal.

Una performance sentita che gli ha permesso di conquistare un nuovo pubblico, a lui che con Ozzy aveva un legame speciale che parte della comunità rock sembra ancora non voler accettare.

"È il più grande onore che si possa avere come cantante", ha detto. "Ho sognato di conoscere Ozzy per tutta la vita. L'ho incontrato, l'ho conosciuto, la sua famiglia mi ha chiesto di onorarlo, e poi l'ho perso. Il fatto che sia stato Ozzy quello che ha fatto sì che il mondo si accorgesse di me... è semplicemente pazzesco". 

Ma se oggi è un personaggio 'larger than life', un'altra grande popstar made in UK è stata vicino a Yungblud nel periodo di maggiore esplosione, ed è Robbie Williams, uno che conosce una o due cose in fatto di platee mondiali e di critiche.

L'ex Take That avrebbe infatti scritto a Yungblud una lettera molto sentita, arrivata in un momento critico della sua carriera e della sua vita, cosa che aveva fatto già alcuni anni fa rivolgendosi ad un altro giovane talento, Lewis Capaldi.

"Mi ha scritto questa lettera quando ne avevo davvero bisogno", ha detto Yungblud. "Si è raccontato a me, dicendomi che sapeva cosa significasse essere un 28enne che cercava di capire chi fosse, mentre allo stesso tempo doveva confrontarsi con un milione di opinioni su cosa avrebbe potuto essere o non essere mai. La gente non riconosce a Robbie il merito della sua mente e del suo modo di vedere le cose".



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