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William Shatner debutta nel metal a 95 anni: al Riot Fest canta Ozzy, Metallica e Motörhead

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Author image Gianluigi Riccardo

22 settembre 2026 alle ore 11:46, agg. alle 12:13

A 95 anni il capitano Kirk debutta con i The *uckers, tra cover di Ozzy, Metallica e Motörhead e un nuovo album pieno di ospiti.

William Shatner ha esplorato lo spazio, viaggiato nel tempo e attraversato oltre sessant'anni di cultura popolare. A 95 anni gli rimaneva un ultimo territorio da affrontare: l'heavy metal.

L'attore che ha reso immortale il capitano James T. Kirk di Star Trek si è esibito a Chicago con la sua nuova band, The *uckers, affrontando tre classici come Crazy Train di Ozzy Osbourne, Enter Sandman dei Metallica e Ace Of Spades dei Motörhead. Non si è trattato di una comparsata costruita intorno a una sola canzone, ma di due veri concerti: il primo il 19 settembre al Park West, come aftershow del Riot Fest, e il secondo il giorno successivo sul Rebel Stage del festival a Douglass Park.

Shatner non canta nel senso tradizionale del termine. Recita, declama, accelera e lascia cadere le parole con quello stile teatrale che da decenni costituisce la sua firma musicale. Davanti alla potenza della band, la sua interpretazione di Enter Sandman è diventata così una lettura della paura e dell'incubo, mentre Ace Of Spades è stata trasformata in una specie di monologo ad alta velocità.


William Shatner e i The *uckers al Riot Fest

Ad accompagnare Shatner c'era una formazione composta da musicisti con esperienze importanti nel rock e nel metal: il chitarrista e direttore musicale Marcus Nand, il bassista Phil Soussan, già collaboratore di Ozzy Osbourne e Billy Idol, Britt Lightning delle Vixen alla seconda chitarra e Fred Aching alla batteria.

Il concerto principale del Riot Fest è durato poco più di mezz'ora e ha alternato le tre cover ad alcune anticipazioni del nuovo progetto discografico. Sul palco Shatner ha presentato anche Rage, uno dei brani originali di What The F Is Heavy Metal?, il disco attualmente in lavorazione per il quale non è stata ancora annunciata una data di uscita.

Il debutto era stato preparato da un lungo gioco fra l'attore e gli organizzatori del festival, che hanno raccontato di avere provato per anni a convincerlo. Shatner aveva risposto con un rider volutamente assurdo: mangiatori di fuoco, una DeLorean al posto del veicolo utilizzato dagli artisti, quattro piedi di salsiccia polacca, una maglia dei Montreal Canadiens autografata da John Stamos e una selezione di cuccioli adottabili provenienti da un'associazione affidabile.

Dietro la messinscena, però, Shatner ha affrontato il concerto seriamente. Presentando il progetto aveva dichiarato: "Ho sempre creduto che la musica, come lo spazio, riguardi l'esplorazione. Il Riot Fest è esattamente il tipo di posto nel quale può accadere qualsiasi cosa. Porteremo volume, intensità e qualche sorpresa".


Il nuovo album What The F Is Heavy Metal?

Il titolo del nuovo disco nasce dalla prima reazione di Shatner alla proposta della Cleopatra Records. Quando l'etichetta gli ha chiesto di realizzare un album heavy metal, l'attore ha risposto: "Che c***o è l'heavy metal?". La domanda è diventata il punto di partenza dell'intero progetto.

Shatner non ha cercato di presentarsi improvvisamente come un esperto. Ha preferito avvicinarsi al genere da osservatore curioso, provando a capirne soprattutto la componente emotiva: "Bisogna partire dal presupposto che io non sappia davvero nulla. Ho cominciato a sperimentare e mi sono concentrato sulle emozioni. Pensavo che l'heavy metal dovesse parlare di emozioni violente, appassionate. Non violente: appassionate".

Tra i temi affrontati ci sono l'invecchiamento, la rabbia, l'impazienza e la crisi ambientale. Dopo avere ascoltato Patience dei Guns N' Roses, Shatner ha deciso di scrivere una risposta intitolata Impatience. Un'altra composizione, The Black Sky, parla di ciò che gli esseri umani stanno facendo al pianeta.

Il brano più ambizioso potrebbe essere proprio Rage, costruito intorno all'idea di opporsi allo spegnersi della luce. Brian May ha registrato la propria parte di chitarra e dovrebbe occuparsi anche del missaggio. Nel disco sono inoltre attesi Rob Halford dei Judas Priest, John Moyer dei Disturbed e l'ex batterista degli Slayer Dave Lombardo, mentre altri ospiti devono ancora essere svelati.


Una carriera musicale molto più lunga di quanto sembri

L'album metal non rappresenta l'improvvisa trasformazione di un attore in cantante. Shatner pubblica dischi dal 1968, anno di The Transformed Man, esperimento nel quale alternava testi letterari e riletture di canzoni pop. Quella particolare forma di recitazione musicale fu inizialmente accolta come una bizzarria, ma con il tempo è diventata un linguaggio riconoscibile.

Nel 2004 arrivò Has Been, prodotto da Ben Folds e impreziosito dalla sua versione di Common People dei Pulp con Joe Jackson. Il disco coinvolgeva anche Henry Rollins, Adrian Belew, Aimee Mann e Brad Paisley e riusciva a trovare un equilibrio sorprendente fra ironia, autobiografia e spoken word.

Sono poi arrivati album dedicati al progressive rock, al country, al blues e persino al Natale. In Shatner Claus comparivano Iggy Pop, Billy Gibbons, Ian Anderson, Rick Wakeman e ancora Henry Rollins.

What The F Is Heavy Metal? continua quindi un percorso iniziato quasi sessant'anni fa. Shatner non prova a imitare Ozzy, Lemmy o James Hetfield: prende il loro linguaggio e lo porta dentro la propria dimensione teatrale. Il risultato può sembrare surreale, ma è perfettamente coerente con un artista che ha trasformato l'esagerazione, l'autoironia e la curiosità in una seconda carriera.

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