Interviste

Will Ramos: emozione, tecnica e futuro nel nuovo capitolo dei Lorna Shore

A placeholder image for the article
Author image Gianluigi Riccardo

16 gennaio 2026 alle ore 18:33, agg. alle 18:49

Nuove tecniche vocali e testi personali: Will Ramos spiega perché Everblack segna una svolta per i Lorna Shore prima dello show di Padova

Quando si parla di deathcore estremo, Lorna Shore è ormai un nome che non ammette mezze misure e nel corso degli anni ha saputo guadagnarsi uno spazio di rilievo nel panorama metal internazionale.

Con il loro quinto album I Feel the Everblack Festering Within Me – pubblicato il 12 settembre 2025 e prima uscita in tre anni dall'acclamato Pain Remains – la band di New Jersey ha lasciato nuovamente un segno profondo nella scena metal mondiale.

In un’intervista rilasciata per Radiofreccia in occasione della data del 1 febbraio al Gran Teatro Geox di Padova, il carismatico frontman Will Ramos si apre con sincerità sulla genesi del disco, il suo approccio vocale, la scena metal odierna e persino le fantasie di collaborazione con i Sleep Token.

Le nuove tecniche vocali, la ricerca di un linguaggio emotivo reale, e la visione progressiva della scena metal mostrano una band consapevole del proprio peso e del proprio ruolo nell’ecosistema musicale contemporaneo.

Guarda qui l'intervista integrale di Will Ramos dei Lorna Shore a Radiofreccia.

Un album più personale: “Scrivere cose che ho davvero vissuto”

Con I Feel the Everblack Festering Within Me, i Lorna Shore tornano a distanza di tre anni da Pain Remains, confermando la propria posizione centrale nel panorama deathcore contemporaneo.

Il disco non rappresenta soltanto un nuovo capitolo discografico, ma segna un’evoluzione consapevole nel linguaggio emotivo e tecnico della band.

A raccontarlo è Will Ramos, voce del gruppo, in un’intervista rilasciata a Radiofreccia, in cui emerge con chiarezza la volontà di superare i confini dell’estremo senza rinnegare le proprie radici.

Alla domanda se Everblack rappresenti un passo avanti rispetto al passato, Ramos sposta subito il focus sull’aspetto vocale e umano del lavoro. Per lui l’evoluzione non è solo sonora, ma profondamente emotiva:

“Quando immagino un passo avanti, immagino il migliorare le mie capacità vocali, ottenere più emotività e focalizzarmi sul fatto che, quando urli delle cose, è importante che sembri qualcuno che sta davvero urlando disperatamente nel vuoto”.

Il nuovo album nasce da esperienze dirette, non da immagini astratte o narrazioni simboliche:

“In questo album ho cercato decisamente di scrivere, dal punto di vista vocale, di cose che ho effettivamente vissuto, non storie vaghe e ambigue, ma cose reali che ho vissuto”.

Un approccio che mira a rendere l’urlo non solo uno strumento di violenza sonora, ma un veicolo di connessione. L’obiettivo è che l’ascoltatore si riconosca nei testi, che li senta propri:

“Adoro le canzoni che trasmettono emozioni attraverso la voce. Penso che sia semplicemente più reale”


Tecnica ed emozione: le nuove scelte vocali

Uno degli elementi più rilevanti di I Feel the Everblack Festering Within Me è l’introduzione di nuove tecniche vocali, mai utilizzate prima dai Lorna Shore.

Ramos parla apertamente delle difficoltà incontrate e dei rischi affrontati in studio:

“Ci sono alcune tecniche che abbiamo utilizzato in questo disco che non avevamo mai usato negli album precedenti. Per esempio ho fatto molto pitch screaming, e non lo avevo mai fatto in nessuna canzone dei Lorna Shore prima”.

Il pitch screaming diventa uno strumento espressivo, non un esercizio di stile. Serve ad aggiungere tensione emotiva, ma anche a spingere il vocalist fuori dalla propria zona di comfort:

“Non mi mette completamente a mio agio, ma aggiunge sicuramente emozione alle canzoni”.

Ramos ammette di aver valutato anche l’inserimento di parti cantate, ma senza forzare i tempi:

“Mi sarebbe piaciuto molto cantare in questo album, ma uscire da ‘Pain Remains’ e buttarsi subito nel canto sarebbe stato da pazzi”.

La soluzione è stata una via di mezzo, frutto di allenamento e sperimentazione:

“Ho imparato a urlare in pitch allo stesso tempo, ed è successo in modo del tutto naturale”.

Una scelta che riflette una crescita tecnica graduale, orientata alla sostenibilità anche dal vivo.

Metal oggi: evoluzione, contaminazione e fine dei gatekeeper

Nel corso dell’intervista, Ramos affronta anche il tema della scena metal moderna e delle accuse rivolte alle band più recenti di “snaturare” il genere.

La sua posizione è netta:

“Penso che l’evoluzione sia una progressione naturale di qualsiasi cosa”.

Secondo il frontman dei Lorna Shore, rimanere fermi equivarrebbe a condannare il metal all’autoreferenzialità:

“Se il metal continuasse a fare sempre le stesse cose, diventerebbe noioso”.

Il cambiamento è inevitabile, e spesso generazionale:

“Ci sono persone che ascoltano solo le vecchie cose. Va bene così. Ma la generazione successiva è più aperta ad ascoltare semplicemente buona musica”.

Ramos ricorda come anche il deathcore, agli inizi, fosse considerato un’aberrazione:

“Ai tempi pensavano che il deathcore non dovesse esistere. Dicevano che era terribile. E poi qualcuno ha detto: ‘Fanculo, noi lo faremo’”.

Sleep Token e l’idea di una collaborazione

Tra le band che più stanno ridefinendo i confini del metal contemporaneo, gli Sleep Token occupano un posto centrale. Ramos non nasconde la sua ammirazione, ma mantiene un approccio realistico parlando di una possibile collaborazione.

“Mi piacerebbe molto. Ma ora sono troppo grandi per noi”.

Ricorda quando il progetto era ancora agli inizi, prima dell’esplosione globale:

“All’epoca pensavo che potremmo sicuramente fare qualcosa”.

Oggi, però, Sleep Token sono diventati una realtà da arene sold out, quasi irraggiungibile:

“Sono enormi. Mi ricorda quello che è successo con Panic! At The Disco”.

Una constatazione che non suona come rassegnazione, ma come presa d’atto di un cambiamento di scala.

Altre storie

Leggi anche