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Turnstile, Never Enough cambia forma: Elton John, Hayley Williams e Dying Fetus nel nuovo album

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Author image Gianluigi Riccardo

24 agosto 2026 alle ore 12:21, agg. alle 12:42

I Turnstile annunciano Never Enough: Versions, rilettura integrale dell’album con ospiti provenienti da rock, pop, jazz ed elettronica

I Turnstile non considerano mai davvero concluso un disco. A poco più di un anno dall’uscita di Never Enough, la band di Baltimora ha annunciato a sorpresa Never Enough: Versions, una nuova rielaborazione dell’album che arriverà il 28 agosto e coinvolgerà artisti provenienti da mondi musicali molto diversi.

Definirlo semplicemente un remix album sarebbe riduttivo. Le quattordici canzoni della versione originale sono state riprese e rielaborate insieme a un elenco di collaboratori che comprende Elton John, Hayley Williams, Blood Orange, Julien Baker, Alex G, Panda Bear, Four Tet, A.G. Cook, Floating Points, Slayyyter, Faye Webster, Oklou, Mustafa, Porches e Nourished By Time.

Il progetto si spinge però molto oltre i confini del pop e dell’alternative. Nell’elenco compaiono anche i Dying Fetus, rappresentanti della scena death metal del Maryland, la band hardcore Angel Du$t, il musicista jazz britannico Shabaka Hutchings, il trombettista Brandon Woody, Dan Deacon, Chanel Beads, Kettama e il produttore Rod Lee.

Al momento i Turnstile non hanno ancora comunicato l’abbinamento tra ospiti e singole tracce, lasciando aperto il punto più interessante: capire in quale modo personalità così lontane siano state inserite nella struttura dell’album.


Never Enough: Versions, il remix diventa una dichiarazione d’identità

L’ampiezza della lista non serve soltanto a costruire un’operazione ricca di nomi. Riassume il percorso seguito dai Turnstile negli ultimi anni: partire dall’hardcore senza accettare che l’hardcore debba essere definito esclusivamente da un suono. Elton John e Dying Fetus nello stesso progetto sembrano una combinazione improbabile, ma nel linguaggio della band rappresentano due estremi che possono convivere.

Hayley Williams e Blood Orange erano già presenti in Seein’ Stars, una delle tracce centrali di Never Enough. A.G. Cook aveva contribuito alla costruzione sonora del disco, mentre Angel Du$t appartiene alla storia personale dei Turnstile: Brendan Yates, Pat McCrory e Daniel Fang hanno tutti fatto parte, in momenti diversi, della formazione legata a Justice Tripp.

Anche la presenza di numerosi artisti di Baltimora non è casuale. Rod Lee è uno dei nomi fondamentali del Baltimore club, genere già richiamato nella parte conclusiva di Look Out For Me. Dan Deacon, Nourished By Time e Brandon Woody mostrano invece differenti lati della scena cittadina, dall’elettronica sperimentale al jazz contemporaneo.

È una concezione aperta della musica che Brendan Yates aveva spiegato già ai tempi di Glow On: "L’obiettivo era infondere in queste canzoni quanta più immaginazione possibile". Per il cantante, l’appartenenza all’hardcore non dipendeva da una formula sonora rigida, ma da valori come comunità, individualità e libertà creativa. 

Never Enough: Versions prosegue inoltre un esperimento già avviato nel 2023. Nell’EP New Heart Designs, i Turnstile avevano affidato ai BADBADNOTGOOD la rilettura di tre brani di Glow On: Mystery, Alien Love Call e Underwater Boi. Quella collaborazione aveva portato anche a una nomination ai Grammy per la nuova versione di Alien Love Call. Il nuovo progetto applica lo stesso principio all’intero album, ampliando enormemente il numero degli artisti coinvolti.


Il successo di Never Enough, dal debutto nella Top 10 ai Grammy

Pubblicato il 6 giugno 2025 da Roadrunner Records, Never Enough era il disco più atteso nella carriera dei Turnstile. Arrivava quattro anni dopo Glow On, l’album che aveva trasformato la band da riferimento della scena hardcore statunitense a uno dei nomi centrali del rock contemporaneo.

Il quarto lavoro in studio è stato prodotto principalmente da Brendan Yates e registrato tra Baltimora e Los Angeles, con una lunga sessione in una casa-studio di Laurel Canyon. È stato inoltre il primo album realizzato con la chitarrista Meg Mills come componente ufficiale della formazione.

Rispetto a Glow On, i Turnstile non hanno cercato un’altra svolta improvvisa. Hanno lavorato sull’espansione delle idee già presenti nel disco precedente: più spazio negli arrangiamenti, tastiere, sintetizzatori, fiati, ritmi elettronici e passaggi ambientali inseriti tra le accelerazioni hardcore.

La title track chiarisce immediatamente questa direzione. Dopo una prima parte costruita sul contrasto tra melodia e impatto ritmico, Never Enough si apre in una lunga coda strumentale. Yates aveva spiegato: "Era importante restare dentro quel momento: lo spazio che occupi conta quanto quello che lasci libero". Una scelta che sintetizza l’intero album, basato sull’alternanza tra pressione e sospensione. 

La stessa impostazione attraversa I Care, Dreaming e Light Design, mentre Sunshower unisce riff pesanti e il flauto di Shabaka Hutchings. Look Out For Me supera i sei minuti e passa dall’attacco hardcore a una sezione elettronica ispirata al Baltimore club. Seein’ Stars spinge maggiormente sul lato melodico, con le voci di Hayley Williams e Dev Hynes, mentre Birds rappresenta il momento più duro e diretto del disco.

I risultati hanno confermato la crescita della band. Never Enough ha debuttato al numero nove della Billboard 200, primo ingresso dei Turnstile nella Top 10 statunitense, con 38.000 unità equivalenti nella prima settimana. Il disco ha raggiunto anche il primo posto nella classifica Hard Rock Albums, mentre la title track è diventata il primo singolo della band a conquistare la vetta della Alternative Airplay

Il riconoscimento definitivo è arrivato ai Grammy Awards 2026. I Turnstile hanno ottenuto cinque nomination distribuite tra rock, alternative e metal, vincendo il premio per il Miglior album rock con Never Enough e quello per la Miglior performance metal con Birds. La title track era candidata anche come Miglior canzone rock e Miglior performance rock, mentre SeeinStars ha gareggiato nella categoria alternative.

Durante il discorso di ringraziamento, Yates ha riportato l’attenzione sulle origini del gruppo: "La comunità trovata nel punk e nell’hardcore ci ha dato un posto sicuro per tentare nel buio". Un successo condiviso con le famiglie, gli amici, la scena e soprattutto con Baltimora, città che la band ha continuato a mettere al centro della propria identità. 


Dai festival al cinema, gli ultimi anni dei Turnstile

Il percorso di Never Enough non si è limitato al formato discografico. Brendan Yates e Pat McCrory hanno diretto un visual album di circa 50 minuti comprendente tutte le quattordici tracce. Il film è stato presentato al Tribeca Festival nel giugno 2025 e successivamente distribuito in una selezione di sale cinematografiche. 

Sul palco, nel frattempo, i Turnstile sono passati dai club e dai festival hardcore agli spazi principali di Coachella, Primavera Sound, Glastonbury, Bonnaroo e Lollapalooza. Una crescita iniziata con Glow On e consolidata senza trasformare i concerti in spettacoli rock tradizionali: al centro restano il movimento del pubblico, il contatto con la band e un’idea di palco il più possibile aperta.

Dopo le date europee dell’estate 2026, il gruppo sarà il 28 agosto all’All Points East di Londra come supporter di Tyler, The Creator. A settembre inizierà una nuova parte del tour nordamericano, con cartelloni differenti nelle varie città e ospiti come Clipse, Ceremony, Thundercat, Slayyyter, Hatebreed, Vince Staples e Yves Tumor.

È la stessa logica di Never Enough: Versions: non costruire un territorio separato per ogni genere, ma fare incontrare pubblici e artisti che raramente condividono lo stesso spazio. Dopo aver portato l’hardcore nella Top 10 e ai Grammy, i Turnstile non stanno provando ad addolcire la propria identità. Stanno dimostrando quanto possa diventare ampia.

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