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Tool e Alex Honnold: la colonna sonora della scalata di Taipei 101

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Author image Gianluigi Riccardo

26 gennaio 2026 alle ore 14:33, agg. alle 16:56

La scelta musicale di Honnold svela il ruolo del ritmo sonoro nella performance estrema: non solo suono, ma strumento di concentrazione e pacing.

La scalata del Taipei 101 da parte del free climber americano Alex Honnold, trasmessa in diretta mondiale da Netflix il 25 gennaio 2026, ha lasciato tutti gli appassionati di sport estremi con il fiato sospeso. Per riuscirci, Honnold si è affidato anche ad una colonna sonora specifica che, come raccontato, ha avuto come principali protagonisti i Tool.

Alex Honnold è uno degli atleti più riconoscibili al mondo nel campo dell’arrampicata. Nato nel 1985 in California, è diventato celebre per il free solo, disciplina che prevede la scalata senza corde né sistemi di sicurezza. Il suo nome è entrato nella storia nel 2017 con la salita di El Capitan a Yosemite, raccontata nel documentario Free Solo, vincitore dell’Oscar nel 2019.

Da allora Honnold è considerato un caso unico: non solo per i record, ma per il rigore metodologico con cui affronta il rischio, spesso descritto dagli esperti come “calcolato, non impulsivo”.

Honnold ha impiegato circa 91–95 minuti per completare la scalata dei 508 metri del Taipei 101, una delle torri più alte al mondo, senza corde o dispositivi di sicurezza, utilizzando appigli architettonici e balconi per progredire verso la sommità. L’evento — parte dello speciale Skyscraper Live prodotto da Netflix — è stato trasmesso con una decina di secondi di ritardo per evitare di mostrare una caduta, una precauzione che riflette l’elevato grado di rischio dell’impresa.


I Tool come riferimento

Durante l’evento, una parte dell’attenzione si è concentrata anche sulla scelta musicale. In un’intervista rilasciata a Variety, Honnold ha spiegato di aver utilizzato una playlist dominata dai Tool e non solo per una questione di gusto ma anche per un discorso strettamente pratico e funzionale.

"È musica che conosco molto bene. L’ho ascoltata durante gli allenamenti e mi aiuta a mantenere il ritmo e la concentrazione. Non è una questione emotiva, ma di struttura", ha dichiarato Honnold che, dice, ha utilizzato le note di Keenan e soci come vero e proprio punto di riferimento durante l'impresa.

Secondo lo scalatore, la musica funziona come un riferimento temporale e mentale, utile a gestire lo sforzo e a mantenere la lucidità in un contesto dove ogni errore ha conseguenze immediate.

Un approccio coerente con il suo profilo pubblico: niente retorica dell’adrenalina, ma controllo, ripetizione, disciplina. Anche per questo l’uso dei Tool — una band nota per composizioni complesse e ripetitive — risulta coerente con la sua idea di performance.



Il fan Jared Leto

La scalata realizzata a Taipei, trasmessa in diretta globale da Netflix, rappresenta un passaggio ulteriore: non una parete naturale, ma un edificio simbolo della città, affrontato con le stesse regole del free solo.

L’evento, preparato per mesi e seguito da un team di sicurezza pronto a intervenire solo in caso di emergenze esterne, è stato concepito come uno speciale live, a metà tra sport, documentario e performance urbana. Un formato che segna una nuova direzione per la narrazione dello sport estremo sulle piattaforme streaming.

In ambito musicale si inserisce anche il rapporto tra Alex Honnold e Jared Leto. Leto, frontman dei Thirty Seconds to Mars e attore, ha più volte dichiarato il proprio interesse per l’arrampicata e per le imprese di Honnold, citandolo come riferimento in interviste legate alle sue esperienze "verticali".

Quando nel 2023 Leto ha scalato l’Empire State Building per una campagna promozionale, diversi osservatori hanno richiamato proprio il modello Honnold, non tanto sul piano tecnico quanto su quello simbolico: la città come parete, il gesto atletico come racconto mediatico.


Musica e performance estrema: oltre il gesto atletico

Il caso di Honnold mette in luce un fenomeno già osservabile in altri sport dove la musica non è semplice accompagnamento, ma parte della preparazione mentale dell’atleta. Nel mondo dello skateboarding, ad esempio, il legame tra ritmo e performance è documentato da decenni: la serie di videogiochi Tony Hawk’s Pro Skater ha utilizzato colonne sonore punk, rock e hip hop non come mero sottofondo ma come linguaggio culturale identitario che ha contribuito a formare l’esperienza di milioni di giocatori e skater.

Anche in BMX e negli eventi di motocross, playlist rock o metal vengono spesso messe dai rider durante gli allenamenti o utilizzate negli eventi per aumentare concentrazione e adrenalina. La scel­ta di Honnold di affidarsi ai Tool per gestire "pacing" e ritmo mentale si inserisce in questo contesto: non un effetto scenico ma un supporto cognitivo tangibile.

La riflessione degli esperti di media sul "voyeurismo" di mostrare dal vivo performance potenzialmente mortali — come sottolineato da critici tedeschi — non toglie che la combinazione di sport estremo, musica e diretta streaming stia ridefinendo il modo in cui percepiamo l’impresa atletica nel 2026.

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