Tony Iommi: nuovo album solista e il futuro dei Black Sabbath dopo Ozzy
05 gennaio 2026 alle ore 11:35, agg. alle 12:08
Il chitarrista conferma il nuovo disco, riflette sull’eredità dei Sabbath e sui progetti dopo la morte di Osbourne.
Tony Iommi, storico chitarrista dei Black Sabbath, ha recentemente rilasciato dichiarazioni ufficiali riguardo al suo prossimo album solista e ai progetti futuri legati alla sua leggendaria band dopo la morte di Ozzy Osbourne.
, Iommi ha confermato che il nuovo progetto discografico è in fase avanzata di sviluppo, con un calendario di pubblicazione previsto entro i prossimi mesi. La conferma giunge in un momento in cui l’eredità dei Black Sabbath è oggetto di riflessione e di rinnovamento, dopo la scomparsa di Ozzy Osbourne, frontman della band e voce storica di capolavori come Paranoid e Iron Man.
Il nuovo album solista di Tony Iommi
Iommi ha specificato che il nuovo album solista non rappresenta semplicemente una raccolta di brani, ma un vero progetto concettuale che riflette sia la sua lunga carriera sia le influenze contemporanee che continuano a stimolare il suo lavoro creativo.
Pur mantenendo l’identità sonora che l’ha reso celebre come pioniere del metal, Iommi ha dichiarato di voler esplorare nuove sonorità e collaborazioni artistiche al di fuori del contesto tradizionale dei Black Sabbath.
Secondo le sue parole, la produzione sarà caratterizzata da un uso accurato di strumenti vintage combinati con tecnologie moderne di registrazione. L’obiettivo dichiarato è quello di creare un equilibrio tra il rispetto per il passato e l’apertura verso il futuro, un tema ricorrente nelle interviste rilasciate dal chitarrista negli ultimi anni.
La conferma dell’album solista di Tony Iommi arriva in un periodo di grande interesse internazionale, con i fan che cercano indizi su come l’eredità dei Black Sabbath possa evolversi senza Ozzy Osbourne. Iommi stesso ha sottolineato che il progetto non è un tentativo di sostituire il ruolo di Ozzy, ma piuttosto di preservare e reinterpretare l’essenza della band in una forma nuova, attraverso l’esperienza maturata in decenni di carriera.
Black Sabbath dopo Ozzy Osbourne: progetti futuri e direzione artistica
La morte di Ozzy Osbourne ha segnato una cesura significativa nella storia dei Black Sabbath. Tuttavia, secondo Tony Iommi, non determina la fine dell’eredità musicale del gruppo. Iommi ha spiegato che la band ha vissuto diverse fasi nel corso della sua carriera, e che il futuro potrebbe comprendere nuove forme di espressione artistica, inclusi progetti tributo, riedizioni, e iniziative che coinvolgono anche le nuove generazioni di musicisti.
Iommi ha sottolineato che, dopo oltre cinquant’anni di attività, i Black Sabbath non possono essere definiti esclusivamente come un’entità statica. Nel corso della loro storia, infatti, la natura creativa del gruppo è mutata più volte, adattandosi alle esigenze personali e artistiche dei singoli membri. Questo processo, secondo Iommi, potrebbe tradursi in collaborazioni speciali, performance commemorative e altre iniziative che mantengano vivo il patrimonio della band, senza però replicare semplicemente il passato.
Una parte importante delle dichiarazioni di Iommi riguarda anche il rapporto tra il chitarrista e gli altri membri storici, in particolare Geezer Butler e Bill Ward. Iommi ha descritto un continuo scambio di idee con i suoi ex compagni, evidenziando come il dialogo creativo non sia mai completamente cessato, nemmeno nei periodi di inattività della band. Questo confronto ha contribuito alla definizione di alcune idee che potrebbero concretizzarsi in progetti post-Sabbath, celebrando l’impatto duraturo della band sulla scena musicale mondiale.
In questo contesto, Iommi ha anche parlato della responsabilità di gestire con rispetto il patrimonio dei Black Sabbath. Le prossime mosse saranno orientate non solo alla produzione di nuova musica ma anche alla valorizzazione di archivi, materiale inedito e contenuti che possano raccontare la storia della band in modo completo e rispettoso.
Alcuni album dei Black Sabbath: quando erano progetti di Iommi
Nel corso degli anni, diversi critici musicali e biografi hanno osservato che certi album dei Black Sabbath sembravano, nella struttura creativa, più simili a progetti solisti di Tony Iommi piuttosto che a produzioni collettive. Iommi stesso ha confermato parzialmente questa impressione, spiegando che in alcune fasi della carriera della band era lui a portare la maggior parte delle idee e delle composizioni iniziali.
Secondo Iommi, la natura dinamica dei processi creativi all’interno dei Black Sabbath ha fatto sì che in certi periodi fosse lui a dettare il corso delle registrazioni e delle sperimentazioni musicali, con gli altri membri che intervenivano in seguito per arricchire e completare i brani. Questo non significa che gli album non fossero autenticamente dei Black Sabbath, ma piuttosto che la visione artistica di Iommi risultava così forte e prominente da conferire a quelle produzioni un carattere particolarmente personale.
Questa circostanza è emersa in particolare in album pubblicati in momenti di transizione interna alla band, quando oppure alcuni membri erano meno coinvolti o presenti nelle sessioni di registrazione. I risultati di quei periodi, pur mantenendo la firma collettiva dei Black Sabbath, riflettevano spesso un’impronta stilistica fortemente riconducibile a Iommi, soprattutto nella scrittura delle chitarre, nell’architettura dei brani e nelle scelte sonore.
Geezer Butler e l’utilizzo dell’AI per nuova musica
Un altro aspetto emerso nelle recenti dichiarazioni riguarda il bassista storico dei Black Sabbath, Geezer Butler, e il suo utilizzo dell’intelligenza artificiale (AI) come strumento creativo. Butler ha raccontato pubblicamente di aver sperimentato tecnologie di AI generativa per proporre idee musicali a cantanti contemporanei, un approccio che unisce la tradizione musicale con le potenzialità offerte dalle tecnologie digitali moderne.
Secondo Butler, l’intelligenza artificiale non sostituisce il processo creativo umano ma funge da strumento di supporto per esplorare nuove combinazioni melodiche o armoniche che potrebbero risultare stimolanti per artisti con cui intende collaborare. Questo uso dell’AI nasce dalla volontà di superare barriere stilistiche e di aprire nuove strade musicali, senza rinunciare alla qualità espressiva che ha caratterizzato la sua carriera.
Butler ha spiegato che ha utilizzato software di AI per generare demo che poi sono stati presentati a cantanti interessati a progetti sperimentali. Alcuni di questi hanno portato a discussioni e collaborazioni, altre volte sono serviti semplicemente come punto di partenza per riflessioni più ampie sulla struttura e sulle possibilità della canzone moderna.