The Who, Zak Starkey torna alla batteria dopo il caos del 2025
31 agosto 2026 alle ore 12:42, agg. alle 18:06
Roger Daltrey conferma le nuove prove con Zak Starkey. Nessun concerto è ancora annunciato, ma la frattura con gli Who sembra ricomposta.
Gli Who sembrano aver richiamato Zak Starkey. A oltre un anno dal surreale tira e molla che aveva trasformato il cambio di batterista in una vicenda fatta di licenziamenti, reintegri, smentite e accuse reciproche, Roger Daltrey e Pete Townshend sono tornati a provare con il musicista che li aveva accompagnati per quasi trent’anni.
La conferma è arrivata inizialmente da Daltrey durante un concerto solista all’Encore Theater di Las Vegas. Il cantante ha raccontato al pubblico che gli Who avevano appena provato con Starkey, aggiungendo che il risultato "suonava alla grande". Poco dopo è intervenuto direttamente il batterista, con un messaggio che lascia pochi dubbi sulla riconciliazione: "Grande Rog. Non vedo l’ora di tornare a spaccare tutto con gli Who. Le prove sono andate benissimo. Non credo che avessimo mai provato così duramente. Di solito beviamo il tè e parliamo dell’ora in cui tornare a casa!".
Non è stato ancora annunciato un concerto, un tour o un nuovo progetto discografico. Parlare di reintegro ufficiale resta quindi leggermente prematuro, ma una prova tra Daltrey, Townshend e Starkey non può essere considerata un semplice incontro informale. Soprattutto perché gli Who avevano affrontato il tour d’addio nordamericano The Song Is Over del 2025 con Scott Devours, batterista della formazione solista di Daltrey, al posto di Zak.
Dal problema alla Royal Albert Hall al primo licenziamento
L’intera vicenda era cominciata il 30 marzo 2025 durante il concerto degli Who per il Teenage Cancer Trust alla Royal Albert Hall di Londra. Nel corso di The Song Is Over, Daltrey aveva interrotto l’esecuzione spiegando di non riuscire a sentire la tonalità: "Tutto quello che sento sono i tamburi che fanno boom, boom, boom. Non posso cantare così. Mi dispiace".
Poche settimane dopo, il 16 aprile, venne comunicata la separazione da Starkey. Il batterista, entrato stabilmente nell’universo Who nel 1996, si disse "sorpreso e dispiaciuto" che qualcuno avesse avuto problemi con la sua esecuzione. Tre giorni più tardi arrivò però la prima retromarcia. Townshend annunciò che Zak non era stato invitato a lasciare il gruppo e parlò di "problemi di comunicazione, personali e privati, da tutte le parti".
Il chitarrista aggiunse una richiesta piuttosto esplicita: "Roger e io vorremmo che Zak rendesse più essenziale il suo nuovo stile alla batteria, per adattarlo alla nostra formazione senza orchestra, e lui ha accettato". Townshend ammise anche che i soundcheck erano stati insufficienti e si assunse parte della responsabilità per la confusione.
La pace durò meno di un mese. Il 18 maggio Townshend comunicò che era arrivato "il momento di un cambiamento", spiegando che Starkey avrebbe concentrato le proprie energie su altri progetti. La replica fu immediata: "Sono stato licenziato due settimane dopo essere stato reintegrato e mi è stato chiesto di pubblicare una dichiarazione in cui dicevo di aver lasciato gli Who per dedicarmi ad altri impegni musicali. Sarebbe stata una bugia. Amo gli Who e non li avrei mai lasciati".
Licenziato, reintegrato, “ritirato” e di nuovo escluso
Il lessico diventò ancora più confuso pochi giorni dopo. Starkey raccontò di aver parlato con Daltrey e di aver scoperto di non essere stato propriamente "licenziato", ma "ritirato" per lavorare ai suoi progetti. Il batterista rispose di essere in realtà disponibile e concluse, nonostante tutto, di essere rimasto in buoni rapporti con Roger e Pete.
A giugno Zak fornì una versione molto più dura dell’incidente alla Royal Albert Hall: "Quello che è successo è che io ho suonato correttamente e Roger ha sbagliato. È entrato una battuta in anticipo". Arrivò anche una definizione perfettamente adatta alla storia degli Who: "Non incolpo nessuno. Incolpo gli Who, perché sono imprevedibili, aggressivi e completamente fuori di testa". Daltrey sostenne invece che il problema fosse il sub-basso elettronico inviato ai suoi monitor auricolari e giudicò le parole del batterista "una sorta di assassinio del personaggio, incredibilmente doloroso".
Anche Townshend, alla fine del 2025, ammise che la situazione era sfuggita di mano: "È stato un disastro". Disse di non aver visto errori evidenti nell’esecuzione di Starkey, ipotizzò che Daltrey si fosse perso a causa dei problemi di suono e concluse: "Zak mi mancherà terribilmente. Ma quale sia davvero la storia, non lo so".
La riconciliazione non è completamente inattesa. All’inizio del 2026 Starkey aveva confermato di parlare regolarmente con Daltrey e Townshend: "Siamo ancora amici. Gli Who hanno una dipendenza dall’attrito e gli animi si accendono". Una formula che riassume sia la crisi sia la capacità della band di sopravvivere alle proprie tensioni.
Starkey, figlio di Ringo Starr e allievo del suo padrino Keith Moon, non è mai stato soltanto un turnista. Ha suonato negli album Endless Wire e Who, oltre che nei principali tour della band dal 1996. Il ritorno alle prove ricompone quindi un’identità musicale consolidata e apre inevitabilmente un’altra domanda. Dopo un tour chiamato The Song Is Over, gli Who stanno davvero preparando un nuovo capitolo? Per ora non esistono date o annunci ufficiali. Ma, ancora una volta, la canzone potrebbe non essere affatto finita.