The Who By Numbers, il mistero dei nastri ritrovati
02 settembre 2026 alle ore 13:28, agg. alle 13:42
Il 30 ottobre arriva la Super Deluxe: 92 tracce e mix inediti, concerti e demo. Dietro la ristampa, il recupero dei nastri di Brian Kehew.
The Who By Numbers torna il 30 ottobre 2026 in una Super Deluxe Edition che ricostruisce uno dei passaggi più personali nella carriera degli Who.
Il cofanetto comprende cinque CD, un Blu-ray e 92 tracce e mix inediti: un approfondimento sulle registrazioni, sulle canzoni e sui concerti di quel periodo.
A rendere possibile l’operazione è stato anche il ritrovamento di nastri cercati per anni grazie all'impiego di quello che, di fatto, si è rivelato essere un vero investigatore privato.
Materiale fondamentale per rileggere un album che Pete Townshend descrive così: "È l’unico in cui ho permesso che canzoni tanto personali venissero utilizzate dagli Who". Una dichiarazione che chiarisce la distanza dalle grandi costruzioni narrative del passato
L’investigatore dei nastri perduti: il ritrovamento di Brian Kehew
L’“investigatore privato” di questa storia è Brian Kehew, produttore, musicista e specialista degli archivi, già collaboratore degli Who. Nel 2020 venne chiamato a identificare alcune registrazioni conservate negli studi Sunset Sound di Hollywood. Fra quelle bobine riconobbe materiale di “The Who By Numbers”, comprese registrazioni inedite.
"La band cercava i nastri da anni, ma questo era un posto dove non aveva pensato di controllare", raccontò Kehew al New York Times nel 2024. Contattò Townshend e organizzò il ritorno delle bobine in Inghilterra. È il lavoro di un detective musicale: identificare ciò che è rimasto senza una collocazione chiara e rimetterlo nelle mani giuste.
La presenza dei nastri in California aveva una spiegazione concreta. L’album era stato registrato principalmente a Shepperton, in Inghilterra, utilizzando lo studio mobile di Ronnie Lane, ma il missaggio originale era stato realizzato proprio al Sunset Sound. L’archivio americano conservava quindi materiale legato a quella lavorazione.
La vicenda avrebbe contribuito alla nascita di Master Tape Rescue, fondata da Kehew con Danny White per favorire il recupero di registrazioni dimenticate. Sullo sfondo resta la fragilità degli archivi musicali, resa evidente dall’incendio Universal del 2008: questi nastri erano sopravvissuti perché conservati altrove.
The Who By Numbers Super Deluxe: cosa contiene la ristampa
Il percorso parte dall’album originale rimasterizzato e prosegue con undici demo di Townshend, sessioni di registrazione, primi mix e voci guida. Tra le curiosità compaiono titoli provvisori, come “There Ain’t No Way Out”, destinato a diventare “However Much I Booze”, e “Round And Round”, poi trasformato in “In A Hand Or A Face”. La versione preliminare di “Imagine A Man” cantata da Townshend è già disponibile come anticipazione.
La componente live comprende la versione più completa finora pubblicata del concerto al Vetch Field di Swansea del 12 giugno 1976. Registrato pensando a un possibile album dal vivo, documenta l’ultima tournée degli Who con Keith Moon. Il Blu-ray aggiunge il filmato restaurato dell’esibizione a Pontiac, Michigan, del 6 dicembre 1975, con audio rimasterizzato: una testimonianza della forza della formazione classica in quella tournée.
Completano il progetto i nuovi mix Atmos, 5.1 e stereo, un libro di cento pagine con contributi di Townshend e dello storico Andy Neill, fotografie e memorabilia. Sono previste anche edizioni in due CD, tre LP e vinile colorato.
La storia del disco: gli Who davanti alle proprie fragilità
Pubblicato nel Regno Unito il 3 ottobre 1975, “The Who By Numbers” venne prodotto e missato da Glyn Johns. La copertina, con i componenti del gruppo raffigurati attraverso un gioco di puntini da unire, portava la firma di John Entwistle.
Dopo “Quadrophenia”, il gruppo scelse una raccolta di canzoni autonome. Townshend aveva compiuto trent’anni durante la lavorazione e si interrogava sul proprio futuro e su quello della band. Il successo rendeva più urgente capire come continuare a essere credibili e quanto della propria vita consegnare al pubblico.
“However Much I Booze” esponeva il rapporto con l’alcol; “Success Story”, unico contributo compositivo di Entwistle, affrontava con ironia la vita della rockstar. “Squeeze Box” offriva invece il momento più leggero e accessibile, diventando il singolo di maggiore richiamo. L’album raggiunse il settimo posto britannico e l’ottavo americano, ottenendo successivamente il disco di platino negli Stati Uniti.
Anche gli arrangiamenti ampliavano il linguaggio del gruppo: “Blue, Red And Grey” affidava all’ukulele di Townshend e agli ottoni di Entwistle una dimensione raccolta, mentre “Dreaming From The Waist” manteneva l’energia e la tensione strumentale degli Who. Questa alternanza permette di leggere il disco come un confronto fra esposizione personale e identità collettiva.
Roger Daltrey ne rivendica il valore: "Per certi versi, The Who By Numbers è il mio album preferito degli Who". Per il cantante, il punto decisivo è la vulnerabilità che emerge dalle canzoni. La nuova edizione permette di seguirne la costruzione, dalle prime prove fino alla trasformazione sul palco.