The Sophs:“Con Goldstar volevamo spingerci oltre i confini della nostra musica”
06 marzo 2026 alle ore 12:53, agg. alle 13:10
Ethan Ramos e Sam Yuh ospiti di Hypersonic parlano di Goldstar, verità nei testi e il percorso sorprendente verso Rough Trade.
The Sophs sono pronti a debuttare con "Goldstar," primo album in uscita la prossima settimana per Rough Trade, e la loro storia è già un piccolo racconto di destino musicale.
Mentre avete già avuto modo di ascoltare la titletrack in rotazione tra le Top 20 di Radiofreccia, il cantante della band californiana Ethan Rhamos e il tastierista Sam Yuh sono stati ospiti di Hypersonic per raccontarci il disco e suonare un paio di brani dal vivo.
Ethan, cantante dei The Sophs, racconta come tutto sia cominciato con un semplice invio via email dell’album demo. "Non ci aspettavamo una risposta così rapida e positiva – racconta – avere persone così competenti e appassionate dall’altra parte ci ha davvero colpito", ha spiegato riferendosi a Geoff Travis, leggendario patron della Rough Trade,
La firma con la storica etichetta britannica ha imposto un’improvvisa prova dal vivo: dieci giorni per organizzare un concerto a Los Angeles, in cui la band ha potuto testare le proprie capacità davanti a un pubblico reale ed ai rappresentanti della label, in città per lo show dei Pulp.
"È stato fantastico– racconta Ramos – il nostro bassista ha chiesto un favore a un suo conoscente, il buttafuori di un bar di Pasadena, che ci ha permesso di prenotare con dieci giorni di anticipo e di esibirci prima del programma già previsto. Ci siamo chiusi in una sala prove per cinque o sei ore ogni sera… e tutto è andato per il meglio. È stato come un segno del destino".
La band si è formata attraverso percorsi paralleli e amicizie di liceo, con tutti i membri trasferiti successivamente a Los Angeles. Ramos racconta: "La musica era troppo bella per essere ignorata. Così abbiamo continuato a costruirlo da lì". Il gruppo vede questa collaborazione come un punto di forza: "Siamo davvero bravi a coprire le reciproche carenze. Non potremmo mai immaginare di fare altro nella band oltre a quello che stiamo facendo".
Goldstar: processo creativo e testi autentici
Il processo di scrittura di Goldstar è altamente collaborativo. Ramos spiega: “Per la maggior parte delle canzoni, io o io e Sam abbiamo iniziato con la melodia principale e il testo. Una volta sviluppata la struttura, l’abbiamo portata al resto della band e loro hanno creato questo mondo attorno ad essa con i loro rispettivi strumenti. Abbiamo forse aggiunto un’altra parte qui o là in base al contributo creativo di chiunque, ma sì, è così che sono andate la maggior parte delle sessioni di Goldstar”.
Sam Yuh aggiunge: “Mi entusiasma molto. Ci stimoliamo a vicenda dal punto di vista artistico: lui mi propone un’idea, io gli propongo un’idea, oppure qualcun altro arriva alla sessione con un’idea. Ci incoraggiamo a vicenda e siamo tutti molto entusiasti”. Ramos sottolinea la fiducia reciproca: “Anche se non sei d’accordo con un’idea, non puoi discutere con qualcuno che ritieni un genio. Ci fidiamo l’uno dell’altro fino in fondo dal punto di vista creativo”.
L’album esplora generi e influenze differenti, mantenendo coerenza grazie alla prospettiva dei testi e alla voce emotiva: “Penso che volessimo davvero vedere fino a che punto potevamo spingerci, vedere quanti generi potevamo interpolare… tutto grazie alla voce emotiva che permea tutto l’album, così come la prospettiva e molti dei temi e degli argomenti esplorati”.
Ramos spiega anche come la scrittura dei testi unisca realtà e performance: “Interpretare un personaggio e cercare di avvicinarsi il più possibile alla realtà non si escludono a vicenda. b
La “stella d’oro” e le prospettive future
Il titolo dell’album, "Goldstar", nasce da un concetto astratto di gratificazione e successo personale. Ramos confessa: “Per me la mia medaglia d’oro probabilmente non esiste, almeno non nel prossimo futuro. C’è troppo lavoro da fare”. Anche Sam Yuh concorda: “Mi sento come se la mia validazione… fosse intangibile. È così e basta”.
Guardando al futuro, i The Sophs puntano a far crescere la loro musica e il loro progetto: “Con l’uscita di questo album e il tour che faremo per promuoverlo, vogliamo davvero portare avanti tutto questo, questa stella d’oro, tutto ciò che verrà. Vogliamo prepararci e portare tutto questo oltre, conclude Ramos.
Inoltre, la band è chiara sugli obiettivi della loro musica: “L’unica cosa che non voglio dalla mia musica è l’indifferenza”, aggiunge Ramos.
Sam Yuh completa: “Penso che più di ogni altra cosa, voglio che la gente si diverta”.
La combinazione di sincerità, collaborazione e ricerca artistica rende Goldstar un debutto promettente per una band destinata a farsi notare nel panorama indie internazionale.