Interviste

The Molotovs, come rifiutare l'apatia

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Author image Gianluigi Riccardo

06 febbraio 2026 alle ore 13:49, agg. alle 16:46

Essere giovani in circostanze difficili. The Molotovs si caricano il rock della generazione Z sulle spalle con il debut Wasted On Youth

The Molotovs sono un duo fratello e sorella londinese composto da Mathew e Issey Cartlidge, entrambi ancora adolescenti ma già veterani della scena live con oltre 600 concerti alle spalle, dai busking per strada fino a condividere il palco con band leggendarie come Sex Pistols, Blondie, The Libertines e persino averti attirato l’attenzione e “shout-out” da parte di Green Day e Paul Weller.

Il 30 gennaio hanno pubblicato per Marshall Records il primo album, "Wasted On Youth", nel quamatle hanno portato in studio tutta la loro energia dal vivo. Prodotto da Jason Perry e mixato e masterizzato da Blair Crichton, Wasted On Youth è un concentrato di punk britannico, garage rock e indie energico, costruito attorno a temi di autodeterminazione, speranza giovanile, energia dal vivo e commenti sociali contemporanei.

Sul finire del 2025 abbiamo incontrato The Molotovs in centro a Milano per Hypersonic e, durante una passeggiata nel parco immortalata dalla nostra Elena Di Vincenzo (trovate la gallery in basso o sui canali social di Radiofreccia), ci siamo fatti raccontare il loro progetto.

The Molotovs - Radiofreccia full interview



The Molotovs: fratelli nel rock

Quando si parla dei The Molotovs, la prima cosa che salta all’occhio è il rapporto di sangue che tiene insieme l’anima della band, i teenager Mathew ed Issey, fratello e sorella che in due non arrivano a 40 anni.

Come emerge dall’intervista, per loro è un legame che ha plasmato fin dall’inizio non tanto come lavorano insieme quanto come comunicano.

"La nostra comunicazione è piuttosto, piuttosto buona… Diretta, per non dire altro", dicono, sottolineando che tra fratello e sorella è possibile dire le cose come stanno, essere brutali l’uno con l’altro. In un ambiente creativo dove spesso si corteggiano diplomatiche mezze verità, per loro è più semplice arrivare al nocciolo della questione senza preoccuparsi troppo dei sentimenti.

Questo tono diretto filtra anche nella dinamica della band: "possiamo essere crudeli gli uni con gli altri", eppure questa franchezza è, paradossalmente, anche ciò che li protegge quando la pressione aumenta. Protezione e supporto reciproco diventano essenziali laddove altri rapporti creativi possono incrinarsi sotto stress.



Wasted On Youth: Significato di una Generazione

Wasted On Youth è un titolo che potrebbe suonare cinico a un primo sguardo, ma che per i Molotovs è tutto fuorché rinunciatario. Per loro, il concetto si radica in un invito urgente: cogliere l’attimo, non lasciare che la giovinezza passi senza che si sia vissuta pienamente.

"È come quella citazione che dice che il problema della gioventù è che è sprecata sui giovani", spiegano, evocando quell’ironia classica che riflette le contraddizioni della vita moderna. Ma il punto non è lamentarsi della gioventù buttata via: si tratta di rifiutare apatia, paura e timidezza, di prendere le opportunità e fare le proprie cose.

Questo spirito si intreccia in maniera palpabile nei loro testi e nella loro energia sul palco — un invito, più che un rimpianto.

Nell’album emergono quindi temi di autodeterminazione, ottimismo e potere personale, con brani che incoraggiano un approccio attivo alla vita piuttosto che una resa passiva alle difficoltà.


Una Scena Rock in Bilico: senza palle e senza critica

Parlando della scena rock contemporanea e della stampa musicale, i Molotovs non nascondono un certo scetticismo. Secondo loro "mancano le palle nella musica di oggi", così come manca un rapporto sincero con la critica: "penso che tutti siano troppo cauti… non abbiamo quell’emozione nella musica di oggi, e nessuna emozione nemmeno nella stampa musicale".

In questo passaggio toccano anche un nodo critico dei nostri tempi: i social media e la cultura dell’apparenza che rischiano di anestetizzare l’autenticità.

Loro osservano che molte band propongono solo il lato migliore di sé, un’immagine plastificata che non riflette mai il reale. Il risultato? Un pubblico che non vede più l’emozione vera, quel rischio di cui parla Mathew, dove i concerti non sono sempre perfetti e dove la fragilità umana è parte dello spettacolo.

Nel loro racconto emerge anche una riflessione ampia sul contesto in cui crescono le nuove generazioni: tra incognite lavorative, impatto dell’intelligenza artificiale e digitalizzazione delle relazioni, i Molotovs vedono una sorta di paradosso generazionale.

È difficile per i giovani trovare connessioni reali e certezze lavorative, e per questo la musica dal vivo e la comunità attorno ad essa diventano non solo una scena, ma una sorta di "tribù" che può offrire una risposta concreta alla solitudine digitale.


Speranza, Energia e Futuro

Chiudendo l’intervista, i Molotovs rivelano la loro più profonda ambizione: non solo vogliono successo, ma vogliono restituire speranza, entusiasmo, energia e passione alla loro generazione. Queste parole risuonano in ogni singolo aspetto di Wasted On Youth, un album che è sì un manifesto sonoro, ma anche una dichiarazione di intenti.

Non si tratta di un messaggio politicizzato nel senso tradizionale — loro dicono "non siamo affatto politici" — ma c’è una forte consapevolezza sociale nelle parole e nella posizione che assumono come band. Il rock diventa così uno strumento di commento sociale e personale: più un mezzo per stimolare l’azione che un semplice intrattenimento.

In un’epoca in cui la musica rock è spesso descritta come "in transizione", i Molotovs si presentano come una scintilla giovanile che cerca non solo di accendere il pubblico ma di scuotere un’intera scena dal torpore. Per loro, la vera rivoluzione del rock non sta solo nel suono, ma nella voglia di reagire, partecipare e vivere tutto quello che la giovinezza può offrire — prima che sia davvero troppo tardi.

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