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Springsteen, “Streets of Minneapolis” e le critiche all’ICE

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Author image Gianluigi Riccardo

29 gennaio 2026 alle ore 11:25, agg. alle 12:00

Una nuova canzone di Springsteen riporta al centro il tema dell’ICE e delle politiche federali, mentre il mondo musicale risponde con iniziative di solidarietà.

Bruce Springsteen ha pubblicato a sorpresa “Streets of Minneapolis”, un brano scritto, registrato e diffuso nel giro di pochi giorni in risposta ai fatti avvenuti a Minneapolis durante un’operazione dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE).

La canzone, resa disponibile online il 28 gennaio 2026, fa riferimento alla morte di Alex Pretti e Renée Good, colpiti durante un’operazione federale nell’ambito di Operation Metro Surge. Secondo quanto dichiarato dall’artista, il brano è stato composto il 24 gennaio, inciso il 27 e pubblicato immediatamente dopo, con l’intento di reagire in modo diretto agli eventi.

Dal punto di vista musicale, Streets of Minneapolis si colloca nel solco delle protest song che hanno attraversato la carriera di Springsteen, con un arrangiamento essenziale e un testo narrativo che descrive il clima di tensione nelle strade della città.

Nei versi compaiono riferimenti espliciti all’ICE e al Dipartimento per la Sicurezza Interna, con immagini che richiamano la presenza di agenti federali armati e l’impatto delle operazioni sulle comunità locali. Il ritornello, costruito su una ripetizione corale, rafforza il messaggio di dissenso senza ricorrere a soluzioni musicali complesse.

"Ho scritto questa canzone sabato, l’ho registrata ieri e la pubblico oggi in risposta al terrore di Stato che si sta abbattendo sulla città di Minneapolis. È dedicata alla gente di Minneapolis, ai nostri vicini immigrati innocenti e alla memoria di Alex Pretti e Renée Good. Restate liberi".


Le tensioni con l’amministrazione Trump e le dichiarazioni dal palco

L’uscita di Streets of Minneapolis si inserisce in un contesto di rapporti complessi tra Springsteen e l’amministrazione Trump, già segnati da dichiarazioni critiche negli anni precedenti.

Nel corso del suo ritorno sul palco nel 2026, in occasione di un evento di beneficenza nel New Jersey, Springsteen ha fatto riferimento alle operazioni federali a Minneapolis, citando le critiche espresse dalle autorità locali e ribadendo la propria contrarietà all’intervento dell’ICE. In quell’occasione ha dichiarato che l’agenzia federale “should get out of Minneapolis”, richiamando le parole del sindaco della città.

Le tensioni non sono nuove. Nell’estate precedente, durante un concerto a Manchester, Springsteen aveva pronunciato un discorso dal palco in cui definiva l’amministrazione Trump “corrupt, incompetent and treasonous”, invitando il pubblico europeo a osservare con attenzione la situazione politica statunitense.

Quelle dichiarazioni avevano generato una risposta diretta del Presidente, che aveva liquidato l’artista come “highly overrated” e criticato l’uso del palco come spazio di intervento politico.

Il confronto era poi proseguito sul piano discografico con la pubblicazione di un EP live che includeva proprio la performance di Manchester, diventata oggetto delle critiche presidenziali. Anche in questo caso, Springsteen non aveva modificato la propria posizione, confermando una linea di continuità tra produzione artistica e commento politico, senza però trasformare la polemica in un elemento promozionale esplicito.

La risposta del mondo musicale: il concerto “Defend Minnesota” di Tom Morello

La vicenda di Minneapolis ha avuto eco anche all’interno della comunità musicale statunitense. Tom Morello ha annunciato l’organizzazione di un concerto di beneficenza intitolato “Defend Minnesota”, previsto per il 30 gennaio 2026 allo storico First Avenue di Minneapolis. L’evento vedrà la partecipazione, tra gli altri, dei Rise Against, oltre a una serie di ospiti, con l’obiettivo di raccogliere fondi a sostegno delle famiglie di Alex Pretti e Renée Good.

Nel comunicato che accompagna l’annuncio, Morello ha sottolineato la necessità di un intervento diretto da parte degli artisti e della società civile, affermando che “nessuno ci salverà tranne noi”. Il concerto si inserisce in una tradizione di iniziative musicali a sostegno di cause sociali e politiche, senza presentarsi come una risposta diretta alla canzone di Springsteen, ma come parte di un più ampio clima di mobilitazione.

La partecipazione di gruppi come i Rise Against, da tempo associati a tematiche politiche e sociali, rafforza il carattere dell’evento come iniziativa di solidarietà più che come manifestazione simbolica. I proventi saranno devoluti direttamente alle famiglie coinvolte, secondo quanto comunicato dagli organizzatori.


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