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Soundgarden, l’ultimo album con Chris Cornell è atteso nel 2027

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Author image Gianluigi Riccardo

16 luglio 2026 alle ore 16:44, agg. alle 17:05

Kim Thayil indica il 2027 come obiettivo: circa nove brani, Terry Date in regia e un lavoro destinato a chiudere la discografia del gruppo.

I Soundgarden hanno finalmente indicato un orizzonte concreto per il loro ultimo album in studio. Secondo Kim Thayil, il gruppo sta lavorando per pubblicare nel 2027 il disco costruito attorno alle registrazioni lasciate da Chris Cornell prima della sua morte, avvenuta nel maggio 2017.

Non si tratta ancora di una data ufficiale fissata dall’etichetta, ma di un obiettivo operativo: la band deve completare il materiale, coordinare le sessioni e chiudere un progetto che, per peso artistico e umano, non può essere trattato come una normale uscita di catalogo.

La dichiarazione più importante riguarda proprio i tempi. Thayil ha spiegato che i Soundgarden stanno "puntando davvero al prossimo anno", precisando che il calendario dipende dalla disponibilità dei musicisti, del produttore e dell’ingegnere del suono. Il chitarrista ha inoltre indicato una possibile scaletta di "circa otto o nove canzoni, più probabilmente nove". Il numero non è ancora definitivo perché il gruppo sta valutando sia il materiale già destinato al disco sia altre idee che potrebbero essere completate.


Il disco finale dei Soundgarden prende forma

Il nuovo album dei Soundgarden nasce dalle sessioni avviate quando Cornell era ancora in vita e conserva contributi realizzati dai quattro membri della formazione: Chris Cornell, Kim Thayil, Matt Cameron e Ben Shepherd.

Thayil ha chiarito di aver scritto la musica di almeno due canzoni e, in un caso, anche il testo. Per un altro brano aveva invece consegnato la parte musicale a Cornell, che aveva costruito parole, strofe e ritornelli adattando la struttura alle esigenze della voce e dell’arrangiamento.

È un dettaglio decisivo, perché definisce la natura del progetto. Non sarà una raccolta assemblata a posteriori usando frammenti vocali isolati, ma il completamento di canzoni nate attraverso il metodo compositivo dei Soundgarden. "Amiamo queste canzoni", ha detto Thayil, sottolineando che le idee appartengono ai quattro musicisti e sono state sviluppate in diverse combinazioni collaborative. Il punto centrale resta quindi la continuità artistica: Cornell non appare come un ospite recuperato dagli archivi, ma come autore, cantante e parte attiva della costruzione dei brani.

Il lavoro coinvolge anche Terry Date, produttore legato a due passaggi fondamentali della storia del gruppo, Louder Than Love e Badmotorfinger. La sua presenza non garantisce un ritorno automatico al suono dei primi anni, ma mette a disposizione una conoscenza diretta del linguaggio della band e delle sue dinamiche interne. È ragionevole attendersi che Date serva soprattutto a dare coesione a registrazioni provenienti da fasi e sessioni differenti, evitando che il risultato finale abbia il carattere irregolare di una raccolta di materiali incompiuti.

Matt Cameron aveva già descritto le nuove composizioni come caratterizzate da elementi "molto familiari", ma aveva anche individuato in alcuni pezzi la possibilità di "un nuovo capitolo". Il batterista aveva spiegato di essere orgoglioso della musica realizzata e aveva definito il progetto "abbastanza vicino" alla conclusione. Parole che, lette insieme al nuovo aggiornamento di Thayil, confermano come il lavoro sia ormai entrato nella fase delle decisioni definitive: selezione dei brani, rifinitura degli arrangiamenti, produzione e sequenza finale.

Il ritardo, quindi, non sembra dipendere da una mancanza di direzione. È soprattutto il risultato di un processo lento, frammentato dagli altri impegni dei componenti e reso più complesso dalla necessità di lavorare su registrazioni dal valore definitivo. Thayil ha spiegato che le sessioni devono essere organizzate in base alla disponibilità di tutti. Cameron è stato a lungo impegnato con le registrazioni e i tour dei Pearl Jam, mentre il 2025 ha visto i Soundgarden concentrati anche sull’ingresso nella Rock & Roll Hall of Fame.


Dalla disputa legale alla possibile uscita nel 2027

La strada verso l’album conclusivo è stata bloccata per anni dalla controversia tra i membri superstiti dei Soundgarden e Vicky Cornell, vedova del cantante e rappresentante del suo patrimonio. Al centro dello scontro c’erano la proprietà e il controllo delle registrazioni inedite. Nel 2023 le parti hanno annunciato una soluzione extragiudiziale amichevole e una nuova collaborazione che avrebbe permesso al pubblico di ascoltare le ultime canzoni sulle quali Cornell e il gruppo stavano lavorando.

L’accordo ha riaperto concretamente il progetto, ma non ha eliminato la parte più delicata: stabilire quando un brano possa dirsi davvero finito senza la presenza del suo cantante e coautore. Per questo il 2027 va letto come una previsione credibile, non come una promessa rigida. Thayil ha ribadito che la band è consapevole del significato del materiale per la propria storia e per quella di Cornell. L’obiettivo è renderlo "il migliore possibile", proprio perché sarà l’ultimo album in studio dei Soundgarden.

La cautela serve anche a proteggere il disco da due rischi opposti. Il primo è trasformarlo in un semplice evento commemorativo, giudicato più per il contesto che per la musica. Il secondo è caricarlo di aspettative impossibili, come se dovesse riassumere da solo l’intera storia dei Soundgarden. Le dichiarazioni di Thayil indicano invece una linea più concreta: terminare correttamente le canzoni, rispettare il lavoro comune e pubblicare un album capace di reggersi come opera, non soltanto come documento d’archivio.

La possibile presenza di nove brani mostra inoltre che il disco potrebbe essere più articolato rispetto al primo nucleo di sette registrazioni al centro della controversia legale. Thayil ha spiegato che i musicisti stanno considerando non solo il materiale che intendono sicuramente completare, ma anche altre composizioni sulle quali potrebbe essere possibile intervenire. La scaletta definitiva dipenderà dalle decisioni condivise con Cameron, Shepherd e il produttore.


Un tour dei Soundgarden resta un’ipotesi aperta

Resta da definire anche il modo in cui l’album verrà presentato. Interrogato sulla possibilità di concerti con uno o più cantanti ospiti, Thayil non ha chiuso la porta, ma ha riportato il tema a una discussione ancora preliminare: "Che cosa facciamo? Come lo promuoviamo?". Non è una conferma di un tour, ma dimostra che i membri superstiti stanno valutando anche la dimensione pubblica del progetto.

La cerimonia della Rock & Roll Hall of Fame del 2025 ha già mostrato una possibile formula. I Soundgarden hanno suonato con diverse voci ospiti, tra cui Taylor Momsen, Brandi Carlile e Toni Cornell, senza affidare a un solo cantante il compito di prendere stabilmente il posto di Chris. Quel modello potrebbe funzionare per un evento speciale o per un numero limitato di concerti, ma un vero tour richiederebbe una decisione più complessa.

I Soundgarden non possono ignorare la centralità di Cornell, ma neppure ridurre il proprio repertorio al solo ruolo del cantante: il suono della band è sempre stato il risultato dell’interazione tra la sua voce, le chitarre di Thayil, il basso di Shepherd e la batteria di Cameron. L’eventuale soluzione dovrà quindi evitare sia l’imitazione sia una rilettura troppo distante dall’impronta originale.

La priorità dichiarata non è arrivare in fretta, ma arrivare nel modo giusto. Per i Soundgarden significa consegnare un album coerente con la propria storia, capace di rispettare Cornell senza trasformarne la presenza in una semplice operazione nostalgica. Il 2027 è l’obiettivo. La qualità, però, continua a essere la vera scadenza.

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